Summer's Sun by Huge on Grooveshark
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lunes, 22 de abril de 2013

Aclaracíón-.-Chiarimento





(Texto completo En Español más abajo después del Italiano)


Rifletto e mi rendo conto che....

Mi piace vivere la Vita con Pace nell`anima, e Forza nel cuore

Vedendola passare posso vedere come è lei stessa, LA VITA, quella che mette le cose, le persone, le situazioni,... tutto, davanti a nostri occhi con motivo di farci imparare con armonia nel cuore ed equilibrio nelle nostri menti.

Di questa maniera, tutti i giorni, mi rendo conto che sono qui solo di passaggio... imparando, assimilando, modulando secondo la mia propia comprensione....

E mi rendo conto che al stesso tempo che se mi donò il “Biglietto d'ingresso”, già nel medessimo istante aveva...il “biglietto di uscita”..... allora ricoglierò la mia “valigia”, piena di emozioni,... sensazioni,.... pensieri,... sentimenti,.... sofferenze,... gioia,.....e in quella riposaranno i miei ricordi.... ricordi tra i quali sarete sempre.... voi, quelli che ho avuto il onore di conoscere.

Vorrei aggiungere questo:
Sia chiaro, di una volta e per sempre, per le VIPERE DI UN CERTO TIPO DI VELENO, TRAVESTITE DI UCCELLI, che io mai ho detto di essere contattato o contattista, e non voglio essere cosi definito o chiamato. E QUALSIASI che ha parlato con me e mi ha conosciuto, in profondità o meno, MAI ha sentito che io abbia detto una cosa del genere. Loro sono testimoni.
Io sempre ho detto solo che, ho visto chiaro che il Tempio del Padre Mio è dentro di me, e che solo dentro di me troverò l'umiltà per conoscere la mia Nullità, e sempre sara la Sua Forza a rendermi più libero.

Il Male, i Danni, le Sofferenze che mi vengono fatte e date, l'accetto tutti perche sò che il Padre vuole la QUALITÀ, e solo la QUALITÀ AVVIENE ATTRAVERSO LA LIMPIDA SOFFERENZA UMILE, e non attraverso i meriti che concede questa società, con l'aiuto del Principe di questo Mondo, che controlla ogni organizazione umana.
Questi Mali, Danni, Sofferenze solo mi poduccono e sempre mi hanno prodotto un profondo senso di Pena, ...... per coloro, che volendolo si hanno reso veicoli della cattiveria e l'odio viscerale, e che facendomi il Male, non si rendono conto che mi fanno Bene.


Un fraterno saluti per tutti coloro, che sanno benissimo come io sono, gli altri, sinceramente, fanno le sue strade, perche anche devono incontrare la bellezza che il Tempio del Padre porta dentro di loro. 

Antonio Pastor L. 


Tanti amici e amiche, mi hanno domandato sulla mia persona.
Qualcuno mi ha chiesto:

-. Antonio, mi avrebbe piaciuto conoscere Eugenio, ma credo che quando lui venne a Peru io avevo 5 o 7 aññi. Lei, come hai conosciuto ad Eugenio Siragusa? Come è stato il suo inizio in questa grande veritá? Si sa poco di te, e sono certo che aiuterebbe come fu la sua esperienza. Mi piacerebbe sapere un po di più perchè i testi che scrive sono molto interessanti. Lei gli ha visti?
A.M.

Ho risposto:

* Caro A., io rigrazio Dio per averlo conosciuto, pensa che io avevo l’età che tu adesso hai, sai?, quando lo conobbi. Adeso ho giá 53 balbettoni!!
Sí, gli ho visti e fotografato, ma questo importa poco. LORO si presentano quando l’Anima che desiderano incontrare è completamente dentro alle Norme Universali.
Se non è cosí, non lo fanno.

Il “contatto” è una cosa molto delicata, non è come pensa la gente che fosse, è qualcosa molto Spirituale, è difficile di spiegare, ma è più un SENTIMENTO DI COSCIENZA che un contatto puramente visuale.

-. Antonio tante grazie per questa conversazione, il mio spirito si sente felice di averla fatta, realmente come se parlasi con un amico che conosco da tanti anni senza conoscerlo.
A.M.

* Figuratí amico, non hai motivo per ringraziarmi niente, ok? Io ringrazio te per la tua sincerità e ti prego di tutto cuor che sii sempre attento e superare le tue dubbi su tutto quello che abbiamo parlato, ok? Sempre che avrai bisogno sono qui dentro alle norme.

Le anime si riconoscono, e la spontaneità delle tue espressioni indicano me che possibilemente ci siamo conosciuti in altre vite. Abbi buon resto di giornata A., che Dio ti Benedica.

Antonio Pastor L. (2014)

A tutti gli altri che mi hanno domandato, ho risposto sempre la stessa cosa.
Ho detto:

La mia esperienza è molto simile alle vostre. L’interesse per l’argomento degli Esseri di altri Mondi, penso sia inerente all’essere umano. È certo che dopo li aspetti, i dettagli, possono variare gli uni degli altri, ma questo forma parte del “bagaglio personale” di ognuno, perchè ognuno percepisce La Verità in diverso modo. L’importante è sempre conservare l’integrità dell’essenza della verità.
In questo senso, nell’Essenziale, penso che tutte le esperienze si somigliano. Dopo col tempo, une diventano più intense che altre, dipende di ognuno di noi, ma essenzialmente, credo che tutte hanno il medessimo inizio.

Molti non sanno che io, da i miei inizi, rifiutavo e non credevo nei “contattati”. Quando ero giovane io pensavo che erano persone che si approfittavano degli altri, perchè vendevano i libri, i suoi articoli, le loro reunioni... In certo aspetto non ero molto sbagliato. Ma la mia fede e la mia credenza nella Vita in altri Mondi intelligente e che ci visitassi sempre fu la medessima, salda, non ho avuto mai dubbi su questa Realtà Attuale dei nostri tempi e di tutti i tempi, ma più di questi che ci tocca vivere.
Sarebbe molto lungo commentare il tutto, ma da quando ho conosciuto Eugenio, realmente la mia vita cambiò. Io all’inizio non credevo ma col passo del tempo e grazie a Dio, capii che “non tutto nella montagna è origano” e che bisogna sapere bene differenziare il semplicmente autentico di quello manipolatamente falso.

Lo conobbi personalmente nel 1982, a da allora sempre ho letto con grande devozione e interesse ciò che questi Meravigliosi e Celestiali Esseri hanno comunicato attraverso egli.
Sulla mia esperienza personale caro amico, essendo una cosa assai personale potrebbe dirsi che, in certo modo, solo mi serve a me, ma non escludo il fatto che possa servire gli altri se così lo desiderano.

Ti commenterò che la mia esperienza pesonale inizió nel lontano 1985, non fu per niente facile, ma grazie a un potere che gli uomini non possiamo comprendere rimane fino ad oggi, grazie al Padre. Tale come sempre disse Eugenio: “Non importa il messaggero, l’importante è il messaggio”.
Anche se riconosco che conoscere il messaggero, aiuta a capire meglio il Messaggio, che è il principale.

Forse un giorno spiegherò un po di più come io iniziai, ma per ora credo che non è necessario. Scusami se questo ti delude, ma per adesso deve essere cosí.
Tuo amico,
Antonio.
2010
**************

Ebbene, oggi (2018) credo sia il giorno idoneo per spiegare un pò di più.
Questo testo che leggerete io lo scrissi dieci anni fa, nel 2008.
Adesso capisco il perchè lo scrissi.
In realtà lo fece un po per ricordare e fare una recensione di tutto quello importante che mi portò fino a questo giorno. Ma in questa occasione è solo parte di tutto quello che io ho scritto, perchè sarebbe, come potete immaginare molto dilungo.
Credo che al meno vi darà una idea un po più chiara, ma voglio ricordarvi quello che sempre ha detto Eugenio e il Maestro Cristo: “IL MAESTRO È DENTRO DI VOI E IL TEMPIO DEL PADRE ANCHE. NON IMPORTA IL MESSAGGERO MA IL  MESSAGGIO”.

Sono convintissimo che capirete la grandezza di queste sue parole.
Un saluto e le mie benedizioni per tutti.
Antonio.
2018

**********************
Sono stato concepito nel mese di agosto 1961, quando la Vergine Maria appareva in Garabandal quí in Spagna, venne al mondo nel 1962. Il giorno 6 di maggio. 
I miei progenitori, umili, senza possibilità di tante comodità hanno dovuto chiamare a un “tassì“ –era un signore del paesino di Huete che avendo una delle poche macchine che circolavano allora, portava la gente dove li dicevano-, per andare al Ospedale di Cuenca, che era a 65 chilometri del paesino di Vellisca.
Secondo mi raccontarono i miei genitori, di cammino mia mamma mise a partorirmi, ebbero di fermare la macchina e pemettere lei di partorire in migliori condizioni, tra i paesini di Horcajada e Naharros; bene, io nacqui, e mio padre mi ha tagliato il cordone ombelicale con un piccolo temperino che portava con se e che conservo con immenso affetto. 
Gli amici del mio padre, mi chiamarono simpaticamente per la strana nascita, “il re della strada” e “Machaquito”; anche il mio caso di nascita fu esposto come esempio di come agire in una situazione del genere, nella stazione di radiodiffusione Radio Nazionale di Spagna, dal ginecologo di mia madre, amico dei miei genitori.
Scherzosamente, quando io da piccolo insieme al mio padre andavamo a Huete e ci incontravamo con questo signore della macchina, (aveva anche un negozio di pezzi di ricambio per auto) ricordo che sempre con simpatía mi diceva la stessa cosa: “Ragazzo, ancora mi devi pagare la tappezzeria dell'auto”.

La mia infanzia, me la ricordo bene.
Mi dispiace per la maggioranza dei famigliari che, ancora oggi, vivono a Vellisca, dove regolarmente ho vissuto, ma devo dire che la mia infanzia no fu tanto gradevole, né tanto felice, nel senso di avere amici moderatamente sinceri, autentici, normalmente buoni.
Oggi, dolorosamente, devo dire che tutto continua così e sono consapevole di non essere l'unico, ma grazie a Dio ho sempre avuta la Forza e la Dignità per sopportarlo e aiutare gli altri a sopportare l'ingratitudine e il disprezzo dei loro vicini. Con la rassegnazione forzata e l'isolamento volontario, ho imparato fin da giovanissimo, per superare tutto ciò che danneggia l'anima dell'uomo e per combattere contro ciò che cerca di estinguere la luce della speranza e lo spirito che risiede in ogni essere umano, credendo che il mondo può essere molto meglio di quello che ci tocca vivere.

Stranamente per me, sono stato accettato e al tempo ho accettato quelli che erano più giovani di me e quelli che erano più grandi di me. Dai miei coetanei non ho avuto ciò che tra di loro avevano: COMPRENSIONE, TOLLERANZA e AMICIZIA, ma come oggi mio figlio Eugenio dice: "È QUELLO CHE TOCCA PADRE. LA VITA È DURA”.

Quando mi riferisco alla differenza di età, mi riferisco a 7 sette anni su o giù.

La mia infanzia allora, è cresciuta con la sincera e spontanea virtù dei giochi dei miei amici bambini. Con 14 anni, il mio migliore amico, Luís Antonio, era quasi un bebè, sua madre María e suo padre Cruz ne sono testimoni, e anche i miei genitori. Il resto del tempo, io ero sempre un ragazzo solitario che amava la sua solitudine rimuovendo pietre dai cammini, per trovare insetti e piccoli animali dai quali estraeva molte conoscenze sui comportamenti, che a causa dell'assenza di amici, ho imparato in questo modo.

È vero che i miei coetanei molte volte, quando ero bambino, contavano su di me, ma ricordo pochissime volte che non fosse per quello di prendermi in giro, mi consideravano lo "scemo del paese", lo "straniero", il "pazzo del paese", (cosa che oggi, proprio come nel passato, è già perdonata, per me).
Solo quando ho compiuto 14 anni il Signore ha voluto che io fosse accettato gradualmente. Fino ad allora, per alcuni dei miei contemporanei, ero il "pazzo della città" a causa delle frequenti visite mediche che i miei genitori, Sixto e Paz, si prendevano cura di me, per impedirmi di avere una fine, come quella che ebbe mio fratello Antonio, con il che non ho mai vissuto, perché io non ero ancora nato.
Morì di un tumore al cervello incurabile.

La mia infanzia, poiché da quando ho uso di ragione, nei suoi momenti più bassi di umore e triste per quello che dovevo vivere (oggi capisco) in numerose occasioni mi "chiusi" nella mia stanza e chiacchierava unilateralmente con mio fratello, che io sapevo avevo in cielo. La maggior parte delle "conversazioni" le ho finiti allo stesso modo: "TI CAMBIO IL POSTO, D’ACCORDO?".

Ad ogni modo, una personale e potente felicità mi ha inondato nonostante la sofferenza puramente sociale-materiale, perché mi sentivo "possessore" da una qualità, una forza e una volontà di ferro da superare alimentate dalla mia profonda e solida convinzione che dall'alto, QUALCUNO (DIO) vedeva costantemente tutto ciò che quaggiù, sulla Terra, stava accadendo.

Oggi (con 46 anni), questo modo di pensare non è una credenza, ma una vera verifica dell'esistenza e dell’azione del Creatore nelle Sue Creature.
Questo intervento non è compreso nemmeno da coloro che dicono di credere in Lui e da quelli che dicono di servirLo e di obbedirLo. Perciò, dico come il mio maestro nello spirito mi ha insegnato: "LA VITA È UN SORRISO E UNA LACRIMA".

Rispetto alla mia credenza nella vita di altri Esseri non-terrestri, i miei amici e i miei contemporanei sono testimoni del mio aperto e sincero interesse per questo. Fin dalla più tenera età (7, 8, 9 anni) mi piaceva ritagliare quegli articoli che parlavano di questo argomento, così misterioso per un bambino giovane come me.
Ogni volta che usciva di notte, il mio sguardo guardava sempre con una speranza manifesta, i cieli, per vedere le LUCI in cui loro viaggiavano. Gli UFO di cui tanto si sentiva di parlare.
Ricordo bene come mi sono "incollato" sulla sedia quando hanno lanciato IL PRIMO ARRIVO DELL'UOMO SULLA LUNA, l'atterraggio dell'apollo 11. E ricordo quanto fosse breve.
In realtà quello che ha chiamato il mio vero sentimento era diretto verso quello "altro mondo" dove andavano quelli che "se ne andavano" dopo "morire".

La cosa certa è che, iniziando a conoscere la religione della storia del Maestro nei primi corsi scolastici, sono colpito dalla personalità del Maestro CristoGesù e dai testi dei vangeli, che segretamente da un'ingenua vergogna ho letto segretamente.
Essere un chierichetto alle messe, l'amavo, per essere accanto a quel tavolo di pietra che mi arrivava alla fronte e per suonare le campane al momento dell'elevazione della Forma Sacra. La celebrazione della Messa ha sempre catturato la mia attenzione dal misterioso "rituale" che è stato eseguito, al punto che, essendo così piccolo, spesso ho detto a mia madre: "Vorrei essere un prete".

Questo "coinvolgimento" era tale alla mia età di 9 anni, misteriosamente -perché non posso definirlo in nessun altro modo-, mi è venuto in mano un Messale, (piccolino libretto che spiega come si celebra la Messa), non ricordo in che modo sia venuto, solo che l'ho trovai a casa mia lo lessi lentamente, e la sua lettura riempì il mio cuore infantile al punto che, un pomeriggio, quando i miei genitori erano occupati a occuparsi degli affari (una taverna del villaggio), salii in salotto al primo piano, con un po 'di vino e pane dalla panetteria della mio paesino, ho sprangato la porta e ho devotamente celebrato la messa, una messa particolare, tra i bisbigli in modo che non mi ascoltassero, e in solitudine.
Dopo questo, proprio come l'ho trovato senza ricordare come, l'ho perso senza ricordare come l'ho perso.

Questo è un intenso ricordo che mi accompagnerà sempre, come riconoscimento di Cristo in Gesù e di tutto ciò che ha lasciato detto.

Nel frattempo, la mia vita infantile è continuata il suo corso, con le pesanti "prove" di solitudine e incomprensione della maggioranza (che tutti più o meno abbiamo dovuto passare), e che hanno forgiato il mio carattere rispetto allo schema sociale della massa umana, per d'altra parte, sentivo che la mia vera connessione e la mia vera consolazione venivano da me quando parlavo, dirigendomi al mio fratello che tale come io sentivo era in cielo e che non avevo conosciuto, dei problemi e delle sofferenze dell'infanzia che dovevo vivere. Mi mancava, perché sicuramente mi avrebbe difeso da tante aggressioni e insulti. C'era una particolare "connessione" che nel corso degli anni, quando ero un adolescente, ho capito perfettamente il "perché" di questa "strana connessione". Mia madre è stata colei che me l'ha rivelato, quindi commenterò più tardi.

Per me, andare a scuola è stata una delle più grandi sofferenze perché non ero un bravo studente e mi sono reso conto di quanto questo colpiva i miei genitori, che non capivano perché ero uno studente così cattivo. Inoltre, dovevo convivere con e accettare i miei aggressori, che, poiché erano "capigruppo", inquinavano tutto il resto, contro di me, e anche contro qualcun altro.
Oggi capisco tutto e so che quando un essere tende alla libertà, ci sono "altri" che si divertono a preparare le "catene" che la tolgono.

La mia devozione sempre per Maria, Gesù, il Creatore sempre cresceva sempre più, fino al punto di mettere nelle loro mani, con la mia piccola intelligenza infantile, il destino dei miei studi. Mi ricordo che ai 13 anni, ho scritto una preghiera chediendo aiuto per superare il corso di studi e l’ho depositata su la metà di un foglio, ai piedi di una statua di Maria nella chiesa del villaggio.
È stato l'unico corso da tutti i miei studi che ho superato completamente al primo colpo! E quando dico “l’unico” è proprio perchè è stato cosí.

La gioia per me è stata enorme quest'anno del 1975, ma ciò che mi ha portato più gioia è stata la felicità dei miei genitori a conoscere le novità.
Ho capito allora che mettendo la tenacia e la fede, molte cose possono essere raggiunte.

Arrivò il 1976. Il mio internamento, con 14 anni più o meno, in un collegio di sacerdoti, “Los Salesianos” a Cuenca, nel “Colegio María Auxiliadora”, per poter seguire gli studi che nel mio paese non ho potuto seguire, mi ha portato a considerare seriamente cosa significasse veramente essere un prete, sacerdote del Signore; la contraddizione è stata servita.
Una cosa era ciò che parlavano, e un altro era quello che facevano.
Di questo, sono un testimone e per questo motivo la mia tendenza è cambiata radicalmente, mantenendo quel sentimento profondo di voler essere un Sacerdote del Signore, solo per me.

Una notte di ritorno dal collegio, sono arrivato alla stazione di treno del mio paesino, Vellisca, e sono andato con la mia valigia "weekend" a casa mia.
Devo dire che la distanza dalla stazione allo paesino, era, e oggi è ancora, quasi 2 chilometri, e quindi non mi costa nulla ammettere che quella notte, che caminavo da solo e al buio,  ebbe una paura naturale.
I miei sensi erano completamente allerta per qualsiasi rumore, o movimento strano, e la mia tensione era evidente. Mentre salivo, vidi le luci dei lampioni di Vellisca e questo mi tranquillizzò nonostante la distanza.
Ad un certo momento, essendo arrivato all'Eremo di San Giuseppe, (ora inesistente) il mio sguardo seguì con meno paura, scrutando i cieli stellati, quando improvvisamente, una luce delle dimensioni di una luna piena e mezzo, attraversò il cielo da sud a nord, impressionandomi. Non ebbi paura, ma l'impatto fu grande, quando vidi, da solo, quel potente cerchio di luce fiammeggiante che attraversava il cielo in tutto il suo arco visibile, lasciando dietro di se un lunga scia luminosa di colore verdastro chiaro brillante.
Impattato di tale visione, arrivai alla porta di casa mia, già riformata avendo rimosso la taverna che dava tanto lavoro a mia madre, e anche a mio padre in modo diverso, dato che lui lavorava in una compagnia elettrica che supervisionava il posa di pali e guasti che si sono manifestati molto frequentemente.

Bene, come ho detto, arrivai alla porta, ho chiamato e mentre mia madre Paz apriva la porta ho dato un'altra occhiata alla casa di Maria e Cruz nel caso la vedessi uscire di nuovo quella Luce. In questa attesa, il padre di una mia buona amica, Pili, è arrivato con la sua piccola motocicletta.
Tornava dai suoi pascoli perchè era pastore di pecore e si fermò di fronte a casa mia, chiedendomi:
-. Hey! Hai visto quella luce che è caduta dietro la casa di Maria?

A cui ho risposto:

-. Sì, sì, l'ho vista. Io salivo dalla stazione.

-. CHE COSA POTREBBE ESSERE QUELLO?! - Mi chiedì con molta sorpresa e preoccupazione.

-. Beh, non lo so ... "-risposi semplicemente.

E è aggiunto: "NON SARÀ UN "APPARECCHIO" DI QUELLI CHE TANTO PARLANO? ...”.

Ho risposto:

-. Beh, la verità è che ne avevo tutte le pinte, perché era molto grande e la velocità era tanta .....

Questa è stata la prima volta che ho visto qualcosa di molto chiaro, così chiaro che è stato stampato nella mia memoria come se mi fosse successo proprio ora.
Ci siamo salutati, perché mia madre ha aperto la porta.
Se n'è andato con la sua motocicletta, e sono intrato a casa con il mio "weekend" (valigia) a raccontare cosa era successa. Il giorno dopo ho detto ai miei coetanei e ho capito il detto "IN BOCCA CHIUSA NON ENTRANO MOSCHE".
Nonostante questo, ho sempre parlato di tutto ciò che, prudentemente, potrei parlare.
La mia età era quindi di circa 15 o 16 anni (1975-76). Questo fatto ha aumentato enormemente il mio interesse nel sapere di più su questi Esseri "extraterrestri".

L'anno seguente, nel 1977, in estate, in piena festa di agosto, la festa di San Bartolomé, quando tutti guardano giù più che in su, ero con un amico di gioventù; Jacinto, “Jácin” per gli amici, quando parlavamo alla porta della casa dei miei genitori, senza sapere perché entrambi alzassimo gli occhi al cielo notturno, e, per così dire, da dietro la casa di María e Cruz (la stessa casa che la Grande Luce era nascosta l'anno precedente), sorse una sfera luminosa delle stesse dimensioni che ho detto prima ma nella direzione opposta, questa è in direzione nord-sud, attraversò tutto il cielo sopra di noi e di tutte le persone che erano nella piazza, solo noi due l'abbiamo vista, lasciando di nuovo una scia di luce verde, e cadendo verso l'orizzonte ci ha lasciato senza parole.

Io, seguendo la sua direzione, pensavo di essere caduta per il "Santo", una casa della nostra famiglia che si trova nella parte alta del paese.
Lasciammo i due correndo verso quel luogo; Una volta arrivati lì affogati dalla salita, non abbiamo visto nient'altro.
Ciò che è stato creato è stato un "clima" per la sorpresa di ciò che abbiamo visto e chiacchierato sull'argomento. Abbiamo discusso a lungo su tutto ciò, chi potevano essere, perché c'erano così tanti nei cieli, e perché i governi e gli eserciti non dicevano nulla.
Poi siamo andati alla festa cittadina. Come nessun altro l'ha vista, non abbiamo parlato molto del soggetto con gli altri. Rimaneva come qualcosa di "particolare" che a volte ricordiamo con una certa intensità.

Nel frattempo, il mio interesse per tutto questo, e soprattutto per l'importanza che sottintende, è cresciuto sempre più dentro di me.
Ricordo che per queste epoche, non ricordo esattamente la data, si è verificato un evento che tutti quelli che vivono nel mio villaggio, Vellisca della provincia di Cuenca, sanno bene per la sorpresa e l'impatto che ha prodotto nella coscienza collettiva dell'intero paese.
Un uomo, che vive a Vascongadas, (credo di ricordare che si chiamava Alfredo), ogni estate veniva a trascorrere le vacanze con la sua famiglia e i suoi figli in questa città, perché hanno le loro origini proprio qui. Un giorno scese con la macchina sulla strada che porta alla stazione ferroviaria, che dista circa 2 chilometri dalla città, si è scoperto che poco dopo è arrivato a casa a piedi, con la faccia spalancata, gli occhi spalancati, come se fosse preso dalla paura di "qualcosa", sudando terribilmente e completamente sotto shock.
Rimase in questo stato per diverse ore senza parlare, senza poter dire alla sua famiglia che era preoccupata per lo stato in cui era tornato lasciando l'auto fermo sulla strada, cosa le era successa.

Secondo più tardi è stato appreso, quando è stato in grado di parlare con la moglie e i figli, ha detto: "Ho visto una luce che si avvicina dal cielo verso di me, durante la guida.
Diventò enorme nel cielo, tutto intorno divenne luce, e si fermò sopra la mia macchina, quando salì in cima all'improvviso, la macchina si spense, il motore smise di funzionare, e ebbe il più grande terrore della mia vita.
Quando sono stato in grado di reagire, ho lasciato la macchina morto di paura ho corso finché non sono tornato a casa”.

Da questo, qualche volta ho parlato con sua figlia Mercedes (Merche), che aveva la mia età, ma in base a quel poco che mi ha detto, loro solo sapevano quello che disse, perché suo padre non voleva mai parlare di "quello", era molto scomodo e violento ricordarlo e parlarne.
Questa è forse la storia più conosciuta qui, così come molte altre che si sono verificate in piccolo paese di 90 abitanti in inverno, dove la stragrande maggioranza si guadagna da vivere con l'agricoltura e la coltivazione di grano e altri cereali.

In questo anno 1977. A quel tempo, uno strano libro è arrivato  nelle mie mani che mia cugina María de la Paz mi ha lasciato, "Maripaz" per tutti. Devo dire che molti abitanti della mia città hanno assistito a "strani fenomeni luminosi" nei cieli di Vellisca.
Con ciò, confermo, che non sono l'unico, sebbene sia possibile che sia l'unico che si è veramente interessato a comprenderlo, assumerlo ed essere verace, diffondendolo a tutti coloro che si sono prestati ad ascoltarlo.
Bene, il libro di cui parlo, era intitolato: "SIRAGUSA, MESSAGGERO DEGLI EXTRATERRESTRI".

A quei tempi io pensavo che i contattati fossero tutti pazzi; o come dicevamo allora: "mancavano una vite".

Quello che ho letto nel libro, che parlava delle 7 vite di Eugenio Siragusa, l’ho divorato con "fame".
E ho letto solo fino alla fine dell'esperienza di Bahrat, e ho pensato, dopo aver letto questa vita:

- "Allora ci sono ancora altre sei generazioniin più ...",- e ho smesso di leggere a quel punto.

Era evidente che io, così giovane (15-16 anni), non avevo capito niente!!!

Anche se tutto ciò che stavo leggendo mi ha convinto, non l'ho finito di leggerlo,  pensando, o meglio, concludendo che "qualcuno che ha venduto la sua storia non poteva essere legale".
Questo era il mio errore.
Con il tempo, ho capito che il libro non è stato venduto da Siragusa. Lo chiarirò più tardi.

Questo stesso anno del 1977, nell'ultimo corso del collegio della scuola di preti dove stavo studiando, a Cuenca, conobbi un ragazzo di corsi superiori che aveva un piccolo gruppo di amici, che cercavano di contattare questi esseri attraverso la meditazione, e controllo mentale. Parlava di "scrittura automatica" e di altre cose che io non avevo sentito mai parlarne  e che mi sembrarono sempre strane e pericolose.
Nonostante tutto, ero interessato a parlargli perché era l'unico a credere in questo argomento degli Extraterrestri e, un giorno, mi invitò ad un incontro che faceva con un gruppo di amici nella casa di un suo famigliare a Cuenca; ma una volta in questo primo incontro nella sua casa di Cuenca, sono stato espulso, perchè io non capivo e mi risultava molto strano come loro provavano per mezzo della scrittura automatica entrare in contatto con Loro.
La verità è che la ragione della mia espulsione è stata l'ingenue battute che io facevo sull'argomento.
La verità è che tutto mi sembrava un po 'ridicolo, come da scherzo, quello che vedevo, mi aspettavo qualcosa di più serio, e quindi non ho potuto fare a meno di ridere quando ho sentito certe cose e come "entrare in sintonia" ... Insomma, che davanti a questo mio atteggiamento, il ragazzo che ha formato questo gruppo, mi ha buttato fuori di casa. Si sentiva particolarmente a disagio quando gli dissi: PENSO CHE SONO LORO CHE CONTATTANO CHI VOGLIONO. È PIÙ FACILE SE LORO SCELGONO, PERCHÉ SONO PIÙ EVOLUTI DI NOI ».
Qualcosa che ho sempre creduto.

In quello stesso anno il mio interesse per la fotografia stava crescendo; più a livello artistico che a fotografare queste luci.
La verità è che ho sempre pensato che non avrei mai potuto fotografare nulla di tutte queste "stranezze" dei cieli. Devo questo interesse per la fotografia, totalmente, a mia sorella Ana, "Anita" per quasi tutti.
Mi è sempre piaciuto chiamarla Ana. Essendo più grande di me, 11 anni più grande di me, quando sono entrato nell'età della pubertà è stato il posto in cui ho trovato più sostegno, perché essendo giovane lei, sapeva come ascoltarmi per consigliarmi e anche per rimproverarmi in tempo. Le sue primi immagini delle nuvole, del controluce e di altri, suscitarono un mio interesse, nella fotografia.
Ogni volta che ho fotografato il cielo, o la natura, non l'ho fatto pensando di prendere qualsiasi oggetto di questi.

Di fatto, in alcune di esse, rimangono fotografate queste luci, e mi sono reso conto solo dopo molti anni. E in molte delle foto che mia sorella ha scattato, inaspettatamente, dopo molti anni ho capito che Loro erano come "osservatori", e come conservo i negativi fotografici ho potuto verificare bene quali fossero "macchie o fallimenti" di quelli che non lo erano.
Per essere onesto, devo dire che questo "hobby" per la fotografia viene da mio nonno paterno, Antonio, che ai suoi tempi era già una novità popolare all'inizio del 1900. Ha fatto molte, molte fotografie di cui tengo i negativi antichi e in alcuni di questi negativi, si vede chiaramente già in quegli anni, che "qualcosa" era presente nei cieli della Terra.

Il tempo passava, io sempre ritagliavo tutti gli articoli che ho trovato sulle riviste o sui giornali che mi sono caduti nelle mani, interessato e incuriosito da questi Esseri di altri Mondi, su cui la gente parlava così tanto e al tempo dicevano che non esistevano che erano solo un’allucinazione, pazzia.

Nonostante tutto avevo la convinzione assoluta che fossero reali, anche se quelli che credevamo in questi tempi erano considerati un po 'pazzi.
Inoltre, ritagliavo tutto ciò che parlava del Cosmo, dell'Universo o dei Pianeti.

Tutto ciò che leggeva sui cosiddetti "contattati" era contraddittorio, e sempre allarmante, a causa dell'approccio che giornali e riviste gli davano di essere sette, o gruppi in cui le persone venivano ingannate.
In un certo senso, ha coinciso con la mia idea sull'argomento.
Negli studi scolastici devo ammettere che non sono mai stato uno studente di buoni voti, al contrario. Mi sono annoiato nelle lezioni e non ho capito bene cosa potesse essere utile tutto questo per me, poi nella vita.
Ciò che mi piaceva di più erano le Scienze naturali e il Linguaggio.

Poiché ero uno studente così cattivo, non riesci a ottenere il diploma di scuola, o quello che si chiamava E.G.B. (Educazione Generale Basica). Per non ripetere il corso, dal momento che non avevo l'approvazione per il diploma di scuola, ho iniziato i miei studi di Formazione Tecnica Ausiliaria professionale di Contabilità (che non ho finiti).

Dopo le vancanze di estate di 1977 sono stato mandato a Tarancón, a 25 chilometri da Vellisca, per continuare gli studi, dove fu ospitato come residente in un'altra scuola di preti "El Melchor Cano". Lì, ho dormito, ho mangiato, ero in alloggio, e ho studiato nell'allora "Ruiz Jarabo Institute", oggi "Gloria Fuertes" se ricordo bene.
Tutti quelli che mi hanno conosciuto conoscono il mio atteggiamento nei confronti dei solidi valori dell'amicizia, dell'onestà, della sincerità, e anche verso il sacrificio che l'umiltà impone quando si tratta di "correggere" i miei errori che hanno colpito il mio prossimo, punizione giusta della mia vergogna.

Poco prima le vacanze di Natale, un buon amico della scuola che si chiama Cristian, “Crist” per gli amici, mi ha lasciato "spontaneamente" un libro, il suo titolo: " EUGENIO SIRAGUSA, L'ANNUNCIATORE ".

Ricordo, come ho lasciato scritto in un breve diario che scrissi nel 1977, quanto male l'ho passato dopo averlo perso nel treno che mi ha portato a Tarancón, non potendo restituirlo a quell'amico che me l'aveva prestato per leggere.

"... poi sono andato a cena.
A proposito di ieri è stata una giornata sfortunata, un libro che mi ha lasciato un collega, (che parla) di "Siragusa" che ho dimenticato in RENFE e non so se l'hanno raccolto o qualcuno lo avrà preso; Non so cosa farò! E una piccola gara ho dovuto darmi a cercarla, per poi perderla, ed ero con un brutto colpo di tosse".

Arrivò il nuovo anno 1978. Ad ogni modo la mia opinione sui contattati era ancora molto critica e molto dura nei loro confronti.
Pensavo che essere contattato fosse "qualcosa di molto, molto personale" che non aveva bisogno di divulgarsi a nessuno, tanto meno di prendere soldi o di beneficiarne. Oggi (2009), penso ancora, esattamente la stessa cosa.

Qualcosa segnò internamente il mio viaggio personale, pochi anni dopo, a Madrid per continuare i miei studi del 2 ° grado di F.P Administrativo. Era l'anno 1980, seconda metà dell'anno. Era ferragosto.
Essendo giovane, per così dire, non avevo la mia economia, e per non aggiungere spese, e sentire sgridare i miei genitori sacrificati, Sixto e Paz, invece di chiedere soldi per comprare libri di materie insolite come gli UFO, Reencarnazione, Extraterrestri, Vita dopo la Vita, ecc. .., mi sono regolarmente avvicinato al "Corte Inglés" che era vicino da dove viveva mia sorella, nel quartiere di Argüelles, e ogni giorno leggevo una parte di uno dei libri che ha attirato la mia attenzione, senza disturbare le commesse che logicamente, volevano vendere.
Non avevo altra possibilità di leggere ciò che mi piaceva e mi faceva sentire pieno, specialmente quando non ero un bravo studente. Una di queste venditrici, comprensiva, mi permetteva di dilungarmi nel mio interesse, e per questo motivo la maggior parte delle occasioni in cui ho potuto leggere era nella sua cintura da lavoro.
Un giorno in classe di Tecniche della Comunicazione, era all’inizio il corso del liceo, invece di dare la classe che apparteneva alla materia della giovane maestra, con la quale avevo stabilito uno speciale rapporto di amicizia, a causa dei risultati di un test psicologico che aveva fatto alcuni mesi prima alla fine del ciclo con tutti gli studenti della classe, ha cambiato il programma e ha proposto di tenere un colloquio sugli UFO in classe: "Erano reali oppure no?".

Tutto andava bene per me. Tutti potemmo parlare, esprimerci, raccontare i nostri sentimenti e alcune delle loro esperienze. Io raccontai le mie. Ma quando abbiamo raggiunto il punto dei contattati, io criticai profondamente l'abuso e il commercio che erano stati montati attorno a tutti loro. Ricordo chiaramente le mie parole di rifiuto contro i contattati, e ho sempre avuto la sensazione che fossero dei profittatori che ingannavano le brave persone, gli ingenui e ingenue con un buon cuore. Ecco perché io dicevo che non credevo in nessuno di loro.

Ricordo anche che un nome molto familiare venne fuori tra i diversi contattati: Eugenio Siragusa.
Non importava, sbagliatamente per me era in questo momento un altro sfruttatore e un altro speculatore che intendeva solo ingannare le persone e prendere i loro soldi.
Ero piuttosto scortese e maleducato nelle parole di rifiuto verso, quelli che consideravo, da sempre, dei "inganna stupidi".

Ora penso che non avesse torto in questo pensiero concreto, ma avevo certamente torto in riferimento a Eugenio Siragusa.

Continuai a vivere con questo "sbagliato" pensiero su Eugenio e tutti gli altri contattati, e un giorno, nel popolare centro commerciale "El Corte Inglés", era nella sezione dei libri, perché come ho detto non avevo soldi, denaro, passavo ore a leggere con il permesso della venditora amica in questa sezione del centro commerciale.
Quei libri su Eugenio, non li ho considerati, a causa della mia "convinzione" (errata) e poi guardando i titoli, trovo un libro intitolato "GLI EXTRATERRESTRI E IL NOSTRO FUTURO", di Ángelo Franchetto, (non sapevo chi fosse questo scrittore), apro il libro, ma sarebbe corretto dire che "il libro aprì da solo" da una pagina, ricordo ancora il numero, pagina 128, e inizio a leggere quella che mi sembra una Lettera (era un messaggio) che aveva la data del 24 gennaio 1976 , scritto a Valverde alle 5 del mattino:

Tenetevi sempre pronti e attenti

I Segni vi saranno dati al giusto momento. Sarete particolarmente sensibilizzati e guidati. Sarete resi coscienti di muovervi nella giusta direzione.

Io, impattato da quello che leggevo, continuo leggendo.

Non pronosticate: quello che deve avvenire avverrà. "Nessuno potrà conoscere il giorno e l'ora", ma tenetevi sempre pronti e attenti.
È stato detto: "verrò come un ladro nella notte". Dovreste già sapere il perché è stato detto.

Il non salvabile non potrà essere salvato. Ciò che dovrà rimanere rimarrà e ciò che dovrà sopravvivere sopravviverà.

A nessuno sarà data la possibilità di poter decidere diversamente.
Tenetevi sempre pronti e attenti. Perseverate ed abbiate fede.
I guai sono imminenti e i segni prossimi a manifestarsi.

Rimanete saldi nella speranza e predisponetevi, sin d'ora, a distaccarvi dai valori affettivi e possessivi terreni.
Le prove saranno dure per tutti coloro che sono stati segnati per essere sale e lievito della nuova vita e del nuovo mondo.

Pace.

Adoniesis
Valverde, 24 Gennaio 1976 ore 5,00

Eugenio Siragusa. 

Dopo aver finito, sono stato colpito da questo testo e vedo un nome, "ADONIESIS", e mi chiedo: "Chi è questo Adoniesis? ...."

Continuo a leggere e la prossima lettura parla di "Prudenza", .... Rimango molto, molto colpito da queste letture che volevo continuare a leggere, ma era già da molto tempo che leggevo in questa "biblioteca personale", in questo sezione e per non danneggiare e compromettere questa commessa del centro commerciale dovevo smettere di leggere.

Il giorno seguente, dopo il liceo, la prima cosa che ho fatto è stata quella di andare a cercare questo libro per continuare a leggere. Lo prendo, lo apro sulla prima pagina e leggo "Angelo Franchetto, Gli alieni e il nostro futuro", ..... Perfetto, vado alla pagina successiva e ... oh sorpresa !! ... una presentazione dal libro di Eugenio Siragusa !!! .....


Come un "mistero" (che oggi riconosco bene) ancora una volta Siragusa, per la terza volta, entrava nella mia vita, anche se quello che in realtà era già entrato da molti anni, era una motivazione interna per saperne di più e meglio su questi Esseri meravigliosi, per me, di fantascienza.

Devo condividere con voi che in quel momento rimasi deluso, ... avevo trovato qualcosa di importante da leggere (Adoniesis), ma di nuovo mi trovavo di fronte a Eugenio Siragusa, il contattato che "vendeva la sua storia" (secondo la mia equivoca idea).

Una nuova polemica mi era stata servita ... per poter leggere Adoniesis dovevo comprare il libro "di Siragusa", ..... come ho detto prima, erano già tre volte! che lui arrivava nelle mie mani e con quest'ultimo ho affrontato un fatto che sembrava "sfidare" la mia arroganza giovanile.

Da tanto tempo io già credevo pienamente negli Esseri di altri Mondi.
Piuttosto, devo dire che gli Esseri nei quali avevo sempre creduto erano del tipo di quelli che ci davano consigli come quelli che ho letto il giorno prima, di ADONIESIS. Ma per leggere ADONIESIS, dovevo anche leggere Siragusa.

Come ho sempre pensato, (con un diverso livello di maturità), che il caso non esiste, mi sono preparato ad affrontare la mia " particolare prova".
Dopo aver meditato a lungo ho agito come sentivo e dovevo, sono andato al centro commerciale, ho chiesto il suo prezzo e, dopo averlo saputo, me ne sono andato, cosa che ha sorpreso profondamente la commessa.
Sono tornato a casa, ho chiesto un "prestito" a mia sorella Ana, e con i soldi che avevo risparmiato, sono tornato indietro e l'ho comprato (devo dire un po' dispiaciuto), ma la realtà è che avevo davvero bisogno di leggere queste, come io le pensavo, Lettere di questo Essere: Adoniesis.

È stato il miglior "investimento" che ho fatto in tutta la mia vita.

I giorni seguenti, ricordo che leggevo e piangevo, leggevo e piangevo, camminai fino a Piazza di Spagna, che era una piazza vicino a casa mia, sedevo al sole, ancora c’erano giornate di sole, leggevo e rileggevo ...
Quindi ho davvero apprezzato chi fosse questo "Eugenio", e che non avesse venduto nulla, aveva solo donato la sua esperienza a tutti quelli, (noi), che avevano bisogno di un pilastro nella nostra ricerca della Verità del significato della Vita ...
Era quest'anno, estate/ autunno, conoscevo a malapena Eugenio e quello che avevo conosciuto e letto su di lui era logicamente una bugia o impreciso (mi riferisco agli articoli della stampa); ora veramente attraverso queste "lettere" -messaggi di Adoniesis- conoscevo la Verità che Eugenio stava portando e fin dall'inizio di saperlo, mi ha totalmente rubato il cuore e anche l'anima.

Ho trovato alcuni indirizzi nel libro che ho comprato, e prendendo coraggio dal mio interno li ho contattati telefonicamente. Ricordo che con chi comunicai c'era il signor Pedro Borges Gento. Un avvocato già in pensione. Sono andato a incontrarlo a casa sua, era un vecchio, molto vecchio, ma lucido, che mi ha parlato di Eugenio, della reincarnazione, in cui credevo già, e mi ha rivelato che lui stesso fu nel passato, Pio X, e proprio quando mi ha mostrato la foto di questo Papa era uguale, completamente uguale al suo volto.

Peccato che io non abbia nessuna foto di Pedro Borges per mostrarti la realtà scioccante. Posso dire che guardando questa immagine stai vedendo la sua stessa faccia.

Mi parlai di quanto la Chiesa Cattolica avesse torto, era molto critico nei confronti del Vaticano. Poi parlò molto bene di Eugenio, della sua missione degli Esseri Extraterrestri, che in realtà sono Angeli.
Mi consigliò di leggere la Filosofia egiziana di Hermes Trismegisto e mi parlò di un libro intitolato "Il Kibalion". In questo modo ho conosciuto il grande parallelismo che esisteva tra i concetti dei Fratelli del Cosmo e i Testi sublimi di Ermete che parlavano di Dio e di tutta la Creazione. Ricordo il concetto che più mi ha colpito: "IL TUTTO".

"Qualcosa" profondamente giorno dopo giorno era cambiando dentro di me e soprattutto si manisfestava al di fuori di me. Il mio atteggiamento nei confronti del mondo intorno a me è cambiato completamente, sono diventato più rigido e drastico con me stesso, fino al punto di provare a cambiare completamente, sulla base di concetti molto elevati che sono stati trasmessi da Esseri dello Spazio attraverso i messaggi.
Da allora è quando il concetto di "ama il tuo prossimo" ha assunto più significato e valore che mai per me.
Ricordo la soddisfazione interiore, quando portai un panino a qualcuno che chiedeva per strada e lo accettò con gratitudine.
Era un sentimento che acquisiva più forza in me, e questo mi ha fatto riflettere su come, in una grande città come Madrid, una persona possa sentirsi completamente sola, indifesa e respinta da tutti coloro che non hanno bisogno, perché a loro non manca nulla.

Tuttavia, a me mi mancava "qualcosa" che stavo cercando da così tanti anni.
In questo modo, dopo aver letto per mesi in Plaza España i messaggi che riempivano il mio interno e visitando Pedro Borges in diverse occasioni, ho riuscito l'indirizzo di Eugenio.
Trovai una base esistenziale per dirigere la mia vita, in un modo totalmente commovente, a volte contraddittorio.
Da quel primo messaggio che ho letto, il mio interesse nel continuare a trovare sempre più messaggi di Adoniesis non si è mai fermato. E posso dire, al giorno d'oggi, che tutto ciò che poco o molto ho raggiunto, è stato grazie a queste sublimi conoscenze che ho riletto tante volte, riscoprendo in ognuna di esse, ogni volta un senso più completo.
Posso affermare categóricamente: Tutto ciò che è scritto e manifestato che è VERITÀ non cambia mai, ma ciò che cambia in realtà è l'evoluzione di ognuno di noi nel comprendere meno o più il suo Vero Senso.

In questo modo "qualcuno" mi aveva indirizzato verso ciò che chiamo oggi: "Stendardo della Verità".

Da allora, la mia opinione personale era completamente cambiata, ma anche la mia opinione sul mondo, sulla società, sugli individui, sui comportamenti sociali e su molte altre cose.
Crebbe in me il bisogno di esprimermi e di conoscere lui di più, e se possibile di persona. Ho iniziato una corrispondenza, che dura fino alla fine dei suoi giorni con noi, principalmente con la sua compagna di viaggio, Miguela Lecha, che è sempre stata fraternamente impegnata a rispondere all'enorme corrispondenza ricevuta.

1981. La mia prima lettera a Eugenio Siragusa nel gennaio/febbraio 1981 iniziava così:

Caro fratello e messaggero Siragusa (Ermete):
Voglio che tu sappi che puoi aggiungere di più un "peccatore pentito" alle tue reti e un amico di più.

Vorrei farle alcune domande: (Sono pieno di dubbi).

• Come potrebbero essere applicati i “7 Principi Ermetici” nella nostra vita sulla Terra?

• Quali libri consiglieresti di "coltivare" me nel vostro amore?
(Ho letto alcuni: Il "Kibalion" "Dal cielo alla terra" "Gli alieni e il nostro futuro" "Il triangolo delle Bermude").

• È inutile cercare di stabilire per noi, i non-chiamati!, una comunicazione con i Fratelli del Cielo?

• Puoi aiutarmi a sapere qual’è stata la mia vita precedente? Solo la precedente. Cosa dovrei fare?

Ti saluta un amico, che cerca di essere  fratello fedele tuo.
Antonio.

CREDO IN TE
IN LORO,
NELL’ AMORE,
E NEL "TUTTO".


PER ADONIESIS:
Eugenio, voglio che tu gli dica che non ho letto messaggi così pieni di AMORE e di Autorità nei nostri confronti, nei confronti di quelli del mondo.
Vorrei farti alcune domande. Ma prima dirti che mi dispiace per la morte di "quelli" che sono venuti ad aiutarci.

1. Caro ADONIESIS, puoi dirmi se l'avvistamento che alcuni miei amici hanno avuto nel villaggio di Vellisca (Cuenca) era reale? Quale missione svolgevano?
2. Come è il vero Amore? È possibile qui, sulla Terra?
3. Se posso, come posso parlare con voi?

Antonio.

PS. Siete davvero così strani da non resistere al vedervi?

Senza dubbio, "qualcosa" è cambiata dentro di me.
Dopo i giorni, ho ricevuto la mia prima lettera. Quando vidi la busta e l'Aquila dipinta in essa, il mio cuore cominciò a battere più forte che mai.
L'ho aperta e ho iniziato a leggerla, piuttosto che leggerlo per "bere" tutta.
Questa è la trascrizione completa:
Nicolosi 8.3.1981
Caro fratello Antonio,

Prima di tutto, ti prego di scusare Eugenio se non può rispondere personalmente alla tua lettera affettuosa, ma è dall'inizio di gennaio fino alla fine di ottobre, isolato sull'Etna secondo i desideri dei nostri amati Fratelli del Cosmo. Durante questo periodo, gli è stato vietato ricevere visite e rispondere alla posta poiché sono necessarie la sua disponibilità totale e la sua dedizione.
Fratellino Antonio, proverò a rispondere ad alcune delle tue domande ma, poiché ce ne sono molte, ho pensato che forse ti piacerebbe incontrare alcuni fratelli e sorelle che abbiamo a Madrid e saranno felici di incontrarti e rispondere ai tuoi desideri per saperne di più di queste meravigliose creature. Gli indirizzi sono i seguenti:
(Indirizzi di allora).


Caro Antonio, siamo parte integrante dell'Essere Macrocosmico. La nostra vera entità è SPIRITUALE. Il mondo della materia è, in realtà, un mondo di illusioni in cui siamo prigionieri del tempo e lo spazio. Lo SPIRITO è libero e vive nell'eterno presente. Immagina l'oceano, composto da migliaia di migliaia di gocce d'acqua; Ogni goccia d'acqua è parte dell'oceano e ha la sua stessa "immagine e somiglianza", ma non è l'oceano. Ogni Spirito è una goccia dell'Oceano Cosmico.

I Chiamati sono tutte quelle persone che sentono nel loro interno "la Voce della Verità", vale a dire un profondo desiderio di conoscere la Verità, di assimilarla e di metterla in pratica. Tu sei uno come noi dal momento in cui condividi le nostre ansie di Pace, Amore e Giustizia, i nostri desideri di auto-realizzazione, per superare le debolezze umane al fine di far prevalere gli alti Valori dello Spirito. Non c'è quindi differenza tra te, caro Antonio, e noi. Siamo tutti esseri privilegiati a cui il Signore ha tolto la cera dagli occhi e dalle orecchie.

Per quanto riguarda una possibile comunicazione con i nostri Fratelli, sono sempre Loro che scelgono persone particolarmente predisposte, dopo averle sottoposte ad una "investigazione" profonda. La comunicazione con Loro può manifestarsi in molti modi e in ogni momento della nostra vita, attraverso i sogni, manifestazioni personali ... Loro conoscono tutti noi e dimostrano la loro presenza a coloro che si sforzano di seguire le Leggi Cosmiche e di metterle in pratica.

Caro fratello Antonio, spero che questa sia di tuo gradimento e spero che tu abbia la gentilezza di darci le tue notizie quando avrai trovato i nostri fratelli a Madrid.
Ricevi da tutti noi e da Eugenio in particolare, un abbraccio forte e affettuoso, pieno di infinita devozione fraterna e di Amore Cristico.
Miguela.
......
La felicità interiore che io sentii nemmeno oggi ve la potrebbe sprimere.

Subito dopo questa sua lettera, nei giorni successivi, ho iniziato ad avere "strani sogni", erano così intensi che in loro ero pienamente consapevole di "stare sognando". È difficile da descrivere e so che alcuni di voi mi capirete.
Poi, dopo solo un mese e mezzo d’aver iniziato questa corrispondenza con loro, essendo nella mia stanza, nella casa dei miei genitori nel paese, ho avuto un "sogno" molto particolare che mi ha segnato definitivamente, e mi ha confermato ciò che mi era stato detto.

ESPERIENZA DELLA NOTTE DEL 26 APRILE 1981 (STATO DI SONNO CONSAPEVOLE). (Disegni realizzati nel 1981).

Era notte e noi eravamo seduti. Non faceva freddo.
Credo che i miei amici stessero parlando di qualcosa, ma io ero come assente, non ascoltavo le sue parole e ero come un automa seduto.
I miei amici chiaccheravano allegramente. Ricordo di stare seduto in direzione ad est o nord-est, ma più vicino ad est.
Passò un attimo, e dopo quel tempo vidi uscire da una "stella fissa" (che era in cima al cielo, ad est), un "piccolo punto bianco", e poi un altro e un altro e lo dissi ai miei colleghi.

Si voltarono e rimasero impattati, fissi su ciò che videro. Anch'io ero assorto nel guardarlo.

Nessuno parlava, non si sentiva nulla, nemmeno si sentiva il respirare.
Dopo un po' puo dirsi che ho reagito (ancora più luci stavano uscendo), e ho fatto commenti come: "Non è davvero prezioso? È bello vero? ", Ma non ho ricevuto risposta dai miei amici.
Ricordo che qualcuno mi guardò come se stesse sorpreso di cosa stavo dicendo, e improvvisamente due dei miei compagni che ricordo vagamente e dubito chi fossero, scapparono via, si può dire che nella direzione della "stella".

Non so se sono corsi a causa della paura, della curiosità o di qualcos'altro. La prima cosa che pensavo era che fossero spaventati.

Dopo un po' continuammo a guardare, e poco a poco una nave apparve in questa forma più o meno simile. Esattamente non era così, ma era molto simile. (L'ho interpretata come una croce che era di lato nel cielo).


Pensando allo stato in cui mi trovavo, dedussi che era la stessa nave da cui provenivano le altre, perché era nello stesso quadrante (se si può dire così) da dove le altre uscivano, ma molto più vicina.

La sua luce attirò la mia attenzione. Era un colore bluastro ma molto morbido, era un piacere guardare lì per il colore e la sensibilità di esso. Era per la vista degli occhi, come una caramella dolce per la bocca di un bambino.

Dopo questo mi sono svegliato, è un periodo di riposo nello stato in cui ero.

Subito dopo, nuovamente ero pienamente consapevole dello "stato" in cui mi trovavo. La coscienza era piena e all'interno di quello "stato" divenni consapevole di tutto ciò che mi stava accadendo.
Non so perché, ma ho iniziato a correre. Forse spinto dalla paura degli altri.

Solo circa 2 o 3 metri percorsi sono entrato in una specie di "raggi tubolari di luce" gialli senza rendermi conto. Erano tre raggi intersecanti.

In quel momento ho iniziato a sollevarmi da terra.
Vidi i miei compagni sotto i miei piedi e un rapido impulso mi spinse ad afferrare la mano di uno di loro. Penso di averlo alzato un po ', ma la forza mi ha attratto sempre di più e ho dovuto lasciarlo andare.

Stavo salendo per un po 'e il mio corpo era in tensione (perché pensavo che io potesse cadere).. Ma volevo andare sempre più in alto, più in alto. Dopo passare un po di tempo ho rilassato completamente il mio corpo e mi sono reso conto che stavo anche salendo. Tutto ciò era mentre io mi vedevo me stesso. Credo che in tutto questo stato è stato così.
Più tardi ricordo che ero entrato in una specie di stanza molto luminosa ma non mi dava fastidio agli occhi (suppongo che sarebbe stata la nave) ma non ricordo nient'altro. Ricordo molto, molto, molto vagamente, o mi sembra di aver visto uno di Loro, dei nostri Fratelli, ma non ricordo nient'altro.

Poi e penso che sia stata una cosa separata, qualcosa di speciale, ricordo di aver visto una Croce con la parte superiore a punta, a titolo indicativo, che non capisco cosa potrebbe essere.

Questa, indicava il nord ed era molto decorato con luci, molto bella, era bellissima.

Quando mi sono "svegliato", la prima cosa che ho fatto è stata scrivere tutto, disegnare tutto e poi ho cercato rapidamente la bussola di mio padre, sono uscito fuori, verso il balcone che si affaccia sulla piazza.
Ricordo perfettamente dove ho visto questa Croce tutta splendente, luminosa, con una "N" al centro.
L'ho visto sulla piccola centrale di luce, costruzione per l’energia elettrica, che si trova nella piazza del mio paesino.
Quando ho controllato il luogo in cui l'ho visto, ho capito che questa parte della mia esperienza è stata la conferma di tutta questa esperienza.

Sulla croce c'era una "N" enorme impressa all'interno di un cerchio, e la direzione in cui puntava la bussola era il "N"ord.
Come volendo dire, "questo è il nord della tua esistenza, della tua vita".

L'impatto di tutto ciò, sentito nel profondo del mio essere, continua oggi, altrettanto indelebile. E il ricordo rimane chiaro e cristallino, nonostante gli anni che sono passati. È come se l'avessi sognato stasera.

Bene, in questo tempo io sapevo già chi erano le persone a Madrid che conoscevano veramente Eugenio e chiacchieravo con loro ...

Stavo studiando a Madrid. Dopo un po', un giorno trascorsi il fine settimana con i miei genitori nel villaggio, stavo parlando con mia madre di varie cose, e tra queste il tema della Vergine Maria, abbiamo parlato del Segreto di Fatima, l'importanza che la Vergine rappresenta per tutta la razza umana, ecc ... In un momento di questa conversazione, era notte, eravamo seduti al tavolo del salotto con le gambe coperte dalle gonne del tavolo, vicini al braciere elettrico che c'era sotto del tavolo perché era inverno, allora ad un determinato momento sento di raccontare un “segreto” a mia mamma, Paz:

-. Mamma, sai? Io ho un ricordo nella mia testa che sempre si ripete come se lo avesse vissuto ieri proprio.

Lei poi mi dice:

-. Di cosa si tratta? Cosa ti sta succedendo? Dimmi

Allora gli dissi:

-. Vedo me stesso, con un'età di 5 o 6 anni che entro in una casa, ma non è questa. È un'altra casa che quando si entra c’è un piccolo corridoio, a destra è una scala che porta alle camere al piano superiore, e di fronte continua e ha tre escale a lungo, ma di pietra. Mi vedo scendere questi gradini, e alla fine di questo corridoio che scende gradualmente verso il basso, c'è una porta, la apro ed è una stanza che è una piccola taverna. A destra c'è il bar dove vengono servite le bevande, c'è un tavolo e delle sedie, di fronte c'è una stufa a legna che ha i tubi verso il muro dove esce il fumo.
Poi sul lato sinistro di questa stanza c'è una porta che si dirige verso una specie di recinto. (Mentre dico questo, il volto di mia madre cambia, lei inizia a sembrare sorpresa, ma seria).

Ma ciò che mi colpisce è che mi vedo me stesso in tutto questo, vedo il piccolo ragazzo, e poi vedo un uomo che è sempre vestito con una giacca di velluto nero e pantaloni lo stesso velluto a coste, che si avvicina a me e mi afferra con le dita della guancia, e dice: "Holaaaa perillán". Allo stesso tempo che mi dice così, mi muove la guancia. So che lo fa con affetto, ma a me mi duole.

È basso, non molto alto, grassoccio e con la faccia tonda, come si dice "faccia da pane". Indossa un berretto nero sopra la sua testa. Mi sembra di essere calvo.

Quando finii di dire tutto a mia madre, lei era scioccata e con il volto bianco, come se avesse una forte impressione.
Poi mi dice:

-. E come tu ti  ricordi di tutto questo?

-. Non so, -rispondo io-, è come un'immagine, come un film nella mia mente che ricordo sempre con la stessa chiarezza. Ma cosa c'è che non va mamma, di cosa sei  così seria?

Lei allora risponde a me, ora più normale e con un certo conforto nei suoi occhi.

-. Hai appena descritto una casa in cui tuo padre ed io abbiamo vissuto molti anni fa, prima di trasferirci qui. È impossibile per te ricordare qualcosa su quella casa perché non eri ancora nato. Allora eravamo solo tuo padre, tuo fratello Antonio, Anita che era appena nata poco prima che ci trasferissimo, e io.
(Antonio è il fratello che non conoscevo perché morì quando aveva solo 12 anni).

Rispondo

-. Beh, non lo so, ma io mi osservo sempre così.

Poi lei mi dice:

-. Guarda, ti racconto una cosa.
Quell'uomo esisteva e aveva familiarità con "los politos" (credo ricordo) ed era molto buono e gentile, e sempre al tuo fratello Antonio, quando questo signore arrivava al bar che avevamo in quella stanza della casa, li faceva ciò che hai descritto. Era una persona molto buona, e sempre vestito di nero, con un completo di velluto a coste, proprio come hai detto tu, ma il fatto è che non puoi sapere tutto questo perché ti ho detto che non vivevi in ​​quella casa. Sei nato dopo due o tre anni passati del nostro trasferimento. Dopo che tuo fratello è morto.
È strano che tutti i cittadini ci abbiano sempre detto che assomigli fisicamente ad Antonio, il tuo defunto fratello.

(Ed è vero perché ricordo che da bambino molte donne del paese, mi dicevano sempre: "Sei proprio come tuo fratello Antonio, hai la stessa faccia, gli stessi occhi, gli stessi passi").

Mia madre, continuò a dirmi, ora aveva un viso serio ma il suo aspetto era strano, un po 'come di gioia:

-. Ti abbiamo dato il nome di tuo fratello, perché tu ci facevi ricordarlo molto.
Tuo padre ha passato un brutto momento quando tuo fratello è morto. E infatti, come sai bene, ti abbiamo sempre chiamato "piccolo", non ti abbiamo mai detto per nome, perché ci ricordavi il tuo defunto fratello Antonio.
Ascolta quello che sto per dirti ora, perché sto per dirti qualcosa che io mai ho raccontato a nessuno, e nemmeno tuo padre lo sa.
Quando tuo fratello Antonio era molto malato, il rumore lo infastidiva, e tuo padre aveva l'abitudine di mettere un altoparlante nella finestra per animare la gente, a tuo fratello piaceva la musica, ma quando si sentiva molto male gli faceva male un sacco la testa, piangeva, e piangeva, e diceva a tuo padre: "Papà, papà, ti prego di rimuovere la musica".

Un giorno, quando tuo fratello era già molto malato, dovemmo partire velocemente con il tassista di Huete per l'ospedale. Eravamo zia Satur, tuo fratello e io. Era già molto malato, era come se dormisse, e passando attraverso il paesino di Paredes io pregavo alla Vergine del luogo, ma non riuscivo a ricordare il suo nome, pregavo e pregavo cercando di chiedere un miracolo: "Mia Verginella salva mio figlio, salva il mio piccolo figlio Verginella di ....... ". Ma non ricordavo il suo nome.
Quando improvvisamente la zia Satur mi dice:
"Paz, Paz, Paz, il bambino è morto".
Proprio in quel momento mi sono ricordato che era La Madonna della Grotta.
Capii allora che non potevo ricordarla perché non poteva salvare il mio piccolino. E infatti sentivo dentro di me come se dicessi: "Mia figlia non potevo salvare tuo figlio, ed è per questo che non ricordavi il mio nome".
(Il volto di dolore che mia madre aveva ora, non l'ho mai dimenticato, non posso descriverla a voi).
Il dolore che è rimasto nel mio cuore e nella mia anima è stato enorme, non può essere descritto. Anche tuo padre c’è l'aveva. Ero sempre depressa, molto triste, tutto aveva perso il suo valore per me e nonostante il fatto che avevamo anche Anita, (mia sorella Ana) mancava qualcosa nella mia vita, e la tristezza era grandiosa. Ecco perché indossavo sempre il nero.
E'stata una grande sofferenza, anche quando ero incinta di te, anche se non così tanto. A quei tempi non esistevano cose che esistono ora e non sapevamo se tu eri un bambino o una bambina.
Sono andato in travaglio, e siamo usciti con il tassista di Huete, e così è quando sei nato. Quando sei nato e ho visto che eri un ragazzo, tutto il dolore nel mio cuore è scomparso all'improvviso. Non so come spiegartelo, ma di nuovo mi sentivo bene, calma e in pace.

Anche perché ho capito bene il fatto che tuo fratello Antonio è morto nel taxi sulla strada per l'ospedale, e tu sei nato anche nel taxi sulla strada per l'ospedale.
Così Antonio è morto in macchina e tu sei nato in macchina.
E bene questo è quello che nessuno sa e che ti ho detto ora, perché quello che mi hai detto mi dice molto.

Ero elettrizzato da quello che mi aveva detto.
Ora la sua faccia non era di dolore ma di immensa felicità. Ci siamo abbracciati e abbiamo detto addio per andare a dormire.

Tutto questo è stato inciso a fuoco nel mio cuore e nella mia mente, come potete immaginare e mi ha aperto un orizzonte che nessuno, tranne mia madre, avrebbe potuto aprire per me.

Sono tornato a Madrid, per continuare i miei studi. A quel tempo, ho fatto gli studi durante la será/notte nel Politecnico di Aluche Park, era sempre orario sera. Durante il giorno evevo il tempo di leggere e rileggere i bollettini che erano pubblicati da Barcellona e ogni mese sono venuti da me tramite la delegata a Madrid. I bellissimi Messaggi di questi Esseri meravigliosi e fraterni che hanno dato a Eugenio. In molte occasioni, ho approfittato e me ne sono andato quando c’era una buona giornata, per leggere in alcuni dei parchi grandi e silenziosi che Madrid ha. Leggere tutto ciò riempiva, come oggi riempie il mio spirito di una pace che non può essere spiegata. Era, ed è come se fossi portato fuori da questo mondo per navigare in un altro molto più bello, molto più reale, pieno di bellezza e felicità.
Certo, non tutti i messaggi erano così, c'erano molti che avvertivano chiaramente di cambiare, cambiare, cambiare prima che fosse troppo tardi.


Un giorno (prima di fare ancora un viaggio molto speciale e importante per me nel 1982) stavo camminando lungo una strada, a Madrid, vicino a un bellissimo parco chiamato "El Retiro". Erano le prime ore del mattino, ma il sole stava già splendendo intensamente, tra le 8 e le 9 del mattino.
Stavo andando verso una strada chiamata, Sainz de Baranda, e cammino (non ricordo il motivo per cui l'ho fatto), dopo un momento di cammino, sono stato fermato per una signora vestita tutta di nero, ma con una faccia tenera, era vecchia ma dolce e gli occhi sono felici, belli, lei era molto più bassa di me, e lei mi dice così:

-. Cosa ne pensi di come va la vita? ...

Sono rimasto un po' sorpreso da questa domanda inaspettata, e un po' sconcertato, rispondo:

-. È triste, ma se deve vivere.

Lei mi guarda, adesso seria, ma con quegli occhi così teneri, e dice:

-. È necessario pregare molto, ma molto perché questa umanità possa salvarsi...

Sono senza parole, non sapendo cosa dire al riguardo.
E aggiunge:

-. Dovete pregare molto, agire molto, tanto che la Guerra Nucleare non accada mai ...
Dio e la Vergine sono molto tristi.

Io dico solo ... "Sì" ... senza poter aggiungere altro.
Ero sconcertato e scioccato da questa strana signora.
Successivamente, mette la sua mano in tasca e poi prende la mia e mette  una medaglia della Vergine su di essa. (Più tardi ho appreso che era la Vergine del Carmelo).
Una piccola, umile medaglia era (lo tengo ancora) in alluminio, e disse:

-. Non dimenticarlo mai, ok?

E con un sorriso tenero ma saldo, mi dice, mentre si allontana, "Non dimenticartelo, eh?".

Non reagisco per un momento, e sto fermo ... dopo un momento, comincio a camminare mentre la vedo allontanarsi, giro un angolo e prendo un'altra strada, e dopo qualche secondo, reagisco e torno in dietro per  chiedere a lei altre cose mi erano venute in mente, essere interessato a chi è, se potevo aiutarla in qualcosa, ... sapere dove vive, ecc ... tre metri avevo camminato, e riprendo la lunga strada per cercarla ma ... nemmeno le auto circolavano per la strada, niente, nessuno, guardo dappertutto ma non riesco a trovarla, cammino correndo nella direzione da cui è partita, per vedere se ha preso un'altra strada, ma non riesco a trovarla, continuo a cercarla e non riesco a capire come una donna così anziana potrebbe camminare così in fretta ...

Ritorno a casa senza fare quello che avevo in mente di fare, e vi dico che ancora oggi non ricordo perché sono uscito ... Sono molto scioccato, e nella mia mente, c'era un solo pensiero che si riferiva al Terzo Segreto di Fatima (in questo momento non conoscevo il Messaggio della Vergine di Garabandal-Spagna), è stato il pensiero che mi ha accompagnato dopo questo strano incontro ... la medaglia mi lo ricorda sempre ...
Oggi penso di capire un po'...

Altre esperienze, del genere, mi hanno mostrato reminiscenze, ricordi di un passato remoto che riappare in tutti, nel tempo, prima o poi, e se siamo predisposti ad esso. Grazie a una Benevolenza che non può essere spiegata da dove proviene, mi furono fornite dell’evidenze, o prove dimostrative su tutto questo, e comprendo pienamente che abbia un valore per me, personalmente, e che può non essere ricambiato, condiviso e compreso dagli altri.

Nel 1982, qualcuno dall'alto mi ha concesso un favore celeste.
Ho potuto visitare Eugenio Siragusa e la sua famiglia. Finalmente ho potuto vedere e sentire e percepire interiormente, al fine di separare il reale dal non-reale. Ho reso il viaggio così importante per me.
Potrei in prima persona godere della voce viva di colui che aveva incontrato gli angeli di ieri.

In questo modo sono andato in treno a Barcellona, lì per prendere un altro treno: El Trasalpino. Erano tre giorni consecutivi di andata, e altri tre giorni di ritorno comprese le notti, per passare solo un giorno e mezzo con loro, ma questo non mi importava.

È stato il mio primo viaggio fuori dalla Spagna, poi ho capito che le diverse lingue sono un vero disagio.
Credevo fermamente che dovrebbe essere solo una lingua única nel mondo, perché tutto ciò avrebbe reso tutto molto più facile.

Ho vissuto il viaggio come l'ho scritto in quell'anno:

(Lettera indirizzata ad alcune amiche nell'anno 1982 che erano in vacanza a Falces).
“”Bene, non so cosa dirvi su Eugenio, Miguela, Eli e tutti i fratelli d'Italia che voi non sappiate; Vorrei semplicemente dire che ho conosciuto la più semplice Armonia, Amore e Pace spirituale che abbia mai sentito.

Devo anche dirvi che ho un po 'di disincanto, non spirituale, perché la spiritualità era l'unica cosa che ho trovato; Voglio dire, non ho avuto la possibilità di incontrare molte persone allo stesso tempo e godere del dinamismo di un grande incontro, vibrando all'unisono. (In quei giorni stavo solo visitando).
In relazione al resto tutto è stato bello, semplice e altruista al massimo, e so che ho trovato un tesoro prezioso, al punto che mi merito e dovrò sviluppare lentamente e pausatamente con la Pace, l'Amore, la Tolleranza e tutti i Doni che per la Legge e la nascita riceviamo ognuno di noi dalla LUCE del PADRE. Sono in PACE, perché ho conosciuto l'Uomo più semplice, più equo e più dinamico dei pochi esistenti sulla Terra. Devo anche dirvi ed evidenziare che ho trovato Eugenio abbastanza stanco fisicamente ma totalmente dinamico nello spirito.

Bene, vi dirò più o meno come è stato il viaggio. Spero di essere il più fedele ed esplicito possibile per evitare confusione.
Partì il Venerdì da Madrid, come sapete e tutto il viaggio è stato molto occupato, di forma che quando arrivai in Sicilia (Catania) ero completamente bloccato mentalmente e quando ho arrivato a Nicolosi non riuscivo a trovare la casa di Eugenio, perché mi hanno indirizzato alla sua vecchia casa (le persone che ho chiesto come potevo) e non c'era nessuno lì. Alla fine ero un po 'demoralizzato e per di più la stanchezza del viaggio mi ha sconfitto sempre di più. (Avevo uno zaino arancione con provviste e una tenda canadese per accamparmi, e la verità è che pesava proprio).

In questa situazione mi trovai per circa 3 o 4 ore; fisicamente esausto e mentalmente sordo, fino a quando finalmente ho trovato una falegnameria, molto umile e lì ho chiesto se conoscevano Eugenio. Solo allora mi hanno detto dove viveva esattamente.

Pieno di speranza, sono andato a dove mi avevano detto e la madre di Miguela mi ha risposto attraverso l'interfono. Quando l’ho vista, ho pensato che fosse Miguela perché era e è molto giovane e dinamica.
Ad ogni modo, cosa posso dirvi? Mi ha accolto a braccia aperte e con uno spirito pieno di PACE e FRATERNITÀ, e mi ha dato da mangiare e da bere, perché non avevo ancora mangiato. Tutto questo in un ambiente di totale armonia reciproca.

Mentre stavo mangiando, si è presa cura di Eli, dal momento che non è solo per un momento. Dopo aver mangiato, mi ha portato nelle stanze, o meglio detto nella stanza dove loro sono normalmente, vicino a un piccolo giardino. Mi ha anche detto dove si trovava la doccia nel caso volessi fare la doccia e mi sono fatto la doccia perché ero sporco, molto sporco dal fumo del treno e dall'ambiente umido che con il fumo dell'Etna creava una specie di vapore. Così mi sono rilassato un po' fisicamente.
La verità è che quando Miguela ed Eugenio sono arrivati ​​(perché stavano facendo una passeggiata) non sapevo come reagire e mi è rimasta un'incredibile tranquillità e relax. Era una situazione in cui non mi aspettavo di reagire in quel modo.

Tutto quello che vi dico, fu nel modo più normale e semplice senza emozioni eccessive, o qualsiasi cosa di nervosismo.
Visto che io non reagivo, Miguela mi disse di andare a riposare e se avessi un posto dove dormire; Gli dissi di no, e lei si ha preoccupata di trovarmi un letto, una stanza, "per caso", nell'albergo dell’hotel Biancaneve. Così sono andato a riposare. Ho dormito dalle 6.30 pomeriggio circa fino alle 10 del mattino dopo, quando Miguela mi ha detto che sarebbero venuti a prendermi, già con Eli.
Il giorno dopo mi sono alzato, ho fatto colazione e dopo un po 'sono arrivati, con Eli, un gioiello di un bambino, un angelo. Devo dire che non ho nemmeno reagito, ma è stato meglio, ho già detto alcune parole e domande che più tardi metterò su carta.
Dato che non stava ancora reagendo in condizioni perfette, se ne andarono perché avevano molto, molto lavoro in tutti i loro piani, così facemmo delle foto, Eugenio, Eli e io, in particolare 2; Miguela fece le foto.

Sono andati, ma prima abbiamo convenuto che sarei sceso alle 5 del pomeriggio a casa loro, e che avrei reagito ora, che avrei approfittato del poco tempo che avevo, al massimo.

Così sono andato nella camera d'albergo, ho iniziato a pensare a possibili dubbi (anche se davvero mi accontentavo di contemplarli ed essere al loro fianco).

Dico che ho cominciato a pensare ai dubbi, perché la verità è che non sono una persona sapiente. Stavo leggendo un opuscolo, l'ultimo, cercando dubbi e domande, per poterli chiedere e li ho trovati; Avevo anche un documento scritto di prima che potessi chiedere, ma la verità, tutto sembrava assurdo e io volevo solo vederli e stare con loro.

Dopo pranzo, mi sono riposato un po ', e poi ho iniziato la strada per casa sua, a casa mia, a casa di tutti quelli che sono. Sono arrivato mezz'ora prima, il che non dovrebbe sorprendere ad Eugenio, Miguela, Eli, La Mamma e tutti i fratelli. Mi ha risposto Miguela dal portiere automatico e mi ha detto di andare allo studio del giardino che loro andrebbero dopo  giù. Andai in camera e uscii nel patio per sedermi sul divano-altalena che hanno fuori.
Sono rimasto solo per un po 'e poi è apparsa Miguela e mi ha detto che Eugenio scenderebbe giù più tardi. La verità è che quando è sceso, portava un odore molto forte di essenze di "qualcosa", che poteva essere incenso, sandalo, ..... Più tardi altri fratelli italiani arrivarono, nello specifico, Antonio "l'autista", Luigi e Massimo.

Bene e qui le domande hanno avuto inizio:

Antonio, "l'autista", pose quindi una domanda-.

-. È stato pubblicato sulla stampa, o c'è stato un caso in cui un padre era con suo figlio di diversi mesi, e indossava una catena d'oro, poi un'altra persona ha cercato di rubare quella catena dal bambino in una volta sola. Il ladro mi sembra che fosse un giovanotto , quindi quando ha tirato la catena ha tagliato il collo del bambino, e il bambino è morto sanguinante.
Il padre che ha visto questo ha cercato di uccidere il ladro bambino. (Antonio ha chiarito che avrebbe fatto lo stesso se la stessa cosa fosse accaduta a una delle sue figlie. Poi, ha chiesto): SAREBBE STATOGIUSTO CHE IL PADRE UCCIDESSE IL LADRO? AVREBBE PRESO KARMA?

Eugenio. IO AVREBBE FATTO LO STESSO SE FOSSE ACCADUTA UNA COSA SIMILE AD ELI. MA NON C'È DUBBIO CHE NON ABBIAMO NESSUNO LE CHIAVI, O IL POTERE DI DETERMINARE SE LA VITA DI UN ESSERE È FINITURA, O, NO, PERCHE QUESTA SOLO IL PADRE LA POSSIEDE.
DICO CHE AVREBBE FATTO LO STESSO COME UN ESSERE UMANO, MA NON SAREBBE CORRETTO E ANZI DOVREBBE PAGARE PER ESSO, PERCHE 'C'È UNA LEGGE IMMUTABILE CHE È GIUSTA, LA LEGGE DI CAUSA ED EFFETTO. INOLTRE, IL PADRE NON POTEVA SAPERE SE IL SUO FIGLIO AVESSE NATO PER PASSARE QUESTA ESPERIENZA PER QUALUNQUE CAUSA PRECEDENTE.

Quindi, io, ho chiesto. -. Prenderebbe Karma una persona che va in un auto e ha un incidente per imprudenza ammazzando li accompagnanti?

Miguela ha risposto dicendo. SE È PER ERRORE SUO, SI PRENDI IL KARMA.

-. Eugenio, vorrei che tu mi spiegassi cosa significa ACCETTAZIONE O RIGETTO DEI MONDI PARALLELI.

Eugenio. QUANDO NOI ESPERIMENTIAMO NELLA VITA, PER ESEMPIO, UNA SENSAZIONE, DOPO LA MORTE, AUTOMATICAMENTE L'ESSERE SI TROVA ATTRATTO DAL POLO OPPOSTO PER COMPLETARE LA CONOSCENZA.

-. Quindi, se sperimentiamo in questa vita, per esempio, AMORE nella prossima, sperimenteremo l'ODIO? Giusto?

Eugenio. SÌ, MA TU PUOI AVER ESPERIMENTATO GIÀ L'ODIO E ANDARE AD ESPERIMENTARE L’AMORE.
GUARDA ANTONIO, SE QUI NEL MONDO CI SONO PERSONE CHE PERSEGUONO E UCCIDONO GLI ANIMALI, NON SIGNIFICA CHE IN UN ALTRO MONDO NON SIANO LORO AD ESSERE PERSEGUITATI E ASSASSINATI DAGLI ANIMALI.

-. La 7ª dimensione permea la 6ª, la 6ª alla 5ª, la 5ª alla 4ª y la 4ª alla 3ª dimensione. In che modo, qual è il processo, come avviene?

Eugenio. COME DOMINI TU GLI ANIMALI? ... SCENDI ALLA LORO FREQUENZA, NO?
È COSI CHE LORO COMPENETRANO E DIRIGONO LA 3ª DIMENSIONE.
RENDITI CONTO CHE L'UOMO E ANCORA UN’ANIMALE, INTELLIGENTE, MA CON ISTINTI ANIMALI RISPETTO ALLA 4ª DIMENSIONE.

-. Per l’intelligenza della 7ª dimensione, il cosmo è finito, o infinito?

Eugenio-. NOI SIAMO DELLE ENZIMI DI UNA CELLULA, DI UN SISTEMA SOLARE, CHE SI TROVA IN UNA GALASSIA, DI UN UNIVERSO CHE È UNA CELLULA DI UN ORGANO DEL CORPO MACROCOSMICO, NONOSTANTE PER NOI QUESTO È INCONCEPIBILE, CIO’È, INFINITO.
LO STESSO SUCCEDE IN NOI. UNA CELLULA NOSTRA PENSARÀ CHE IL CORPO CHE LA CONTIENE È INFINITO, PERCHÈ È INCONCEPIBILE PER LEI LA GRANDIOSA IMMENSITÀ CHE LA CONTIENE, MA LEI NON PUÒ ARRIVARE A PENSARE CHE FUORI DI QUESTO ESSERE MACROCOSMICO ESISTANO ALTRI, COME PUOI ESSERE TU, IO, ANTONIO, LUIGGI, MIGUELA, ECC....

CIÒ CHE VOGLIO DIRTI È CHE POSSONO ESISTERE ALTRI   C O S M O.

-. Tu dirigi gli Zigos (gli elementi della natura Acqua-Fuoco-Terra-Aria), questo significa che nel giorno dell'ultima mutazione, dirigerai le redini?

Eugenio-. SÍ, MI PIACE MOLTO DIRIGERE I ZIGOS. COMINCIA ADESSO IL FREDDO, QUANDO FINISCE IL FREDDO INIZIA IL CALDO, DOPO L’ACQUA E QUANDO FINISCE L’ACQUA, INIZIA LA TERRA, E COSÍ SI ALTERNANO PROGRESSIVAMENTE, ACCADE COSÌ.
RIMANE POCO TEMPO, MOLTO POCO E DOBBIAMO ACLIMATARCI ALLA NUOVA METODOLOGIA OFFERTA. QUESTA NUOVA METODOLOGIA È CHE OGNUNO DI NOI CAMMINI CON LA PROPRIA CROCE, È TEMPO DI AUTORREALIZZAZIONE INDIVIDUALE.

-. Perchè il saluto fraternale sono tre baci? Ha alcuna significazione particolare? Perchè tre baci?

Eugenio-. LA SIGNIFICAZIONE È QUE RAPPRESENTA LA TRINITÀ E IL NUMERO PRECISO DI 3 BACI, PERCHÈ QUESTO NUMERO HA IL POTERE DI FAR SFUGGIRE LA NEGATIVITÁ.

Miguela-. Il saluto reale è, 2 baci nelle guancie e uno nelle labbra, ma per evitare le critiche si è deciso questo modo; di fatto, ad Eugenio poche persone lo salutano cosí, solo quelle che hanno ottenuto il DISCEPOLATO.

-. Nel momento finale, quel che sarà portato sarà portato in corpo o in spirito?

Eugenio-. ALCUNI IN CORPO, ALTRI IN SPIRITO ED ALTRI CON ENTRAMBI DUE.

-. Cosa è il macrocosmo e cosa il microcosmo?

Eugenio-. PER NOI IL MACROCOSMO SAREBBE IL COSMO, E ALLO STESSO TEMPO NOI SAREBBEMO IL MICROCOSMO DI QUELLO COSMO O MACROCOSMO.
NONOSTANTE GUARDATO SUL LIVELLO CELLULARE, NOI SAREBBEMO UN MACROCOSMO PER LA CELLULA E LA CELLULA PER NOI SAREBBE UN MICROCOSMOS.
REALMENTE NOI COMPARATI AL COSMO SIAMO UN MICROCOSMO, MA COMPARATI CON LE CELLULE SIAMO UN MACROCOSMO.

-. Cosa è il plesso solare?

Eugenio-. È SITUATO ALL'ALTEZZA DELLA PARTE BASSA DELLO STERNO, TRA LO STOMACO E LO STERNO.
È PROPRIO IN QUESTO “LUOGO” DOVE EMMERGONO LE EMOZIONI CHE DOPO SONO TRASFERITI AL CERVELLO, CHE SEMPLICEMENTE È UN STRUMENTO FISICO AL SERVIZIO NOSTRO.

-. Eugenio, vorrei che mi parli dell’Idrogeno.

Eugenio-. C’È POCO DA DIRE IN RIFERIMENTO A QUESTO, PERCHÈ L’IDROGENO È IN TUTTO E TUTTO È IDROGENO IN DIVERSO GRADO DI VIBRAZIONE.

Dopo queste domande, tutto il resto sono vivenze quotidiane di persone che sentono allo stesso modo. Io, visse intensamente tutti i piccoli momenti.

Bene, e qui vi dico addio, desiderando che il vostro desiderio di trovare PACE, AMORE e FRATERNITÀ che avete già, in quei luoghi meravigliosi, vi elevi all'infinito verso gli spazi mentali esterni, per così ricevere la LUCE PURISSIMA che ci nutre tutti nello SPIRITO, aspettando e desiderando l’arrivo glorioso e potente di COLUI che regnerà sulla Terra in PACE, AMORE e FRATERNITÀ per dare GLORIA AL PADRE e BENEDIRE LA SUA SUBLIME CREAZIONE.

E così vi saluta un vostro fratello che sa di aver ricevuto "qualcosa di meraviglioso" e che per sua natura fisica si sente un po' "cieco" e non percepisce chiaramente, ma il tempo gli darà la misura delle sue possibilità e che proverà con ogni mezzo, "accomodare e arredare il tuo tempio per, speranzosamente, sperare di essere degno della vita eterna e condividere con tutti voi quel prezioso dono del cielo, consapevolmente e senza accecarsi, che è l'AMORE".

Vi saluto nella PACE del mio SPIRITO e vi bacio tre volte sulle guance come segno di Fratellanza.

Antonio.
Nota - Sfortunatamente, al momento, - decada del 2010 - qualche Diavolo (non può essere definito in un altro modo a una persona che si comporta così) ha preso le mie foto e sporcato il mio nome, ma mi è stato detto: "La pagherà per questo duramente ").


Questa è la cronaca del mio primo viaggio che in quell'anno, scrissi.
Ci sono "dettagli" che solo alcuni anni dopo mi resi conto di loro.
Ricordo in particolare tra le molte altre cose, come in un momento in cui stavo con loro, Eugenio e Miguela, è rimasto fuori della mia camicia una medaglia che portavo. Eugenio notò il fatto ma non riuscì a vedere bene ciò che rappresentava, ciò che era. Poi chiese Miguela, e Miguela con un grande sorriso disse: "Porta una foto del Consolatore intorno al petto."
Eugenio poi mi guardò con occhi che non si può descrivere, e con infinita tenerezza viene verso di me, prendendo la medaglia e dopo averla guardata per un po in silenzio con attenzione, ancora una volta lascia appesa sul petto.
Poi mi dice: "Guarda Antonio, i metalli sono molto importanti nella vita, e vedo che quello che tu indossi è di ferro la catena e i metalli bassi, l’energia invece di donarla quello che fanno è rubarla".

Ho risposto: "Sì, Eugenio, ma non ho soldi per nient'altro. Mi dispiace così tanto. " 
Lui semplicemente con un sorriso indefinibile mi ha detto: "Va bene, non ti preoccupare. So che una catena d'oro costa molto. Prova almeno se non puoi pagare l'oro, che sia d’argento che non è così negativo come il ferro. "

(Appena tornato dal viaggio, la prima cosa che ho fatto è stata ordinare una catena d'argento con un portafoto).

Quando ho detto addio a loro, quando sono uscito di casa ho fatto una domanda al "cielo", (una domanda che tengo solo per me) .... ma la risposta che ho sentito, e ho ascoltata nella mia testa era: "FAI UNA FOTO DEL CIELO ".

In questa fotografia, dopo alcuni anni, ho notato con grande stupore interiore che è possibile vedere il profilo di "un crocifisso", con i suoi lunghi capelli che cadono sulle spalle, e un "cappuccio di spine", e allo stesso tempo la stessa immagine mostra "la faccia di un agnello".Questa è una delle "risposte" che hanno determinato la mia esistenza e la direzione di essa, in questo mondo. Il viaggio di ritorno è stato estenuante, e ho iniziato a capire che i "test" aumentavano man mano che uno ci si avvicina alla Luce del positivo, del buono, del giusto. La mia soddisfazione era piena e mai pensai di trovare un "contattato" così normale, comune, senza stravaganze o comportamenti settari. Capì davvero la semplicità di Eugenio, e allo stesso tempo la fermezza delle sue parole, che sembravano scaturire da una "fonte sconosciuta" e che parlava attraverso di lui. Ho davvero capito che Eugenio era "un sacco di Eugenio", e che poteva davvero essere considerato uno di Loro tra noi. È successo che quando sono arrivato alla stazione di Atocha, a Madrid, e rivedendo tutto il mio viaggio, solo pensavo di rivelare la bobina di foto, di cui ho speso solo 5 o 6, non scattai di più. Per passare la bobina e portarla a rivelare, ho preso un filtro e l'ho messo davanti all'obiettivo, e ho gettato le ultime foto nel sole di mezzogiorno. Quando li ho rivelati, ho controllato le foto che ho detto prima del "cielo" e poi queste ultime, con il filtro che ho messo davanti erano molto belle.

Due anni dopo (1984) mi sono reso conto che guardando in dettaglio il loro negativo, si possono vedere chiaramente i Veicoli degli Esseri di Luce, con i quali Eugenio è in contatto.
Questa è stata la mia seconda "risposta" senza io cercarla nel tempo.

Nell'anno 1983, un "polso interiore" mi spinge ad inviare i Messaggi che queste Intelligenze Celesti danno a E. Siragusa, ai Potenti del Potere Politico e Religioso.
Messaggi che ammoniscono seriamente e giustamente sul comportamento indecente del Potere Oscuro che domina la mente, della grande maggioranza dei Politici del mondo. Avendo l'approvazione di Eugenio, mi rendo conto che non si può rimanere taciuti, di fronte a così tante ingiustizie, abusi e sfruttamenti in nome della "democrazia", che permette a molti di non avere ciò che serve per vivere, mentre alcuni hanno il superfluo e non lo distribuiscono equamente.

Ciò aumenta dentro di me, la sicurezza dell'intervento di una Volontà Superiore che si manifesta secondo un Piano Divino Liberatore.

Con la mia povera cultura, ma con grande tenacia, speranza e fede, insieme ad altri amici autentici, (Gloria, Damaso, Ana, Julian e molti altri), ho iniziato, abbiamo iniziato a far conoscere questa Verità che i potenti nascondono a tutto il genere umano.

Furono fatte molte conferenze, accompagnate da altri, programmi radiofonici, televisione, e tutto grazie all'intervento di un Volontà Superiore senza il quale, nulla di tutto ciò avrei potuto nemmeno pensare di fare; allo stesso modo, molti altri hanno realizzato, realizzano e realizzaranno questo "sentimento personale" che riempie  di felicità l'anima e lo spirito. Non ho mai chiesto nulla, e sono sicuro che non lo chiederò mai.
Ho avuto l'esempio di Eugenio e della sua famiglia, che mi ha ospitato e ha pagato tutte le mie spese mentre ero a casa sua.
Il mio unico obiettivo è onorare e glorificare il Creatore parlando dell'esistenza di Esseri di altri Mondi che sono i nostri Fratelli che vogliono aiutarci, e promuovere nonostante la mia condizione umana, (se la gente lo accoglie dentro di sé), la Re -Conoscenza delle Leggi Eterne che l'essere umano sta dimenticando, e che questi Esseri Superiori ci ricordano sempre. Non invano, sono gli Angeli di ieri, oggi chiamati "Extraterrestri".
Io ero adesso un giovanotto (21 anni) che a poco a poco stava maturando. Portavo al petto con devozione infinita ad un'immagine, come se si trattasse di uno scapolare, che era l'immagine del Consolatore promesso, e lottavo per diffondere una Grande Notizia a tutti, una Grande Notizia che avevo scoperto per me stesso e che aveva aperta a me una Grande Porta, che potrebbe essere chiamata, "Cosmica".

Oggi ricordo con infinita gratitudine ai miei fratelli e sorelle, con loro si istituì una bella Comunione Spirituale di vera Amicizia, che, purtroppo, il tempo ha rilassata, ma non ha fatto sparire del mio cuore.
Eravamo tutti giovani che avevamo iniziato a camminare sull’Autostrada della Vita e nutrivamo una speciale devozione per questi Esseri infinitamente più buoni che noi, e erano visti in tutti i cieli del pianeta nei "Dischi di Luce", o come si dice nel passato: "Esseri che viaggiavano in Scudi Ardenti".

Passarono un paio di anni. Tutti i miei fratelli e sorelle in verità, portavano ora già il "sole" sul petto e li hanno fatti risplandere, ma io ancora non portavo nemmeno il "sole" "il Sincronizzatore Magnético"; Portavo ora con tutto l'Amore della mia Anima e il mio Spirito un Cerchio d'oro che ho chiesto al gioielliere che realizzava i sincronizzatori (Felix) di farlo a me e all'interno di questo cerchio ho messo la foto a colori di ADONIESIS. L’ho portato fino al ritorno del mio secondo viaggio a casa di Eugenio nel 1985.

Per me il "sincronizzatore" era una cosa molto seria e la decisione meritava una grande meditazione. E 'stato allora e sono adesso (un po' più cambiato) uno che ha solo provato di far conoscere una Grande Verità che mi ha cambiato la vita, la visione del mondo, e che ero convinto, come lo sono ancora oggi e lo sarà sempre, che è una Verità che LIBERA dall'ignoranza e da ogni sentimento legato al male dei valori puramente umani.

Non mi ho ritenuto mai un "servitore" di nessun gruppo, mi consideravo un pensatore libero, anche se certamente collaboravo con tutto il mio cuore in tutto ciò che il mio interiore mi diceva era giusto, onesto e giusto.
A quel tempo era operativo in Spagna, un gruppo chiamato "Associazione" Adonay "per la fratellanza cosmica". Diffuse i comunicati ricevuti da Eugenio, finché il suo direttore, L. Moreno, ruppe i rapporti con Eugenio a causa di disaccordi nella metodologia e nello spirito dei messaggi.
(In un'altra occasione parlerò più dettagliatamente dell'intero processo).

Io, comunque, e sempre in contatto con Miguela ed Eugenio, continuavo a fare ciò che sentivo sinceramente di fare, riunioni pubbliche, conferenze, trasmissioni radiofoniche sempre che mi era possibile, nelle quali partecipavano in numerose occasioni via telefonica Miguela ed Eugenio, Eugenio e Miguela, l'ordine dei fattori non altera il prodotto. La verità è che erano sempre disponibili a tutti coloro che diffondevano questa realtà e che loro conoscevano bene.

È l'anno 1985, poco dopo del mio 23 compleanno, insieme ad alcuni amici e fratelli nella verità, programmiamo un nuovo viaggio a casa di Eugenio e Miguela. Ovviamente con la sua precedente accettazione, in questo modo abbiamo viaggiato in macchina da Madrid, a Nicolosi, alternando a guidare Damaso ed io, fino ad arrivare in Sicilia.
È stato un viaggio intenso ed estenuante.
Fondamentalmente e concretamente questo è un riassunto del viaggio.

DAL 15 AL 30 GIUGNO 1985-
VISITA EUGENIO E LA SUA FAMIGLIA.

Essendo in albergo era già di notte, appena arrivati dal viaggio in auto dalla Spagna, Eugenio, Miguela ed Eli ci regalano la piacevole ed eccitante sorpresa inaspettata di apparire all'Hotel Biancaneve dove alloggiamo.
Ne approfittiamo chiacchierando allegramente e con gioia, tra scherzo e scherzo, per dare loro i doni inviati da molte persone dalla Spagna, in occasione di questo viaggio per lui e per tutta la famiglia. Soprattutto per il piccolo Eli Paolo.

Tanti erano, e di tutti i generi, da una piramide di vetro al miele della alcarria spagnola, passando attraverso diversi doni che voleva rendere una particolare gratitudine a tutti coloro che, dalla Spagna, inviavano i loro pensieri più belli, scritti anche nella forma di poesie.
Dopo aver visto che siamo arrivati e che stavamo bene, Eugenio, Miguela ed Eli ci salutano fino al giorno successivo.

Come hanno sempre fatto in certe occasioni, vengono a dire al gestore dell'hotel che si prenderanno cura del pagamento dell'hotel, ma il direttore dell'hotel gli disse: Ho un ordine espresso dai clienti, per non farli pagare nulla. Tutto è organizzato.

La cosa non piace molto a Eugenio, ma accompagnato da uno del gruppo (Damaso) che è venuto giù per aiutarli con così tanti regali ed essere in grado di metterli in macchina, gli ha confermato che non devono preoccuparsi, che non vogliamo essere una spesa aggiuntiva per loro.
Con riluttanza, Eugenio e Miguela lo accettano.

Il giorno dopo la prima cosa che Eugenio vuole dire e registrare è la seguente:

+ Miei cari, preciosissime anime, la vostra generosità ha commosso l’anima mia.
Ci sono giunti i vostri segni di affetto, attraverso coloro che si trovano qui vicini a noi e che ci danno la gioia di essere una unica cosa con noi.
Noi vi siamo costantemente vicini. Vi vogliamo tanto bene e sappiamo che anche voi ci amate e ci seguite. Noi in realtà siamo una unica cosa con Colui che ci ama e ci segue, voi questo lo sapete. Abbiate Pace nei vostri cuori e abbiate sempre la gioia che il Cielo concede a chi si conserva integro nell’Anima e nello Spirito.
Vi abbraccio con tenerezza fraterna, e vi dico: VI VOGLIAMO BENE.
Eugenio y familia.

Dopo dice:

Sapete?, oggi arrivano una squadra del Canale 5 della televisione per realizzare una intervista. Non preoccupatevi perchè tutto è già organizzato.
Faremo l’intervista e dopo andremo a mangiare tutti allo ristorante “La Guercia”.

Poco tempo dopo di incontrarci, essendo a casa sua, giunse la squadra di registrazione video e mentre loro sono registrando il programma, noi siamo andati fuori nel giardino e nelle diverse parti del cortile.

Una volta eramo tutti nel ristorante seduti e già mangiando, erano anche 3 o 4 fratelli di Italia, tra loro Orazio Valenti, inizia una conversacione tra l’intervistatore ed Eugenio mentre si mangia.

-. Signore Siragusa, ci ha parlato prima di un nome molto strano di una fotografia che lei scattò: ADONIESIS. ¿Qué ci può dire di più?

+ Il nome Astrale di ADONIESIS è (...), ma Lui non è Adoniesis. Lui è tutelato, direttamente, da ADONIESIS. 

-. Signore Siragusa, porebbe chiarire un pò di più su quello che ci ha raccontato dei Mutanti?

+ Mettiamo l’esempio di due bicchieri.
Uno di vino, e l’altro di acqua.
Il bicchiere di vino è Eugenio, e il bicchiere di acqua è il Mutante.

Da quando è nato « il bicchiere di vino », il « bicchiere d’acqua » che è su di lui, fluttua su di lui, lo stà sondando, curandolo, osservandolo, studiandolo e guidandolo per il cammino che Lui, vuole che vada e in un momento determinato li serva e compia il lavoro.
Lo istruisce, lo prova e lo settaccia verso un determinato cammino, quando è pronto “il bicchiere d’acqua” sovrappone sul “bicchiere di vino”, venne annullato il “bicchiere di vino” e realizza “il bicchiere d’acqua” ciò che deve realizzare. In esso momento, tutela e opera, completamente, Il Mutante.

Dopo il Mutante può separarsi nuovamente dal "bicchiere di vino" e il "bicchiere di vino" mantiene la sua personalità e continua con il suo lavoro.
La stessa cosa è accaduta quando Gesù fu battezzato da Giovanni il Battista.

-. Signore Siragusa vorremmo poter salire sul luogo dell'incontro, ma con la nebbia che c'è oggi, con così poca luce, non saremo in grado di registrare accettabilmente.
È un peccato

Eugenio rimane un istante pensativo e dopo li risponde:

+ Io li dico che ci sarà luce abbastanza.
Possiamo salire perfettamente.

-. Ma signore Siragusa, si rende conto della densa nebbia che c’è?

+ Sí, sí, e la dico che non ci sarà problema per registrare.
Ci sarà abbastanza luce e condizioni per registrare nella zona.

Finiamo di mangiare e tutti ci disponiamo a salire sul Monte Manfré.
Una volta lí, la nebbia era molto densa.

L'intervistatore dice a Eugenio:

- "Cosí non possiamo registrare, signor Siragusa."

Eugenio dice:
+ "Avere un po 'di pazienza. Solo un momento. "

Dopo un piccolo istante, la nebbia inizia ad aprire!!, creando un cerchio perfetto nella sua parte superiore, come un tubo che lascia passare i raggi del sole perfettamente, al punto di dover usare occhiali da sole!

I giornalisti e tutti noi siamo rimasti colpiti dal fatto che mentre la nebbia sta facendo il cerchio più grande, la stessa nebbia vortica intorno al bordo del cerchio, e crea una specie di turbolenza all'indietro, come se non volesse invadere l'area centrale.

Inizia davanti alla sorpresa di tutti, la seconda parte della registrazione.
Le domande tipiche sul contatto e l'incontro con i Fratelli dello spazio sono fatte a Eugenio, e come sempre le risponde.
Si avvicina al luogo in cui ha avuto l'incontro per indicarlo e viene girato per l'intervista.

Orazio Valenti, da parte sua, fa una registrazione parallela di tutto ciò che viene chiesto.
Alla fine della registrazione, siamo rimasti tutti ancora più colpiti, perché proprio allo stesso modo che la nebbia se n'è andata, una volta terminata l'intervista, ha iniziato a chiudersi a una velocità insolita, sopra di noi.

L'intervistatore, molto colpito, commenta Eugenio a riguardo, e Eugenio gli dice:
+ Lei adesso dovrebbe registrare e chiedermelo questo che lei mi dice.

Detto e fatto, a un rapido gesto dell'intervistatore, che era il direttore della squadra, la telecamera è messa di fronte a Eugenio e accanto all'intervistatore, e chiede:

-. Signor Eugenio, lei mi deve rispondere a una domanda.

Lei ci hai detto prima nel ristorante che non sarebbe stata la nebbia e che ci sarebbe stata luce ed è stato così, questo luogo era completamente coperto di nebbia densa, siamo arrivati e la nebbia si è misteriosamente aperta, ma una volta che l'intervista è finita è di nuovo caduta la nebbia che chiude tutto. Cosa puoi dirci o spiegare?

+ Amico mio. Gli Zigos sono i miei amici. Io li servo e loro  servono me.
Gli Zigos sono miei amici e mi servono: Sono l’Acqua,la Terra, il Fuoco e l’Aria.

Detto questo, l'intervistatore rimane in silenzio per un momento, e senza sapere cos'altro chiedere, saluta tutti i telespettatori e finisce la trasmissione.

Nel ritorno a casa, mi dissero di tornare alla macchina di Eugenio tale come siamo andati al Manfré, una volta dentro e in viaggio gli chiesi:

• Eugenio, posso farti una domanda.

+ Certo.

• Risulta che sono rimasto molto colpito e mi ha lasciato pensieroso quando ho visto che Ali Agca davanti tutto il Tribunale italiano e che è apparso sulla televisione internazionale ha detto: "Sono Gesù Cristo. Io Annuncio la fine del mondo. "

+ A quel momento non era Ali Agca, ma l’Entità Cristica che aveva usato lo "strumento" Ali Agca per manifestarsi al mondo.
In realtà era l'Entità Cristica.

• Ma era consapevole di questo?

+ No, non lo era.
Non ne era consapevole.

Quando eravamo in studio, e dopo aver visto la vitalità e il dinamismo di Eugenio, (nonostante i suoi 66 anni), Eugenio si toglie gli occhiali da sole e il suo viso era cambiato radicalmente.
Era stanco, sfinito, con cerchi grigi sotto i suoi occhi stanchi che non aveva prima.
Abbiamo capito "cosa era successo" e ci siamo salutati così lui e tutti loro potevano riposare.

Il giorno seguente, dopo averci salutato, Eugenio e Miguela ci dicono:

Miguela-. Guardate. Invece di stare nell'hotel un po 'distante, perché non vai in una casa che Orazio ha vicino a noi, e che non è occupata?
Lì potete stare tranquillamente e anche risparmiare un po 'di soldi. Cosa ne pensate?
Inoltre siete qui vicino a casa nostra e in un attimo potete avvicinarvi, eh?

Decidemmo allora di lasciare l'albergo e andare alla casa di Orazio con le chiavi che Eugenio ci aveva dato.
Eugenio poi ci ha detto qualcosa che ci ha riempito di intrighi:

E-. Adesso andate per cambiare tutte le cose a casa, e poi sicuramente dovremo salire sull'Etna, verso il monte manfré.
Non vi posso dire nulla, solo saliremo.

Mentre siamo saliti in hotel, alcuni di noi nei suoi pensieri, stava pensando all'ultima cosa detta da Eugenio ... Arrivati ​​al "Biancaneve" abbiamo pagato il conto e cambiato tutte le cose e le valigie in casa e non è stato un caso perché lì proprio dalla terrazza che domina l'orizzonte dell'Etna ho potuto fotografare e tuttil’abbiamo vista, una strana "nuvola ovale" che non si spostava dal luogo in tanti minuti, mentre la nuvola di fumo dell'Etna e il resto delle nuvole sono stati spazzati via dal vento.
Dopo aver lasciato tutto a posto, siamo tornati a casa con loro.
Eugenio era nel cortile, prendendo accordi alla base della piramide biodinamica e i fratelli italiani che sono con lui lo stanno aiutando.
Hanno smesso di farlo da quando era ora di mangiare e tutti insieme nella loro casa siamo andati in sala da pranzo.
Una deliziosa pasta cucinata da Mamma e Miguela. Maccheroni con pollo, bistecche, melone, adornavano l'enorme tavolo su cui ci sedevamo per ingurgitare letteralmente la grande pasta bollita, con pollo, olio e altri.

Mentre mangiamo, Eugenio dice:

+ In realtà non si dovrebbe mangiare con le posate da tavola di metallo.
Bene, i piatti possono servire perché non scaricano energia.
In realtà si dovrebbe mangiare con le mani, come è sempre stato fatto, o comunque con le posate di legno, che non assorbono l'energia del cibo, perché il metallo assorbe l'energia del cibo e il cibo scarica la sua energia in metallo, quindi la nutrizione non è come dovrebbe essere. Non è tanto efficace.

La conversazione ruota attorno anche alle notizie che i telegiornali italiani stavano dando e alla situazione mondiale precaria.

+ Non si può vivere in pace, così in questo modo. Ascoltando ciò che  si sente e vedendo ciò che si vede ogni giorno è impossibile. Tutto ciò che sta accadendo è profondamente ingiusto.

Tutti abbiamo ascoltato avidamente i commenti di Eugenio e Miguela con i fratelli italiani che ci accompagnano; davvero il mondo sta impazzendo

+ Sapete perché abbiamo recentemente organizzato la casa? ... L'abbiamo praticamente finito.

Mentre lui ci guardava uno per uno, ci siamo guardati l'un l'altro senza sapere a cosa rispondere. Poi ha continuato a dire.

+ Spero una visita molto speciale. Una visita molto importante. È la visita di Gesù. Gesù mi ha promesso che mi visiterà personalmente molto presto.

Dopo pranzo, e dopo aver ascoltato attentamente le notizie, Eugenio va a riposare.

Gli altri, alcuni vanno in studio a chiacchierare, altri a dipingere la facciata della casa e gli esterni. E altri siamo rimasti con Mamma ed Eli a giocare con loro nel cortile.

Dopo circa un'ora più o meno, ci incontrammo nello studio di Eugenio per rispondere alle domande che i fratelli in Spagna avevano scritto, in modo che Eugenio potesse rispondere.

Prima di iniziare con loro Eugenio ci dice a tutti:

+ "Siate sempre molto attenti.
Ascoltate il vostro cuore, perché nel momento in cui state facendo qualcosa per la Verità, sicuramente qualcosa richiamerà la vostra attenzione e richiederà il vostro sostegno e supporto.
Restate sintonizzati in modo che le diverse attenzioni che circondano l'ambiente non passino inosservate davanti ai vostri occhi ".

Si alza dal divano nel suo studio dove siamo tutti e va in un angolo dello studio; Senza rendersene conto, cade un piccolo pezzo di carta che aveva in mano.
Poi in piedi, dice a uno:

+ "Vieni, alzati, voglio farti leggere qualcosa che ho qui appeso al muro".

Si tratta del Tavolo Smeraldo di Hermes Trismegisto.
Damaso si alzò e andò da Eugenio, che lo osservò da vicino mentre si avvicinava a lui.
Tutti, Ana María, Gloria, José Miguel e io, ci guardammo l'un l'altro.
Eugenio, dice:

+ "Legge".

Ha iniziato a leggere in italiano.
Dopo alcuni momenti, dice:

+ "Va bene, è abbastanza. Puoi sederti. "

Nel frattempo, Eugenio seguiva enigmaticamente il suo sguardo su Damaso. Attento a quello che stava facendo.
Quindi, disse a un altro:

+ "Vuoi leggerlo anche tu? Mi fai questa cortesia? "

Io rispondo di sì.
Mi alzo, e prima di arrivare dove è accanto al manifesto verde che contiene il testo dell'Emeralda Tavola, raccolgo il foglio che era caduto a Eugenio e lo metto di nuovo sul tavolo di fronte al divano.
Eugenio, vedendo il gesto, dice:

+ "Ecco. Vedete? Questo è quello che intendevo!
Lui si ha reso conto della piccola carta che ho lasciato cadere prima e, prima di venire a leggere, l'ha presa e l'ha lasciata al suo posto.
Questo è ciò che intendevo quando dissi prima di essere attenti e ascoltare il vostro cuore.
Vieni a leggere. "

Come atto riflesso, porto la mia mano destra sul mio cuore e inizio a leggere:

+  "Basta. È abbastanza Sediamoci.
Ci sono cose che, apparentemente, non hanno importanza, ma ce l'hanno, perché nulla nell'Universo accade senza una ragione.
Noi dobbiamo trovare la ragione e agire di conseguenza. "

-. Puoi dirci di più sul Mutante?

+ "Molti potranno diventare strumenti di un" Mutante "se sono positivamente predisposti.
Voi pensate che io sia ora Eugenio, ma io non sono Eugenio. "

Ci fu un lungo silenzio alle sue parole.
Mi sono avvicinato istintivamente, dalla mia sedia, (è vicino alla scrivania della sua scrivania dove è seduto), e gli chiedo a bassa voce:

• "Eugenio, puoi dirmi chi sei veramente in questo momento?"

Lui nello stesso tono basso, mi guarda intensamente negli occhi e dice:

+ "Io sono, (nome) EGLI è un Amigo dell’Uomo.
Io non sono Eugenio, ora Eugenio dorme. ADONIESIS è di settima dimensione, e protegge e dirige, direttamente, (... nome ..).
(Mi riservo il nome che ha detto, perché lo ritengo appropriato. Scusatemi).

• Se Adoniesis è della Settima Dimensione di quale dimensione è Egli?

+ Non posso dirtelo

Una volta passato questo piccolo attimo, si ritorna alla conversazione e alle domande.

Quindi iniziamo leggendo tutte le domande, una per una, in attesa della risposta di Eugenio. Le domande scritte dai fratelli di Spagna iniziano così.

• Le domande che ti pongo oggi, non avrei potuto fare ieri, ma sono sicura che non saranno lo stesse domani se conto sempre con il tuo insegnamento, con la tua conoscenza e il tuo Amore. Eugenio, al momento della Chiamata saremo tutti risvegliati saremo tutti svegli? Ora tutti i Chiamati sono risvegli attualmente?

+ No. Non ancora.

• È possibile che alcuni Chiamati abbandonaranno, non vorranno ascoltare la Chiamata, che siano molto prese dalla materia?

+ La Chiamata non è la Segnalazione.
Quando uno viene chiamato, la responsabilità è molto più seria.
Con la Segnalazione, no. Si può tornare indietro.
Durante la Chiamata non si stà addormentato perché si sia intrappolato dalla materia, questo può solo accadere con la Segnalazione.
Con la Segnalazione, potrebbe succedere che si addormentano di nuovo, ma con la Chiamata, no, perché è già Risvegliato.
Poi c'è l'Elezione, ed è stato detto: "Molti i chiamati e pochi gli eletti", perché anche tra i Chiamati, nei momenti difficili ci saranno Chiamati che rinunceranno all'Elezione.

• Quindi, possono avere una regressione evolutiva nella sua prossima dimensione, nella tua prossima incarnazione?

+ Vero, molto vero. Questo è inevitabile.
È un effetto di una Causa non realizzata.

• Nei nostri insegnamenti, è sufficiente lasciarsi guidare o deve accompagnare la volontà di agire?

Miguela-. Eeeh, sorellina, questo ci è stato detto già, eh? Ci è stato detto che l'insegnamento non è sufficiente, che è necessario metterli in pratica. Le azioni sono quelle che sono valide davanti agli occhi di Dio.

E-. Predicare bene, e non fare bene, non è bello.

M -. Davanti agli occhi di Dio, sono le azioni che contano.

• Come si  può essere più operativo?

+ Impegnarsi tutto da solo, senza limiti e senza condizioni.

• In relazione agli insegnamenti, siamo istruiti nell'astrale dalla nostra guida?

+ La Guida è dentro di noi.
È la Luce che portiamo dentro, questa è la Guida.
Può essere oscurata o può essere resa più luminoso.
Possiamo averla buona o trasformarla in male, in negativo.
Noi siamo, metà uomini e metà angeli.
Angeli e demoni: È in noi fare prevalere l'uno o l'altro.
Pertanto, la Guida siamo noi.

• Le nostre esperienze con i Fratelli Superiori, dobbiamo comunicarli con gli altri? Questa non sarebbe vanità?

+ Non è un atto di vanità.
Può essere comunicato agli altri, ma sempre con coloro che possono comprendere questo discorso, questo ragionamento.

• Penso che non dovremmo vantarcene, ma imparare ad essere umili di cuore e solo allora ci avvicineremo ai bisognosi della nostra parola, giusto?

+ Sì, è logico.

M -. Perché è un insegnamento che Loro comunicano, individualmente, ma se si fa partecipare agli altri, questo insegnamento è avlido anche per altrui.

• Potrebbe essere che, ad un certo punto, siamo tutti tentati nella nostra vanità? Nello stesso modo in cui penso che agli Angeli stessi il nostro  Alto Adonai  gli proverà, perché anche in questo c'è il detto "Come in su è in giù, e com'è giù è in su".

E-.  No! Perché gli Angeli non possono essere vanitosi.
Anche Gesù non è stato vanitoso quando ha detto che era il Figlio di Dio e ha insegnato.
Forse insegnava per vanità o per dare Conoscenza?

M -. A questo punto è la Coscienza, non è vanità. E chi ha la Coscienza non può essere vanitoso, è umile.

E-.   Un insegnante non è mai vanitoso quando insegna ai suoi studenti la sua Conoscenza.

• Eugenio, io come donna e sposata, mi limita e mi toglie libertà, comunque mi piace insegnare e lo faccio quando posso, ma mi chiedo, senza essere un uomo una donna può essere operativa?

M -. (Con tono simpatico) ... Ouuu, eehhh, ma che cos'è questo, ecco qui ci sono proteste. (Tutti ridiamo) Certo che si può!

E-. Cos'è che la donna ha di meno rispetto all'uomo ?! Ha i suoi doveri e i suoi diritti.

M -. Certamente lo Spirito non è che sia uomo o donna, È SPIRITO, ed è lo Spirito che opera.

E-. Lo Spirito non ha sesso.

M-. Adoniesis ha già detto: "Quando troviamo una donna, vale 10 operatori maschi".


• Eugenio, è stato detto che Genetica G.N.A. è dalla nascita, ma se non viene nutrita, può essere persa, quando è stata persa, non può essere recuperata?

M-. Genetica G.N.A. è dalla nascita, ma può essere persa, e quando è stata persa non si riprende. Non può essere recuperata perché deve essere nutrita in base alla crescita del bambino, e quindi i genitori devono nutrire i Valori di questa Genetica, se questi Valori non vengono nutriti, la Genetica si perde e non si recupera più.
Stai attenti, perché solo un bambino può ereditare la genetica.
Lo sapevate questo?
Quindi gli altri fratelli o sorelle potrebbero essere predisposti, ma la forza di trascinamento, che spinge gli altri, è quello oppure quella che possiede questa Genetica G.N.A.

E-. Precedentemente, solo il primogenito la riceveva; ora può essere ricevuta dal secondo o terzo, ma solo uno. E questo è la Forza di Trascinamento degli altri, evidentemente di quelli che desiderano lasciarsi consigliare.

Parliamo dei tre Regni Sotterranei, del lavoro che ciascuno di loro realizzano, abbiamo anche parlato della Terra Cava, degli Esseri Astrali, degli Elohim, del Serpente Piumato Dorato che è il Primate dell'Uomo e di tantissime cose personali.
(La conversazione è stata molto ampia e arricchente, sarebbe troppo lungo ora per esporre tutto, quindi riassumo di più tutto con queste ultime domande. Forse in un'altra occasione).

• Quindi dovremmo pensare che la fusione con un Mutante che a sua volta dipende direttamente dall'Elohim questo è evolvere?
 Cioè, essere una goccia d'acqua che senza perdere la Coscienza Individuale è consapevole di essere una goccia e di stare nell'oceano.


E-. No. Questo non è il concetto.
Il concetto di PERSONIFICAZIONE è entrare in simbiosi con un Cherubino, un Mutante, quindi entrare in Simbiosi significa acquisire i Valori Coscienti del Mutante e anche le loro Particolari Caratteristiche.
Mentre un Cherubino che viene sulla Terra per una Missione specifica, deve necessariamente, essere creato dal Elohim.
Così è stato Gesù con Cristo.

Queste cose non possono essere spiegati in questo modo.
Io mi innervosisco quando devo spiegare cose che sono state scritte e riscritte, dette e dette di nuovo.
Perché le cose devono essere ripetute centomila volte? ...

Eugenio è sconvolto perché sono domande scritte a cui è già stata data risposta molte altre volte.
Uno dei rappresentanti in Spagna, li domanda alcune questioni di cui sottolineo per ultimo quanto segue.

• Se il Sole è un pianeta freddo, l'energia vitale e astrale da dove emana?

In questo momento, la faccia di Eugenio cambia completamente. Se voi poteste vedere il suo volto e sentire la sua voce, vi accorgerete che quando Eugenio si arrabbia, ogni cosa veramente trema intorno a lui. Dopo aver ascoltato questa domanda, si mostra sorpreso e allo stesso tempo molto arrabbiato dice:

E-. Il Sole non è un Pianeta!!!
Il Sole è un ASTRO !!!
Il Nucleo è freddo, ma non è un pianeta !!!
Non confondiamo la lana con la seta! Mamma mía !!! ..... non continuo con questo !!!
(Il registratore si spegne) ...

Molto arrabbiato Eugenio si alza dal divano e se ne va, esce fuori dallo studio,  infastidito da tutte queste cose che dovrebbero essere già state assimilate, perché sono state ripetute molte volte ........
Siamo tutti scioccati. Una nuova lezione
È veramente una lezione assimilare e comprendere come Eugenio sia completamente autentico e genuino in tutto ciò che esprime e più in relazione a ciò che è spiegato dai Fratelli del Cielo.

Quello stesso pomeriggio, il sole già non si vedeva in cielo, andando sulla terrazza della casa di Orazio, a pensare un po 'a quello che visse con Eugenio, Miguela e famiglia e in tutti i dettagli che, essendo piccoli, contengono più importanza e significato, dalla terrazza stessa dalla quale ho fotografato la "nuvola ovale", prendo una fotografia dell’Etna, mentre penso non senza preoccupazione alla fine che aveva avuto la serie di domande che ci avevano lasciate scritte per chiedere a Eugenio.

Una fotografia che parla da sola e in cui chiaramente la presenza e la manifestazione dei Fratelli Extraplanetari rimane sempre presente.

Il giorno dopo:

In questa notte precedente ho fatto un sogno che mi ha impressionato. Un semplice, breve sogno.
La conversazione si è svolta normalmente, e più rilassata, dopo aver preso un gelato e scherzato nel salotto della sua casa. Sono accompagnati da una coppia della Navarra che stava trascorrendo le vacanze in Sicilia e venne ad incontrare Eugenio e la famiglia.

Questa coppia di Navarra, il marito si chiama Efren, e Eugenio gli disse:

+ Un nome molto particolare e insolito il tuo.
Non capisco come i tuoi genitori siano riusciti a indossarlo a te, ma mi ricorda molto Kefrén, che è un nome tipico degli antichi egizi. Come la piramide di Kefrén che porta il tuo nome.
Non solo il tuo nome mi ha chiamata la attenzione ma l’aspetto della tua faccia, mi ricordi dei primi egizi.

Parliamo molto, queste sono alcune delle domande.

• Eugenio, vorrei capire meglio il fatto che ho sentito che mangiando i visceri degli animali, si dice che il loro karma è assimilato.

+ No, il karma degli animali non è assimilato, perché gli animali non hanno il karma come è inteso.
Il fatto di non mangiare i visceri è una questione di salute, perché tutti i visceri sono organi che filtrano, agiscono come un filtro organico e quindi accumulano molte impurità, come il fegato, la vescica, l'intestino e altri, che hanno la funzione di purificare fisicamente il corpo e mantenerlo in uno stato ottimale.
Per questo motivo i visceri non dovrebbero mai essere mangiati, perché sono sempre più carichi di sporcizia. Il più controproducente e dannoso sono le salsicce che sono fatte.

• Eugenio, ieri hai parlato di buchi neri. Puoi dirci di più su di loro? Che cosa funzionano veramente hanno nell’Economia del Cosmo?

+ Bene, è sufficiente sapere che è un riassorbimento delle energie cosmiche.

• Cosa puoi dirci della foto sulla cassetta musicale di Sangri-Lah che si vede dietro alle tue spalle un volto come se fosse te stesso ma con gli occhi chiusi ?

+ Bene vi spiego.
Eugenio quando il Mutante deve operare, lascia il corpo e fluttua attorno al corpo fino a quando il Mutante finisce di operare, finisce di lavorare. Poi Eugenio ritorna di nuovo e controlla completamente il suo strumento fisico, il suo corpo.
Quando Eugenio esce, orbita, si immerge completamente nel Piano Spirituale.

• Come vedi la situazione attuale, Eugenio?

+ L'uomo sembra non avere più salvezza.
È completamente perso e non rimane altro da fare che aspettare l'auto-eliminazione. È inevitabile
Satana stesso ha lasciato il pianeta perché invece di tentare Satana all'uomo, è lo stesso uomo che tenta Satana. Perché Satana, tentando l’uomo, non fa altro che obbedire a Dio, ma l'uomo non ubbidisce nemmeno a Dio, né lo considera nemmeno.

• Eugenio, sono molto preoccupato per il problema dei giovani con la droga. Mi spezza davvero il cuore quando li vedo o leggo le notizie. Puoi dirmi qualcosa che posso fare per aiutarli e farli uscire dall'inferno?

+ Guarda, ascolta una cosa.
Questo non è il tuo compito.
Tu non hai i mezzi necessari o l'organizzazione per occupare te stesso, non hai le possibilità che ciò che io potrebbe dirti, potere portarlo a alla pratica. Conmunque tu devi essere tranquillo. Eh?
Questo è un compito, è un compito della società. Tu rimani calmo.

• Eugenio, nelle conferenze che facciamo, cosa ci consigli in particolare?

+ Guarda questo è molto importante.
I concetti che ci danno i Fratelli dello Spazio non devono essere cambiati. Questo è fondamentale.

Io non ho mai cambiato un loro concetto e vi consiglio quando vi viene chiesto un argomento specifico che leggi nella sua interezza e semplicemente i Messaggi come una risposta, perché in realtà sono Loro che parlano.
Solo in questo modo si può evitare la confusione e l'interpretazione errata di concetti spirituali.
Come è successo ieri e che il Sole è stato definito come "pianeta freddo".
Io, mai, non mi sono mai permesso di modificare un concetto espresso dai Fratelli. Questo non deve essere fatto.

Bisogna essere molto attenti perché è in questo modo così sottile che il male, che Satana confonde, facendo vedere ciò che non è veramente.
Pertanto è importante leggere i Comunicati per dare una misura esatta di ciò che è.
Chi è pronto a capire, capirà.

Poi consiglio di sottolineare bene, quando dite qualcosa da parte vostra. In altre parole, lasciare chiaro  che questa è la tua opinione particolare.
Solo in questo modo si può evitare la confusione e l'intervento delle frequenze negative.
Dovete stare molto attenti perché il futuro della Spagna può essere piuttosto brutto. Dovete tornare presto nei vostri luoghi di origine e stare molto attenti.
Potrebbe esserci un colpo di stato o una guerra civile. Sarà certamente un rimprovero, una punizione.

Dovete anche sapere che le prove che stanno ora accadendo, che stiamo attraversando tutti, sono "rose" in confronto a quello che dovrà essere affrontato nei prossimi tempi.
Quando i "cardi" arriveranno ...

Dovete essere molto attenti perché molti fratelli, in momenti critici, in periodi determinanti potranno deviare o perdersi.
Vedrete “muraglie”crollare.

• Eugenio vorrebbe dirti un particolare sogno che ho avuto la scorsa notte con te. Sono un po' imbarazzato a dirtelo ma te lo dirò. Penso di sapere di cosa si tratta, ma voglio parlartene anche se è un po 'imbarazzante per me. Rsiulta che ho sognato che eri malato e .....

Miguela-. E infatti la notte scorsa Eugenio ha avuto uno scoppio di infarto miocardico. Tuttavia, i dottori che l'hanno guardato e studiato, hanno detto che il cuore sta bene, che per l'età che ha, il cuore sta bene.

E-. Ovviamente se devo andarmene, non importa se ho una malattia cardiaca o meno. Quello che sarà, sarà.

• Bene, risulta che ho sognavo che eri malato e che dopo esserti alzato ti avvicini a me e mi baci intensamente sulla bocca. Allora io mi sono svegliato. Cosa significa esattamente?

+ Significa la trasmissione della Conoscenza.
Ti ho dato una parte di me nell'Astrale.
Devi proteggerlo bene.

• Eugenio, sapendo ciò che sappiamo di te, in tutti i sensi. Cosa possiamo fare per aiutarti?

+ AUTOREALIZZARVI.
Autorealizzarvi sempre di più.
A me rimane, forse, poco da fare.
Ma non preoccuparvi perché se me ne vado, dopo tornerò. (In Spírito).

Ho scritto questo in modo che potete portarlo in Spagna e pubblicarlo per tutti:

Junio 1985.

In questo modo, dopo aver parlato alcune altre cose, e mantenendo i testi che ci aveva affidato per consegnare ai fratelli, ci siamo salutati senza volerlo. Gli obblighi ci hanno richiesto e il tempo, per ora, era finito. Il  viaggio finì.
Siamo tornati in Spagna, tre giorni consecutivi in macchina, abbiamo fatto a turno guidando, mentre uno dormiva o riposava l'altro guidava. Un'esperienza estenuante ma molto bella, soprattutto a livello fraternale perchè avevamo tempo abbastanza per parlare di tutto quello che ci è successo durante il viaggio. Tante e tante altre cose belle come quando troviamo mentre eramo in macchina, di notte, una statua della Vergine noi quattro, Damaso, Ana, Gloria e io.

Una volta arrivati a Madrid, io andai a casa dei miei genitori, a Vellisca. L'estate stava per arrivare.
Alcuni mesi dopo aver visitati per seconda volta Eugenio e Miguela, y di continuare a mantenere una corrispondenza regolare e fruttuosa soprattutto attraverso Miguela, la sua eterna compagna di Cammino, dopo lo estate, "qualcosa di inaspettato" mi succede mentre sono nella mia stanza, a Vellisca, scrivendo testi di Eugenio, e fare correzioni perché avevo già iniziato a tradurre in spagnolo i nastri audio registrati con domande e risposte di Eugenio pieni di Saggezza e Sapienza che non erano di questo mondo.
Ero nella mia stanza a fare tutto questo, quando improvvisamente sentii una voce nella mia testa: "Qualcuno", mi parlò e si presentò a me, con un nome indelebile che rimane nel mio Spirito e che non rivelerò, e che ho chiamato sotto il Suo consiglio: "Delhoal" (Y). Un Nome che rispetto con zelo, e che sempre più mi ha aiutato, consigliato, rimproverato, (a volte con severità), e mi ha permesso di fare cose che non avrei mai potuto immaginare.
Al momento di sentire questa Voce nel mio cervello, ero completamente scioccato dall'impressione di una felicità spirituale così forte e in quel momento così spaventosamente felice che non saprei come esprimerla. 
Posso solo dire che da allora in poi, mi sono trovato più felice e più contento che mai, anche se completamente sorpreso e pensando che potrebbe essere me stesso, la mia testa che parlava, come se fosse stando impazzendo, il quale aumentó grandemente il mio senso individuale di RESPONSABILITÀ, perché in realtà ho sentito chiaramente come al di  fuori di me, anche se "nella mia testa", quella Voce nel silenzio del mio cuore mi parlò.
Come mi ha anche parlato sull'astronave che comanda e che si chiama "ES", (ESQUILO-ESCHILO) e che per evitare confusioni e malintesi con l'abbreviazione "ES" mi è stato detto di definirlo come "Squilo", cioè, il nome in spagnolo (ESQUILO), ma senza la "E" all’inizio.(Questo nome è stato anche insultato dal Demone Umano terreno che mi perseguita).

LUI, questo Angelo del Padre, mi ha chiesto discrezione e silenzio fino al giorno in cui Lui stesso mi dicesse di un altro modo. Un Nome, al quale io, come sono sempre stato, ho chiesto umilmente le prove della sua presenza reale e dell'intervento positivo e creativo, e all'interno dell'Eterna Legge di Dio. Tutto questo per chiarire quella sensazione di stare "impazzendo" e per evitare di non riuscire a capire cosa mi fosse realmente accaduta.
Sempre con una pace interiore che non posso esprimere, non mi sono rivolto a LUI senza un timoroso rispetto, ma con fiducia e con immensa felicità piena di devozione. Quello noto come il necessario "Timore di Dio" non mi ha mai mancato, né mi manca.
Egli da allora ha voluto onorarmi concedendo, non tutte, ma numerose prove a riguardo.

Facendo un salto nel tempo.
Nell’anno 1988, qualcosa che solo pochi miei fratelli e sorelle sanno è una "strana lettera-postale" che Eugenio mi ha rivolto espressamente e che conteneva "qualcosa" che mi ha rivelato che Eugenio sapeva già cosa stava accadendo nella mia vita, anche se non ho mai raccontato niente a lui o a Miguela, né a nessuno dei miei fratelli e sorelle nella Verità. Era “qualcosa” di breve, ma rivelatrice.
Mi disse, o meglio detto, mi scrisse "Qualcosa" che riservo come un tesoro luminoso e che ho solo parlato con coloro che sanno che la Luce dello Spirito è colei che domina la materia. Non posso dire di più.

Sicuramente alcuni e alcuni di questi che conoscono questo scritto di Eugenio leggeranno queste righe e sono testimoni che ciò che dico è vero.
Con questo che dico non pretendo di creare "mistero", ma semplicemente di non gettare perle su "certi maiali".

Nonostante tutto, ho sempre chiesto prove, evidenze, ho sempre chiesto con fiducia, rispetto e umiltà verso quell'Intelligenza che ha deciso di concedermi l'immeritato dono di parlare con me con la Sua Voce Silenziosa; Alcune di queste evidenze erano per me personalmente, altri anche per tutti coloro che desiderano vederli.

Molte li ho mandati in modo che conoscessero Eugenio e Miguela, solo perché li conoscessero semplicemente. Li ho anche condivisi con molti fratelli e sorelle che mi hanno conosciuto e che mi conoscono ancora.

Ora, permettetemi se faccio un salto nel tempo, per concludere prima, perché sarebbe molto lungo completare questo lungo viaggio degli anni. Forse, col tempo, completerò a poco a poco, il periodo tra il 1985, fino all'anno che ora parlo.

Siamo già nel 2005, la Sua "voce" sempre da quel giorno del 1985, ha risuonato dentro di me, ma ho tenuto il silenzio, la discrezione su di esso, perché Egli lo ha voluto e mi ha chiesto, fino al giorno in cui mi ha dato consentire di poter dire e parlare apertamente (anno 2005); Ricordo che in quest'anno una delle ultime lettere che ho inviato a Eugenio dicevo così:

Tarancón, 15 maggio 2005
Caro Eugenio:

Sapendo che, senza alcun dubbio, questo sistema è destinato a perire, arriva a me il tenero ricordo del nostro precedente e breve incontro, dove non mancava "quel cibo" che solo qualcuno come te sa donare. (Ci eravamo incontrati per l'ultima volta nel 2002).

Il tuo ricordo accompagnerà sempre eternamente la nostra breve esistenza attuale e, con piena sicurezza, tutte quelle che il Padre ci conceda.
Come ben sai, il tempo è solo apparenza, è volatile, e non ho dimenticato il giorno in cui festeggi il tuo onomastico, ma il tempo è anche "capriccioso" ed è stato oggi, (forse perché dovrebbe essere così) quando ti faccio questa spedizione semplice e simbolica, nonostante l'abbia preparata per più di 55 giorni.

Sei sempre nei miei pensieri; come luce inestinguibile della Pura Verità e ti ringrazio per tutti i consigli di Vita e di Verità che ci dai per il nostro miglioramento interiore.

Chiedo al Creatore che essi servano come Luce e Faro per le generazioni future, che sono i "nostri" figli, e che tanto bisogno hanno di Luce e Verità, in una società così oscura, terrificante come questa, piena di mali materiali e spirituali che annegano e uccidono gli  alti valori.
Vuola il Cielo ascoltare la mia supplica per "coloro" che sono nati per far sopravvivere i valori dello Spirito in questa terribile fogna in cui la società umana è diventata.
Resto a vostra disposizione in tutto ciò che io possa essere di supporto e aiuto.
Quello che è certo è che lotterò sempre contro il male. Sebbene la vita umana mi costa in esso.
Vi mando una "goccia divina" di gioia che queste Divine Intelligenze ci danno sempre per la nostra consolazione. Nella Pasqua del 2002 ci hai dato la gioia di poterci vedere di nuovo, spero che questo evidenza della Sua Presenza Eterna nella Pasqua del 2005 sia anche una gioia per tutti voi.
(Nota.- Ho mandato loro un CD con le riprese di una grande sfera luminosa pulsante che scendeva dal cielo in terra).


Ti bacio, profondamente nello Spirito Eugenio, augurando che tempo e spazio, grazie alla Volontà del Padre, ci concedano qualche momento di scambio fraterno.
Tuo sempre in Cristo, Antonio.
Ho anche scritto una lettera per tutta la famiglia che rispetto ed amo.
Queste sono alcune immagini delle riprese di questa Astronave, che ho inviato a lui.



Più tardi, alla fine di quest'anno, quando vivevo a Tarancón, il 21.11.2005, questo Angelo del Padre dettò a me un testo da inviare a Eugenio, rimasi colpito da ciò che disse nel testo.

È stato davvero un test forte per me dovere inviare questo testo a Eugenio e devo ammettere che fino a quando l'ho fatto ho dovuto fare un grande esercizio di discernimento e di lotta interiore; Nella mia testa c'era solo questa grande responsabilità, i mesi passavano, e solo io so che cosa ho dovuto superare internamente, finché nell'aprile dell'anno successivo del 2006, determinato fermamente e con timore allo stesso tempo, ho umilmente chiesto: "Fratello del Cielo ( Y ) ho bisogno di una prova chiara. Ti prego di ascoltare la mia richiesta perché ho completamente bisogno di sapere. Se non avesse questa prova, avrò capito che NON DEVO inviarlo".

Devo chiarire che LUI, "Delhoal" ( Y ), non mi ha mai obbligato a nulla, mi ha sempre lasciato la completa libertà di determinare, di decisione, anche se io mi svagliavo. Mi ha insegnato che era mia responsabilità riparare l'errore.

In questo caso, io avevo bisogno di una prova chiara e inequivocabile che dovevo fare la spedizione, perché non riuscivo a togliermelo dalla testa. Era un testo molto significativo, molto importante, solo per Eugenio, e per me rappresentava una grande responsabilità.

La risposta fu immediata nello stesso momento in cui ero seduto al computer e ho parlato Lui così. È stato chiaro e preciso ciò che ho sentito: "Esci sul balcone e fai tre foto".
Senza esitazione, sono andato sul balcone di casa mia e ho fatto tre foto, né di piú né di meno, che sono quelle che mostro qui. Il sole cadeva attraverso l'orizzonte dietro una nuvola.

Al momento di farlo non ho visto nulla, tranne la nuvola che nascondeva il sole, ma dopo averle fatte, le ho scaricate immediatamente sul computer, e poi ho avuto conferma della serietà di ciò che dovevo inviare.
Dovevo mandarlo a lui.

E così fece. 
Il testo che li ho mandato, lo riservo completamente.
Posso solo dire che è stato ed è il più bello, dolce e fraterno, oltre che rivelatore testo che potrei inviare al mio caro Eugenio.

Dopo questa dura prova da superare per me (ognuno ha il suo), la fluidità e la frequenza dell'ascolto della Voce Silenziosa del mio Grande Fratello del Cosmo, chiaramente parlando dentro di me, aumentò, parlandomi di cose che possono essere incredibili per la stragrande maggioranza, possono sembrare per altrui fantasia o immaginazioni, ma che io trascrivo con la massima fedeltà e dedizione, sapendo che io, Antonio Pastore L., sono solo e unicamente un trasmettitore e nient'altro.

Mi ha parlato di Plutone civiltà che lo abita, mi ha parlato e mi ha spiegato il suo ruolo nell'Economia del Sistema Solare, a parte di spiegare in dettaglio come lo scambio dinamico tra comete e Soli, spandendo concetti che non ero in grado di pensare mai. Soprattutto il senso Spirituale dei suoi discorsi si riflette chiaramente nei testi che ho trascritto, e la loro natura di consulenza e di avvertimento è evidente e non c’è bisogno da parte mia chiarire nulla.
Egli si è degnato di spiegare, e con estrema umiltà io l'ho ringraziato, circa l'inizio del Cosmo e le diverse transizioni evolutive Macrocosmiche spiegando me il NESSO indissolubile di unione che unisce tutto in questo Infinito Meraviglioso.
Concetti e nozioni impensabili per me, che completano il concetto della Partenza e Ritorno al Creatore, che completa in modo impensabile che cosa significhi ESSERE ETERNI e ESSERE INFINITO.
Terra, Pianeti, Galassie, Quasar, Sistemi Solari, Esseri Intelligenti Macrocosmici che contengono Esseri Intelligenti Microcosmici e la Vera Funzione che svolgono nella Destinazione e l'Origine del Tutto: LO SPIRITO.

Con sublime pazienza, mi ha insegnato prima di tutto a dare sinceramente agli altri ciò che sentivo onestamente nel dare o nel dire. Rispettare soprattutto l'opinione del prossimo, qualunque esso sia, senza nuocere a nessuno.

E sempre più spesso mi ha fatto scoprire la Vera e Regale "personalità" dello Stendardo della Verità Solare, cioè di quello che si chiama Eugenio Siragusa.

Per oggi, non posso, né devo aggiungere altro, ma vi assicuro che Colui che mi ha parlato e si degna ancora di parlarmi, è un buon amico del genere umano e soprattutto di "una parte" del genere apparentemente umano.

Lui, questo Angelo del Dio-Signore-Dio, è stato colui che mi ha messo sul Sentiero dell'Eterna Insegna Solare, solo ora lo comprendo pienamente.
Io, umilmente ma consapevolmente, mi sono offerto sapendo della Giusta Legge del Padre, di essere suo amico e di considerarlo come mi è stato insegnato da Lui, Mio Fratello Maggiore del Cosmo.

Fino a qui, quello che ho dovuto scrivere. Più non posso e né devo, per ora, farlo.
Vi voglio tanto bene a tutti, amo tanto tutti, perché so quanto soffrite in questo mondo ingiusto. C'è poco, molto poco che posso darvi e molta è la consolazione fraterna che nasce in me per voi anche se risulta essere molto piccola, ma lo faccio con tutta la forza del mio luminoso cuore che batte di felicità sperando che, tutto, completamente tutto, mute e che la Luce che è stata respinta dalla superficie della Terra, ritorni con tutta la Potenza e la Gloria del Padre Glorioso ed Eterno.

Voi, amici-fratelli e amiche-sorelle, sarete, se vi predisponete ad esso, gli Scopritori della vostra Autentica Essenza con l'aiuto del Padre; Così vi scoprirete Voi Stessi,  nel riconoscimento del Creatore.

Vostro amico, fratello e compagno di viaggio.
Antonio Pastor L.
Tarancón, .....ore il 2 gennaio 2009-.

 Dice uno ad altro:

-. "Non è certamente facile navigare."

E l’altro rispose:

-. "Ma tu hai il timone?"

Quello era pensieroso e poi disse:

-. "Mi farò un Timone  Saldo e indistruttibile, e quando l'avrò raggiunto, renderò grazie a Mio Padre e con il Suo Permesso, lo condividerò con tutti gli altri".

(Parte della storia "I navigatori dell'Eterno".
Dai "miei" ricordi.
A.p.L.









Reflexionando me doy cuenta que.....



Me gusta vivir la vida con Paz en el alma, y solidez en el corazón.

Viéndola pasar observo como es ella misma, LA VIDA, la que pone las cosas, las personas, las situaciones, .....todo, ante cada uno para que aprendamos con armonía en el corazón y equilibrio en nuestras mentes.



De esta manera, todos los días, me doy cuenta que estoy solo de paso, ...aprendiendo, asimilando, modulando según mi concepción...



Y me doy cuenta que al tiempo que se me donó el billete de "llegada", ya tengo...el de "salida".



.......Entonces de nuevo agarraré mi "maleta", llena de emociones, sentimientos, sensaciones, y en ella reposarán mis recuerdos,... recuerdos en los que estaréis siempre... vosotros, a los que he tenido el honor de conocer.



Quisiera añadir esto:

Que sea claro, de una vez y para siempre, para las VIBORAS DE UN CIERTO TIPO DE VENENO, DISFRAZADAS DE PAJARILLOS, que yo jamás he dicho de ser un contactado o un contactista, y no quiero ser definido o llamado así.
Y NADIE de los que han hablado conmigo y me han conocido, en profundidad o no, ha escuchado jamás que yo haya dicho una cosa del género. Ellos son testigos de esto.

Yo siempre he dicho solo que, he visto claro que el Tempo del Padre Mio està dentro de mi, y que solo dentro de mi encontrarè la humildad para conocer mi nulidad, y siempre serà Su Fuerza a volverme más libre.

El Mal, los Daños, los Sufrimientos que me son hechos y donados, los acepto todos porque sé que el Padre quiere la CUALIDAD, y solo la CUALIDAD ADVIENE A TRAVÉS DEL LIMPIO SUFRIMIENTO HUMILDE, y no a través de los meritos que concede esta sociedad, con la ayuda del Principe de este Mundo, que controla toda organización umana.

Estos Males, Daños, Sufrimientos solo me producen y siempre me han producido un profundo sentido de Pena,.... por aquellos, que queriéndolo se han vuelto vehiculos de la negatividad y del odio visceral, y que haciéndome el Mal, no se dan cuenta que me hacen
Bien.

Un fraterno saludo para todos aquellos, que saben bien como soy, los demás, sinceramente, hagan sus caminos, porque también deben hallar la belleza que el Templo del Padre transporta dentro de ellos.

Muchos amigos y amigas, me han preguntado sobre mi.
Alguno me ha preguntado:

-. Antonio, me hubiese gustado conocer a Eugenio, pero creo que cuando el vino a Perú yo tenia como 5 o 7 años ¿usted como conoció a Eugenio Siragusa? ¿Cómo fue su comienzo en esta gran verdad? Se sabe poco sobre ti, y seguramente ayudaría saber cómo fue su experiencia. Me gustaría saber un poco más porque los textos que escribe son muy interesantes. ¿Usted los ha visto?
A.M.

He contestado:


Querido A., yo doy gracias a Dios por haberlo conocido, piensa que yo tenía la edad que tu tienes ahora  ¿sabes? cuando lo conocí. ¡¡Ahora ya tengo 53 añazos !!
Sí los he visto y fotografiado, pero eso poco importa. Ellos se presentan cuando el Alma que desean encontrar está completamente dentro de las Normas Universales.
Si no es así, no lo hacen.

El “contacto” es algo muy delicado, no es como piensa la gente, es algo más Espiritual, es difícil de explicarlo, pero es más un SENTIMIENTO DE CONCIENCIA que un contacto puramente visual.


-. Antonio muchas gracias por esta platica, mi espíritu se siente feliz de haberlo hecho, realmente como si hablara con un amigo de años sin conocerlo.
A.M.

* Figúrate amigo, no tienes porque dármelas. ¿ok? Yo te agradezco tu sinceridad y te ruego de todo corazón, que estés siempre atento y superes tus dudas sobre todo lo que hemos hablado. ¿ok? Siempre que lo necesites sabes que estoy aquí dentro de las normas.
Las almas se reconocen, y la espontaneidad de tus expresiones me indica que posiblemente nos hayamos conocido en otras vidas. Ten un buen resto del día A., que Dios te Bendiga.
Antonio Pastor L. (2014).


A todos los demás, ellos y  ellas, siempre he contestado lo mismo.
En alguna ocasión he dicho:

Mi experiencia es muy similar a las vuestras. El interés por el tema de los Seres de otros Mundos, pienso que es inherente al ser humano. Es cierto que luego los aspectos, los detalles, pueden variar de unos a otros, pero eso forma parte del “equipaje personal” de cada uno, porque cada uno percibe La Verdad de distinto modo. Lo importante es siempre conservar la integridad de la esencia de la verdad.
En ese sentido, en el Esencial, pienso que todas las experiencias se asemejan. Luego con el tiempo, unas se vuelven más intensas que otras, dependiendo de cada uno de nosotros, pero esencialmente, creo que todas tienen el mismo origen de comienzo.

Muchos no saben que yo, desde mis comienzos, rechazaba y no creía en los “contactados”. De joven siempre pensé que eran personas que se aprovechaban de los demás, porque vendían sus libros, sus artículos, sus reuniones,... En cierto modo no estaba muy equivocado. Pero mi fe y mi creencia en la Vida en otros Mundos inteligente y que nos visitaban siempre fue la misma, sólida, no he tenido nunca dudas de esta Realidad Actual de nuestros tiempos y de todos los tiempos, pero más en éstos que nos toca vivir.
Sería muy largo de comentar todo, pero desde que conocí a Eugenio, realmente mi vida cambió. Yo al principio no creía pero con el tiempo, y gracias a Dios, entendí que “no todo en el monte es orégano” y que hay que saber bien diferenciar lo sencillamente auténtico de lo manipuladamente falso.

Lo conocí personalmente en 1982, y desde entonces siempre he leído con gran devoción e interés lo que estos Maravillosos y Celestiales Seres han comunicado a través de él.
Sobre mi experiencia personal querido amigo, es algo tan personal que podría decirse que, en cierto modo, solo me sirve a mi, pero no descarto el hecho que pueda servir a los demás si así lo desean. Te comentaré que mi experiencia personal comenzó en el lejano 1985, no fue fácil, pero gracias a un poder que los hombres no podemos comprender dura hasta hoy, gracias al Padre. Como siempre dijo Eugenio: “No importa el mensajero, importa el Mensaje”.
Aunque reconozco que conocer al mensajero, ayuda a comprender mejor el Mensaje, que es lo principal.

Quizá, algún día explique un poco más de cómo comencé, pero por ahora creo que no es necesario. Disculpa si esto te decepciona, pero por ahora debe ser así.
Tu amigo,
Antonio.
2010
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Bueno pues hoy creo que es el día apropiado para explicar un poco más. Este texto lo escribí en el 2.008  y ahora comprendo el porqué lo escribí. Realmente lo hice un poco recordando y haciendo un repaso de todo aquello importante que me llevó hasta ese día. Pero en esta ocasión es solo parte de todo lo que escribí, porque sería, como os podéis imaginar extensísimo.
Creo que os dará una idea un poco más clara, pero os recuerdo lo que siempre ha dicho Eugenio y el Maestro Cristo: “EL MAESTRO ESTÁ DENTRO DE VOSOTROS Y EL TEMPLO DEL PADRE TAMBIÉN. NO IMPORTA EL MENSAJERO, SINO EL MENSAJE”.

Estoy convencido de que comprenderéis la grandeza de éstas sus palabras.
Un saludo y mis bendiciones para todos.
Antonio.
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 Fui engendrado en agosto del 1961, cuando la Virgen María se aparecía en Garabandal aquí en España, vine al mundo en 1962. El día 6 del mes de mayo.


Mis progenitores, humildes, poco pudientes al no tener coche, en aquella época, debieron llamar a un “taxi”,    -que era un señor de la localidad de Huete que teniendo uno de los pocos coches que circulaban, llevaba a la gente a los lugares que le decían-,  para acudir al Hospital de Cuenca, que estaba a unos 65 kilómetros del pueblo, Vellisca.

Según me han contado mis padres, de camino mi madre se puso de parto, y tuvieron que parar para poder dar a luz en condiciones mejores, entre los pueblos de Horcajada y Naharros; bien, pues entonces dentro del taxi nací, y mi padre me cortó el cordón umbilical con una pequeña navaja que llevaba consigo, y que con cariño inmenso conservo.


Los amigos de mi padre, me llamaron simpáticamente
por lo extraño del nacimiento, “el rey de la carretera” y “Machaquito”; incluso de bebé, mi caso fue expuesto en la radio nacional de España, por el ginecólogo de mi madre, amigo de mis padres, como ejemplo de cómo actuar en un caso similar.
Jocosamente, cuando de niño, mi padre y yo nos encontrábamos con el señor taxista, (tenía también un negocio de piezas de recambio de coches) recuerdo que siempre me decía la misma cosa: ¿chaval, todavía me debes pagar la tapicería del coche?....”.

Mi niñez, la recuerdo bien.
Lo siento por la mayoría de los familiares que, aún hoy, viven en Vellisca en donde, regularmente he habitado, pero debo de decir que mi niñez no fue tan agradable, ni tan feliz, en el sentido de tener amigos medianamente sinceros, auténticos, normalmente buenos.
Hoy, penosamente, debo de decir que todo sigue así y soy consciente de que no soy el único, pero gracias a Dios siempre he disfrutado de Fuerza y Dignidad para soportarlo, y ayudar a otros a soportar la ingratitud y desprecio de los prójimos. Con resignación forzada y aislamiento voluntario, aprendí desde muy pequeño, a superar todo aquello que daña el alma del hombre, y a luchar contra aquello que intenta apagar la luz de la esperanza y del espíritu que en todo ser humano reside, creyendo que el mundo puede ser mucho mejor de lo que toca vivir.

Extrañamente para mi, fui aceptado y al tiempo acepté a aquellos que eran más jóvenes que yo, y a aquellos que eran mayores que yo. De mis coetáneos no obtuve lo que entre ellos disfrutaban: COMPRENSIÓN, TOLERANCIA y AMISTAD, pero como hoy día mi hijo Eugenio dice: “ES LO QUE TOCA PADRE. LA VIDA ES DURA.”

Cuando me refiero a la diferencia de edad, hablo de 7 años hacia arriba, o hacia abajo.
Mi infancia pues, creció con la sincera y espontánea virtud de los juegos de mis amigos niños. Con 14 años, mi mejor amigo, Luís Antonio, era casi un bebé, su mamá María y su papá Cruz son testigos de ello, y mis progenitores también. El resto del tiempo, siempre era un chico solitario que disfrutaba de su soledad removiendo piedras de los caminos, para encontrar bichejos, y animalillos de los que extraía muchos conocimientos de comportamientos, que por la ausencia de amigos, aprendí de esta manera.

Cierto es que mis coetáneos muchas veces, cuando era crío contaban conmigo, pero recuerdo muy pocas veces que no fuera para burlarse de mí, me consideraban el “tonto del pueblo”, el “extraño”, “el loco del pueblo”, (cosa que hoy, al igual que antaño ya está perdonada, por mi). Sólo cuando cumplí los 14 años, el Señor quiso que se me fuera aceptando gradualmente. Hasta entonces, yo para algunos coetáneos era el “loco del pueblo” por las frecuentes revisiones médicas que, mis progenitores, Sixto y Paz se preocupaban de hacerme, para evitar que yo tuviera un final, como el que tuvo mi hermano Antonio, con el cual nunca conviví, por no haber nacido todavía.
Él murió por un tumor cerebral incurable en aquella época.

Mi infancia, desde que tengo uso de razón, en sus momentos más bajos de ánimo y tristes por lo que me tocaba vivir (hoy lo entiendo) en numerosas ocasiones me “encerraba” en mi habitación y charlaba unilateralmente con mi hermano, que yo sabia que tenía en el cielo. La mayor parte de las “conversaciones” las finalizaba de la misma manera: “TE CAMBIO EL SITIO, ¿VALE?”.

De todas maneras, una personal y potente felicidad me inundaba a pesar del sufrimiento puramente social-material, porque me sentía “poseedor” de una cualidad, de una fuerza, y de una férrea voluntad de superación alimentada por mi profunda y sólida creencia de que desde lo alto, ALGUNO (DIOS) estaba constantemente viendo todo lo que aquí abajo, en la Tierra, sucedía.

Hoy día, (con 46 años), esta forma de pensar no es una creencia, sino una real constatación de la existencia, y actuación del Creador en Sus Criaturas.
Esta intervención, no es comprendida, ni tan siquiera por aquellos que dicen de creer en Él y aquellos que dicen de servirlo, y obedecerlo. Por lo tanto, digo como mi maestro en el espíritu me enseño: “LA VIDA ES UNA SONRISA, Y UNA LÁGRIMA”.

Con respecto a mi creencia en la vida de otros Seres no-terrestres, mis amigos, y mis coetáneos son testigos de mi abierto y sincero interés sobre ello. Desde muy joven (7, 8, 9 años) me gustaba recortar aquellos artículos que hablaban de este tema, tan misterioso para un niño tan joven como yo.
Siempre que por la noche salía, mi mirada siempre escrutaba con una esperanza manifiesta, los cielos, para lograr ver LAS LUCES en las que ellos viajaban. Los OVNIS de los que tanto se escuchaba hablar.

Recuerdo bien como me “pegué” a la silla cuando echaron EL PRIMER ALUNIZAJE DEL HOMBRE EN LA LUNA, el alunizaje del apollo 11. Y recuerdo lo corto que me resultó.
En realidad lo que más llamaba mi sentimiento real se dirigía a ese “otro mundo” en donde iban aquellos que se “marchaban” después de “morir”.

Lo cierto es que, comenzando a conocer la religión la historia del Maestro en los primeros cursos escolares, me impactó la personalidad del Maestro CristoJesús y los textos de los evangelios, que, secretamente por una ingenua vergüenza leía a escondidas.
Ser monaguillo en las misas, me encantaba, por estar al lado de esa mesa de piedra que llegaba hasta mi frente, y por tocar la campanillas en el momento de la elevación de la Sagrada forma. La celebración de la Misa siempre capturó mi atención por el misterioso “ritual” que se realizaba, hasta el punto que siendo tan pequeño, yo le decía a mi mamá a menudo, “me gustaría ser sacerdote”.

Este “envolvimiento” era tal con 9 años, misteriosamente -porque no puedo definirla de otra manera-, llegó a mis manos un Misal, (librito en el que se explica cómo se celebra la Misa) no recuerdo de qué manera llegó, solo lo encontré en mi casa. Lo leí lentamente, y su lectura llenó mi infantil corazón hasta el punto que, una tarde, cuando mis padres estaban ocupados en atender el negocio (una taberna de pueblo), me subí al salón del primer piso, con un poco de vino y de pan de la panadería de mi pueblo, eché el cerrojo de la puerta y celebré devotamente la misa, una misa particular, entre susurros para que no me oyeran, y en soledad.
Después de esto de igual modo que lo encontré sin recordar cómo, lo perdí sin recordar cómo lo perdí.

Este es un recuerdo intenso que siempre me acompañará, como un reconocimiento a Cristo en Jesús, y todo aquello que dejó dicho.

Mientras, mi vida infantil seguía su curso, con las pesadas “pruebas” de la soledad y la incomprensión mayoritaria (que todos más o menos hemos tenido que pasar), y que forjarían mi carácter con respecto al esquema social de la masa humana, por otro lado, sentía que mi real conexión y mi verdadero consuelo, me llegaban cuando hablaba, dirigiéndome a mi hermano que según yo sentía estaba en el cielo y que no conocí, de los problemas y sufrimientos infantiles que me tocaba vivir. Lo echaba de menos, porque, seguramente él, me hubiera defendido de tantas agresiones e insultos. Existía una “conexión” particular que con el paso de los años, cuando ya era adolescente, entendí perfectamente el “porqué” de esta “extraña conexión”. Mi madre fue la que me la reveló luego comentaré más adelante.

Para mí ir a la escuela era uno de los mayores sufrimientos porque no era buen estudiante y me daba cuenta de cómo esto afectaba a mis padres, que no entendían porqué era tan mal estudiante. Además, tenía que convivir y aceptar a mis agresores, que como eran “los cabecillas de grupo”, contaminaban a todo el resto, en contra de mí, y también en contra de algún otro.
Hoy entiendo todo y sé que cuando un ser tiende hacia la libertad, hay “otros” que disfrutan preparando las “cadenas” que se la quitan.

Mi devoción siempre por María, por Jesús, por el Creador siempre crecía cada vez más, hasta el punto de poner en sus manos, con mi pequeña inteligencia infantil, el destino de mis estudios. Recuerdo que con 13 años, escribí una oración para que me ayudaran a aprobar el curso y la deposité en una cuartilla a los pies de una estátua de María en la Iglesia del pueblo.

Ha sido el único curso de todos mis estudios que aprobé completamente a la primera! Y cuando digo el único es precisamente porque ha sido así.

La alegría para mí fue mayúscula este año de 1975, pero lo que más alegría me produjo fue la felicidad de mis padres al saber la noticia.
Entendí entonces que poniendo tesón y fe, se pueden lograr muchas cosas.

Llega el 1976. Mi internamiento, con 14 años más o menos,  en un colegio de curas, Los Salesianos en Cuenca, en el Colegio María Auxiliadora, para poder seguir los estudios que en mi pueblo no podía seguir, me llevó a considerar seriamente lo que en realidad significaba ser cura, sacerdote del señor; la contradicción estaba servida.

Una cosa era lo que hablaban, y otra la que hacían.
De ello, soy testigo, y por ello mi tendencia cambió radicalmente, guardando ese sentimiento profundo de querer ser Sacerdote del Señor, solo para mí.

Una noche regresando del internado, llegué a la estación del mi pueblo, Vellisca, y me encaminé con mi maleta “fin de semana” hacia mi casa.
He de decir que la distancia desde la estación al pueblo, era, y hoy día sigue siendo, de casi 2 kilómetros, y por ello no me cuesta reconocer que aquella noche, que subí solo y a oscuras tuve un miedo natural.
Mis sentidos, estaban completamente alerta a cualquier ruido, o movimiento extraño, y mi tensión era evidente. A medida que ascendía veía las luces de las farolas, y eso me tranquilizaba a pesar de la distancia.
En un momento dado, habiendo llegado ya a la Ermita de San José, (hoy inexistente) mi mirada seguía con menos temor, escrutando los cielos estrellados, cuando de repente, una luz del tamaño de una luna llena y media, cruzó el cielo de sur a norte, impresionándome. No tuve miedo, pero el impacto fue grande al ser testigo, solitario, de aquel potente círculo luminoso llameante que cruzó el cielo en todo su arco visible, dejando tras de sí una larga senda luminosa en el cielo de color verdoso claro brillante.
Impactado por tal visión, llegué a la puerta de mi casa, ya reformada al haber quitado la taberna que tanto trabajo dio a mi madre, y también a mi padre en diferente medida, ya que él se ocupaba en una empresa eléctrica de la supervisión del tendido de postes y averías que surgían con mucha frecuencia.

Bien, como digo, llegué a la puerta, llamé y mientras mi madre Paz abría di otra ojeada hacia la casa de la María y Cruz por si la volvía a ver salir a aquella Luz. En esta espera, llegó el padre de una buena amiga mía, Pili, con su pequeña moto.
Regresaba de su trabajo de pastoreo, era pastor de ovejas, y se detuvo, frente a mi casa, preguntándome:
-. ¡Eh! ¿Has visto esa luz que ha caído por detrás de la casa de la María?

A lo que yo, le contesté:

-. Sí, sí, sí que la he visto. Yo subía de la Estación.

-. ¡¿QUÉ PODRÍA SER ESO?! - me pregunto con mucha sorpresa y preocupación-.

-. Pues no sé..., -le conteste simplemente-.

Y él mismo añadió: “¿NO SERÁ UNA “APARATO” DE ESOS QUE TANTO HABLAN?...

Yo le respondí:

-. Pues la verdad es que tenía todas las pintas de serlo, porque tan grande que era y la velocidad que llevaba era mucha.....

Esta fue la primera vez que vi algo clarísimo, tan claro que ha quedado impreso en mi memoria como si me hubiese pasado ahora mismo.
Nos despedimos, porque mi madre abrió la puerta.
Él se marchó con su moto, y yo entré con mi “fin de semana” (maleta) en casa a contar lo que había ocurrido. Al día siguiente lo conté a mis coetáneos, y comprendí el dicho de que “EN BOCA CERRADA NO ENTRAN MOSCAS”.
A pesar de ello, siempre hablé de todo aquello que, prudentemente, podía hablar.
Mi edad entonces era de unos 15 o 16 años (1975-76). Este hecho acrecentó de manera enorme mi interés en saber más de estos Seres “extraterrestres”.

Al año siguiente, 1977, en el verano, en plenas fiestas de agosto, la Fiesta de San Bartolomé, cuando todos están mirando más hacia abajo que arriba, me encontraba yo con un amigo de la juventud; Jacinto, Jácin para los amigos, cuando estando hablando en la puerta de la casa de mis padres, sin saber porqué los dos levantamos la vista al cielo de la noche, y por así decir, de detrás de la casa de la María y de Cruz (la misma casa que el año anterior se ocultó esa Gran Luz), surgió una esfera luminosa del mismo tamaño de la que he dicho anteriormente pero en el sentido contrario, esto es en dirección norte a sur, cruzó todo el cielo por encima de nosotros y de toda la gente que se encontraba en la plaza, solo nosotros dos la vimos, dejando nuevamente una estela de luz verdosa, y cayendo hacia el horizonte nos dejó boquiabiertos.

Yo, siguiendo, la dirección pensé que había caído por el “Santo”, una vivienda de nuestra familia que se encuentra en la parte alta del pueblo.
Salimos los dos corriendo hacia ese lugar; una vez llegados allí ahogados por la subida, no vimos nada más.
Lo que si se creó fue una “atmósfera” por la sorpresa de lo que vimos y charlamos sobre el tema. Hablamos durante mucho tiempo sobre todo ello, quiénes podrían ser, porqué se veían tantos en los cielos, y porqué los gobiernos y los ejércitos no contaban nada.
Luego nos bajamos a la fiesta del pueblo. Como nadie más lo vio no hablamos mucho del tema con los demás. Eso quedaba como algo “particular” nuestro que en ocasiones hemos rememorado con cierta intensidad.

Mientras, mi interés por todo ello, y sobre todo por la importancia que suponía, crecía en mi interior más y más.
Recuerdo que por este tiempo, no recuerdo exactamente la fecha, ocurrió un hecho que todo los que viven en mi pueblo, Vellisca de la provincia de Cuenca, conocen bien por la sorpresa y el impacto que produjo en la conciencia colectiva de todo el lugar.
Un señor, que vive en Vascongadas, (creo recordar que su nombre es Alfredo), todos los veranos venía a pasar las vacaciones con su familia y sus hijos a este pueblo, porque tienen sus orígenes precisamente aquí. Un día tuvo bajando con el auto por la carretera que lleva a la estación del tren, que está a unos 2 kilómetros de distancia del pueblo, resultó que al poco tiempo llegó a su casa a pie, completamente el rostro desencajado los ojos muy abiertos, como atrapado por un miedo a “algo”, sudando terriblemente y completamente en shock.
Estuvo en este estado durante varias horas sin hablar, sin poder contar a su familia que estaba preocupadísima por el estado en el que regresó dejando el coche parado en la carretera, lo que le había ocurrido. 

Según luego se supo, cuando pudo hablar con su esposa e hijos, contó: “He visto una luz que se acercaba desde el cielo hacia el mi, mientras conducía.
Se hizo enorme en el cielo, todo alrededor se hizo de luz, y se detuvo encima de mi coche, cuando se puso encima entonces de golpe el coche se paró, el motor dejó de funcionar, y yo pasé el mayor terror de mi vida.
Cuando pude reaccionar,  salí del coche muerto de miedo y corrí hasta llegar a casa”.

De ello, en alguna ocasión hablé con su hija Mercedes (Merche), que era de mi edad, pero según lo poco que me dijo, tan solo pudieron conocer lo que les contó, porque su padre nunca quiso hablar de “aquello” puesto que le resultaba  muy incómodo y violento recordarlo y hablar de ello.
Esta es quizá, la historia más conocida por aquí, así como muchas otras ocurridas en esta pequeña localidad de 90 habitantes en el invierno, donde la gran mayoría se gana la vida con la labranza y con el cultivo del trigo y otros cereales.

En este año 1977. En ese tiempo llegó a mis manos un extraño libro que me dejó mi prima María de la Paz, “Maripaz” para todos. He de decir que numerosos habitantes de mi pueblo, han sido testigos de “extraños fenómenos luminosos” en los cielos del pueblo de Vellisca.
Con ello, confirmo, que no soy el único, aunque si es posible que sea el único que se ha interesado realmente por comprenderlo, asumirlo, y siendo cierto, difundirlo a todos aquellos que se han prestado a escucharlo.

Bueno, el libro del cual hablo, se titulaba: “SIRAGUSA, MENSAJERO DE LOS EXTRATERRESTRES”.
Por aquellos días, yo pensaba que los contactados estaban todos locos; o como decíamos entonces: “les faltaba un tornillo”.

Lo que leí en el libro, que hablaba de las 7 vidas de Eugenio Siragusa, lo devoré con “hambre”.
Y leí solo hasta el final de la experiencia de Bahrat, y he pensado, después de leer esta vida:

-.“Entonces quedan todavía seis generaciones más...”, -y dejé de leer en ese punto.

Era evidente, que yo, tan joven como era (15 años), ¡¡¡no comprendí nada!!!

A pesar de que todo lo que estaba leyendo me convencía, no llegué a terminarlo, sacando, o mejor dicho concluyendo que “alguien que vendía su historia no podía ser legal”.
Este era mi error.
Con el tiempo, comprendí, que el libro no lo vendía el Sr. Siragusa. Más adelante aclararé esto.

Este mismo año de 1977, en el último curso  en el internado del colegio de curas donde yo estudiaba, en Cuenca, conocí a un chico de cursos superiores que tenía un pequeño grupo de amigos, que intentaban contactar con estos seres por medio de la meditación y el control mental. Hablaba de “escritura automática” y otras cosas que yo no conocía y que a mí me parecieron siempre cosas extrañas y peligrosas.
A pesar de todo me interesé en hablar con él porque era el único que creía en este tema de los Extraterrestres, y hablando un día me invitó a una reunión que hacía con un grupo de amigos en la casa de un familiar suyo de Cuenca; pero una vez ya en esta primera reunión en, que tuve con ellos fui expulsado, al no entender y extrañarme profundamente de cómo intentaban mediante la escritura automática entrar en contacto con ellos.
La verdad es que el motivo de mi expulsión era las ingenuas bromas que yo realizaba sobre el tema.
Lo cierto es que me parecía un poco ridículo, como de chiste, lo que veía, yo me esperaba otra cosa más seria, y por tanto no podía evitar las risas al escuchar ciertas cosas y de como “ponerse en sintonía”..... En fin, que ante mi actitud, el chico que formó este grupo, me echó de su casa.  Especialmente se sintió incómodo cuando le dije: YO PIENSO QUE SON ELLOS LOS QUE SE PONEN EN CONTACTO CON QUIEN QUIEREN. ES MÁS FÁCIL SI ELLOS ELIGEN, PORQUE SON MÁS EVOLUCIONADOS QUE NOSOTROS.
Algo que siempre he creído.

En este mismo año mi interés sobre la fotografía estaba creciendo; más a nivel artístico que para fotografiar estas luces.
Lo cierto es que siempre pensé que yo nunca podría fotografiar nada de todas estas “extrañezas” de los cielos. Este interés por la fotografía se lo debo, totalmente, a mi hermana Ana, “Anita” para casi todos.
A mí siempre me ha gustado llamarla Ana. Siendo mayor que yo, 11 años más que yo, cuando entré en la edad de la pubertad fue en donde más apoyo encontré, porque siendo ella joven, supo escucharme aconsejarme, y también reñirme a tiempo. Sus primeras fotos de las nubes, de contraluces, y demás, despertaron un interés mío, en la fotografía.

Siempre que he fotografiado el cielo, o la naturaleza, no lo he hecho pensando en sacar algún objeto de estos. De hecho, en alguna de ellas, aún saliendo fotografiadas estas luces, solo me di cuenta después del paso de muchos años. Y en bastantes de las fotos que mi hermana sacó, inesperadamente, después de muchos años me dí cuenta que Ellos estaban como “observadores”, al conservar los negativos pude verificar bien lo que eran “manchas o fallos” de los que no.
Para ser honesto he de decir que esta “afición” por la fotografía nos viene por parte de mi abuelo paterno, Antonio, que ya en su época a principios del 1900 era la novedad popular. Hizo muchas, muchas fotografías de las cuales conservo los negativos y en algunos de estos negativos, se ve claramente  impreso ya en aquellos años, que “algo” estaba presente en los cielos de la Tierra.
El tiempo pasaba, yo siempre recortaba todos los artículos que encontraba en las revistas o periódicos que caían en mis manos, interesado e intrigado sobre estos Seres de otros Mundos, de los que tanto se hablaba y que se decía que no existían que eran solo una alucinación, una locura.

Yo sin embargo tenía completo convencimiento de que eran reales, a pesar de que los que creían en estos tiempos eran considerados un poco locos.
También, recortaba todo aquello que hablaba del Cosmos, del Universo, o de los Planetas. Todo lo que leía sobre los llamados “contactados” era contradictorio, y siempre alarmante, por el enfoque que los periódicos y revistas le daban de ser sectas, o grupos en donde la gente era engañada. En cierto modo coincidía con mi idea sobre el tema.
En los estudios del colegio he de reconocer que nunca fui un alumno de buenas notas, más bien todo lo contrario. Me aburría en las clases y no entendía bien de qué me podía servir todo eso, después en la vida.
Lo que más me gustaba eran las Ciencias Naturales, y Lenguaje.
Como era tan mal estudiante, no logré sacar el Graduado Escolar, o lo que se llamaba la E.G.B. (Educación General Básica). Para no repetir curso, al no haber aprobado para tener el Graduado Escolar, entonces comencé mis estudios de Formación Profesional Técnico Auxiliar Administrativo de Contabilidad(que no terminé).
Después de las vacaciones de verano (1977), fui enviado a Tarancón, a 25 kilómetros de Vellisca, en donde fui hospedado como residente en otro colegio de curas “El Melchor Cano”. Allí, dormía, comía, estaba en alojamiento, y estudiaba en el entonces “Instituto Ruiz Jarabo”, hoy “Gloria Fuertes” si no recuerdo mal.
Todos aquellos que me conocieron, saben de mi actitud hacia los sólidos valores de la amistad, honradez, sinceridad, y también hacia el sacrificio que la humildad impone a la hora de “arreglar” mis errores que han afectado a mi prójimo, y para justo castigo de mi vergüenza.

Poco tiempo antes de las vacaciones de navidad, un buen amigo del colegio, que se llamaba Cristian, “Crist” para los amigos, me dejó “espontáneamente” un libro, su título: “EUGENIO SIRAGUSA, EL ANUNCIADOR”.

Recuerdo, cómo dejé escrito en un breve diario que escribí en 1.977, lo mal que lo pasé al haberlo perdido en el tren que me llevaba a Tarancón, no pudiendo devolvérselo a aquel amigo que me lo había prestado para leer.

“....luego me he bajado a cenar.
Hablando de ayer fue un día desafortunado, un libro que me dejó un compañero, (que habla) de “Siragusa” lo he olvidado en RENFE y no sé si lo habrán recogido o se lo habrá llevado alguien; ¡no sé lo que voy a hacer! Y menuda carrera tuve que darme para buscarlo, para luego perderlo, y estuve con una tos de mala pata”.


Llegó así el nuevo año 1978.De todas formas mi opinión sobre los contactados, seguía siendo muy crítica y muy dura hacia ellos.
Pensaba que ser contactado era “algo muy, muy personal” que no tenía necesidad de divulgarse a nadie y mucho menos sacando dinero o beneficio por ello. Hoy en día (2009), sigo pensando, exactamente igual.

Algo marca interiormente mi trayecto personal, unos años después, en Madrid al continuar mis estudios del 2º grado de F.P Administrativo. Era el año 1980, segunda mitad del año. Era verano.
Siendo joven, como era, no disponía de mi propia economía, y para no añadir gastos, y llevarme regañas de mis sacrificados padres, Sixto y Paz, en lugar de pedir dinero para comprar libros de temas poco comunes como “Ovnis”, “Reencarnación”, “Extraterrestres”, “Vida después de la Vida”,etc..., me acercaba regularmente al “Corte Inglés” que estaba al lado de donde mi hermana vivía, en el barrio de Argüelles, y cada día leía una parte de uno de los libros que llamaban mi atención, sin molestar a las dependientas que lo que querían, lógicamente, era vender.

No tenía otra posibilidad de leer lo que me gustaba y llenaba, máxime cuando yo no era buen estudiante. Una de ellas, comprensiva, me permitía extenderme en mi interés, y por ello la mayor parte de las ocasiones en las que podía leer era en su franja laboral.
Un día en clase de Técnicas de Comunicación, era al principio del curso, en lugar de dar la clase que correspondía la joven profesora, con la que entablé una especial relación de amistad, a causa de los resultados de un test psicológico que realizó a finales del pasado curso con todos los de la clase, cambió el programa y propuso realizar en clase, un coloquio sobre los ovnis. ¿Eran o no eran reales?

Para mí todo iba bien. Todos pudimos hablar, expresarnos, contar nuestras sensaciones, y algunos sus experiencias. Yo conté las mías. Pero al llegar al punto de los contactados, yo critiqué profundamente el abuso y el comercio que se habían montado alrededor de todos ellos. Recuerdo claramente mis palabras de rechazo contra los contactados, y siempre tuve en mi sentimiento que eran unos aprovechados que engañaban a la buena gente, a los ingenuos e ingenuas de buen corazón. Por ello siempre dije que no creía en ninguno de ellos.

Recuerdo incluso que salió entre los diferentes contactados un nombre a colación, muy conocido: Eugenio Siragusa.
Daba igual, para mí equivocadamente era en este tiempo otro aprovechado y otro especulador que solo pretendían engañar a la gente, y quitarles su dinero. 
Fui bastante tosco y rudo en las palabras de rechazo hacia, los que yo consideraba, desde siempre, unos “engaña bobos”.

Ahora pienso que no estaba equivocado en este concreto pensamiento, pero ciertamente estaba completamente equivocado en referencia a Eugenio Siragusa.

Continué viviendo con este “equívoco” pensando así sobre Eugenio y todos los demás contactados, y un día, en el centro comercial popular, “El Corte Inglés”, estaba en la sección de libros, porque como ya he comentado yo no tenía dinero, o sea plata, pasaba las horas leyendo con el permiso de la vendedora amiga en esta sección del centro comercial.

Aquellos libros sobre Eugenio, no los consideraba, por mi “convencimiento” (errado) y entonces viendo los títulos, encuentro un libro titulado “LOS EXTRATERRESTRES Y NUESTRO FUTURO”, de Ángel Franchetto, (yo no sabía quien era este escritor), abro el libro, pero sería justo decir que “el libro se abrió solo” por una página, recuerdo todavía el número, la página 128, y comienzo a leer la que me parece una Carta (era un mensaje) que tenía la fecha del 24 de enero de 1976, escrita en Valverde a las 5 de la mañana:

Estad siempre preparados y atentos.

Los Signos os serán dados en el momento justo. Seréis particularmente sensibilizados y guiados. Seréis vueltos conscientes de moveros en la justa dirección.

Yo, impactado, continúo leyendo hasta el final.

No pronostiquéis; lo que deba suceder sucederá. “Nadie podrá conocer el día y la hora”, pero estar siempre preparados y atentos.
Ha sido dicho: “Vendré como un ladrón en la noche”. Deberíais ya saber el porqué fue dicho.

Lo no salvable no podrá ser salvado. Lo que deberá permanecer permanecerá y lo que deberá sobrevivir sobrevivirá.
A ninguno le será dada la posibilidad de poder decidir contrariamente.

Estad siempre preparados y atentos.
Perseverad y tened Fe.
Los problemas son inminentes y los Signos cercanos a manifestase. Permaneced firmes e la esperanza y predisponeos, desde hoy, a desapegaros de los valores afectivos y posesivos terrenos.

Las Pruebas serán duras para todos aquellos que han sido señalados para ser la Sal y la Levadura de la nueva vida y del nuevo mundo.
Paz.

Adoniesis.
Valverde, 24 enero 1976 hora 5.00

Después de terminar quedé golpeado por este texto y veo un nombre, “ADONIESIS”, y me pregunto, “Quién es este Adoniesis?....”

Continúo leyendo y la siguiente lectura habla de “la Prudencia”,.... permanezco muy, pero muy impresionado por estas lecturas que quería continuar adelante para leerlas, pero era ya mucho tiempo que estaba leyendo en esta “personal biblioteca”, en esta sección y para no perjudicar y comprometer a esta dependienta del centro comercial debía dejar de leer.

Al día siguiente, después del instituto, la primera cosa que he hecho ha sido ir a buscar este libro para continuar leyendo. Lo tomo, lo abro por la primera página y leo, “Ángel Franchetto, Los Extraterrestres y nuestro futuro”,..... Perfecto, paso a la siguiente página y... ¡¡oh sorpresa!!... una presentación del libro escrita por Eugenio Siragusa!!!.....


Como por un “misterio” (que hoy en día reconozco bien) de nuevo Siragusa, por tercera vez, entraba en mi vida, aunque lo que en realidad ya había entrado desde hace muchos años, era una interna motivación por conocer más y mejor sobre estos maravillosos Seres, para mí, de ciencia ficción.

Debo compartir con vosotros que en aquel momento quedé desilusionado,... había encontrado algo importante para leer (Adoniesis), pero nuevamente me encontraba de frente con Eugenio Siragusa, el contactado que “vendía su historia” (según mi gran idea equivocada).

Una nueva controversia me había sido servida.... para poder leer a Adoniesis debía comprar el libro “de Siragusa”,.....como he dicho antes, ya eran ¡tres veces! que él llegaba a mis manos, y con esta última me enfrentaba a un hecho que parecía “encararse” a mi juvenil arrogancia.

Desde hacía mucho ya, yo creía plenamente en Seres de otros Mundos.

Mas bien he de decir que los Seres en los que yo siempre había creído, eran del tipo de aquellos que nos dieran consejos como los que leí el día anterior, de ADONIESIS. Pero para leer a ADONIESIS, tenía que leer también a Siragusa.

Como siempre he pensado, (con distinto nivel de madurez), que la casualidad no existe, me dispuse a afrontar mi “particular prueba”.
Después de meditarlo largamente actué así como sentía y debía, fui al centro comercial, pregunté por su precio, y luego de saberlo me marché, cosa que extraño profundamente a la comprensiva dependienta.
Volví a casa, pedí un “préstamo” a mi hermana Ana, y con el dinero que tenía ahorrado, regresé de nuevo y lo compré (debo decir que un poco con desagrado), pero la realidad es que yo verdaderamente tenía necesidad de leer estas, según pensaba yo, Cartas de este Ser: Adoniesis.

Fue la mejor “inversión” que he realizado en toda mi vida.

Los siguientes días, recuerdo que solo leía y lloraba, leía y lloraba, caminaba hasta la Plaza de España, que era una plaza que estaba cercana a mi casa, aún hacían buenos días, me sentaba al sol, y leía, y releía...
Así valoré verdaderamente quien era este “Eugenio”, y que no había vendido nada, solo había donado su experiencia para todos aquellos, (nosotros), que teníamos necesidad de un pilar en nuestra búsqueda de la Verdad del significado de la Vida...
Era este año, era verano/otoño, yo apenas conocía realmente a Eugenio y lo que yo había conocido y leído en relación a él lógicamente era mentira o poco preciso (me refiero a los artículos de prensa); ahora verdaderamente a través de estas “cartas” –mensajes de Adoniesis- conocí la Verdad que portaba Eugenio y desde el comienzo de conocerla me ha robado totalmente el corazón y también el alma.

Encontré unas direcciones en el libro que compré, y sacando valor de mi interior me puse en contacto con ellas telefónicamente. Recuerdo que con el que comuniqué era el señor Pedro Borges Gento. Un abogado ya jubilado. Lo fui a conocer a su casa, era un anciano ya muy mayor, pero lúcido, que me habló de Eugenio, de la reencarnación, en la cual yo ya creía, y me reveló que él mismo fue en el pasado, Pio X, y realmente cuando me mostró la fotografía de este Papa era igual, completamente igual en el rostro.
Lástima que no tenga ninguna foto de Pedro Borges para poder mostraros la impactante realidad. Puedo decir que mirando esta imagen estáis viendo su mismo rostro.
Me habló de lo mucho que estaba equivocada la Iglesia Católica, fue muy crítico con el Vaticano. Luego me habló muy bien de Eugenio, de su misión de los Seres Extraterrestres, que en realidad son Ángeles.

Me aconsejó de leer la Filosofía Egipcia de Hermes Trismegisto, y me habló de un libro llamado “El Kibalión”. De este modo conocí el gran paralelismo que existía entre los conceptos de los Hermanos del Cosmos, y los Sublimes Textos de Hermes que hablaban de Dios y de toda la Creación. Recuerdo el concepto que más me impacto: “EL TODO”.


“Algo” profundamente iba día a día cambiando dentro de mí, y sobretodo se manifestaba fuera de mí. Mi actitud ante el mundo que me rodeaba cambió por completo, me volví más rígido y drástico conmigo mismo, hasta el punto de pretender cambiar completamente, en base a unos elevadísimos conceptos que eran transmitidos por Seres del Espacio a través de mensajes.

Es entonces cuando el concepto de “ama a tu prójimo” tomó más sentido y valor que nunca.
Recuerdo la satisfacción interior, cuando llevaba un bocadillo a alguno que estaba pidiendo en la calle, y lo aceptaba tan agradecidamente.
Era un sentimiento que cobraba más fuerza en mí, y que me hacía contemplar como, en una gran ciudad como Madrid, una persona puede sentirse completamente sola, desamparada, y rechazada por todos aquellos que no tienen necesidades, porque no les falta nada.
Sin embargo a mí me faltaba “algo” que buscaba desde hacía ya tantos años.

De esta manera, después de meses leyendo en plaza España los mensajes que llenaban mi interior, y visitando a Pedro Borges en varias ocasiones, conseguí la dirección de Siragusa.
Encontré una base existencial para dirigir mi vida, de una manera totalmente conmovedora, y en ocasiones contradictoria.
A partir de ese primer mensaje que leí, mi interés por seguir encontrando cada vez más mensajes de Adoniesis, no ha cesado nunca. Y puedo decir, hoy en día, que todo lo poco o lo mucho que he logrado, ha sido gracias a estos sublimes conocimientos que tantas veces he releído, reencontrando en cada una de ellas, cada vez un sentido más completo.

Puedo afirmar rotundamente: Todo aquello escrito y manifestado que es VERDAD no cambia jamás, sino que lo que cambia en realidad es  evolución de cada uno de nosotros en comprender menos o más su Verdadero Sentido.

De esta manera “alguien” me había encaminado hacia el que yo hoy llamo: “Estandarte de la Verdad”.

Por aquellos entonces, mi opinión personal había cambiado completamente, pero también mi opinión del mundo, de la sociedad, de los individuos, de los comportamientos sociales, y muchas más cosas.
Creció en mí la necesidad de expresarme y de conocerlo más, y a ser posible en persona. Comencé una correspondencia, que dura hasta el final de sus días con nosotros, principalmente con su compañera de camino, Miguela Lecha, que siempre se ha ocupado fraternamente de contestar la enorme correspondencia que recibían.

1981. Mi primera carta a Eugenio Siragusa en enero/febrero de 1.981 comenzaba así:


Estimado hermano y mensajero Siragusa:
Quiero que sepas que puedes sumar un “pecador arrepentido” más, a tus redes, y un amigo más.

Quisiera hacerte unas preguntas: (estoy lleno de dudas).

·        ¿Cómo se podrían aplicar los 7 Principios Herméticos en la vida de nosotros en la Tierra?

·        ¿Qué libros me recomendarías para “cultivarme” en vuestro amor?
(He leído pocos. El “Kibalión” “Desde el Cielo a la Tierra” “Los Extraterrestres y nuestro futuro” “El Triángulo de las Bermudas”).

·        ¿Es inútil intentar establecer para nosotros los ¡no llamados!, una comunicación con los Hermanos del Cielo?

·        ¿Puedes ayudarme a saber cual fue mi anterior vida? Solo la anterior. ¿Qué debo hacer?

Se despide un amigo, que intenta ser hermano fiel tuyo.
Antonio.

CREO EN TÍ
EN ELLOS,
EN EL AMOR,
Y EN EL “TODO”.

PARA ADONIESIS:
Eugenio quiero que le digas que no he leído mensajes tan llenos de AMOR y de Autoridad hacia nosotros, hacia los del mundo.
Quisiera hacerle unas preguntas. Pero antes decirle que siento mucho la muerte de “aquellos” que vinieron a ayudarnos.

1.   Querido ADONIESIS, ¿me puedes decir si la aparición que vieron unos amigos míos, en el pueblecito de Vellisca (Cuenca) fue real?¿Qué misión realizaban?
2.   ¿Cómo es el verdadero Amor? ¿Es posible aquí, en la Tierra?
3.   Si puedo, ¿cómo puedo hablar con vosotros?

Antonio.
PD-. ¿De verdad sois tan extraños que no resistiriamos veros?



Sin duda, “algo”, cambiaron dentro de mi interior.
A los 20 días, recibí mi primera carta. Cuando vi el sobre y el Aguila dibujada en él, mi corazón comenzó a latir más fuerte que nunca.
La abrí, y comencé a leerla, más que a leerla a “beberla” toda ella.


Esta es la transcrición completa:

Nicolosi 8.3.1981

Querido hermano Antonio,

Te ruego ante todo de disculpar a Eugenio si no puede contestar personalmente a tu cariñosa carta pero se encuentra desde primeros de enero y hasta finales de Octubre, aislado en el Etna según las voluntades de nuestros amados hermanos del Cosmos. Durante dicho período, le ha sido prohibido recibir visitas y contestar al correo ya que se necesita su total disponibilidad y entrega.
Hermanito Antonio, intentaré contestar a algunas de tus preguntas pero, ya que son muchas, he pensado que quizás te gustaría encontrarte con unos hermanos y hermanas que tenemos en Madrid y que serán muy felices de conocerte y de contestar a tus deseos de saber más sobre estas maravillosas criaturas. Las direcciones son las siguientes:

(Direcciones de entonces).

Querido Antonio, nosotros somos una parte integrante del ser macrocósmico. Nuestra verdadera entidad es ESPIRITUAL. El mundo de la materia es, en realidad, un mundo de ilusiones donde somos prisioneros del tiempo y del espacio. El ESPÍRITU es libre y vive en el eterno presente. Imagina el océano, compuesto de miles de miles de gotas de agua; cada gota de agua es parte del océano y tiene su misma “imagen y semejanza”, pero no es el océano. Cada espíritu es una gota del océano cósmico.

Los Llamados son todas aquellas personas que sienten en su interior “la Voz de la Verdad”, es decir un deseo profundo de conocer La Verdad, de asimilarla y de ponerla en práctica. Tú eres uno como nosotros desde el momento que condivides nuestras ansiedades de Paz, de Amor y de Justicia, nuestros deseos de autorealizarte, de superar las humanas debilidades para hacer prevalecer los altos Valores del Espíritu. No existe pues ninguna diferencia ante tú, querido Antonio, y nosotros. Somos todos seres privilegiados a los cuales el Señor ha quitado la cera de los ojos y de las orejas.

En cuanto a una posible comunicación con nuestros hermanos, son siempre Ellos que eligen las personas particularmente predispuestas, después de haberlas sometido a una profunda “investigación”. La comunicación con Ellos puede manifestarse de muchas formas y en cada momento de nuestra vida, a través de sueños, de manifestaciones personales... Ellos nos conocen a todos y demuestran su presencia a quien se esfuerza de seguir las Leyes Cósmicas y de ponerlas en práctica.

Querido hermanito Antonio, espero que la presente será de tu agrado y espero que tengas la gentileza de darnos noticias tuyas cuando habrás encontrado a nuestros hermanos de Madrid.
Recibe de todos nosotros y de Eugenio en particular, un fuerte y cariñoso abrazo lleno de infinita devoción fraternal y de Crístico Amor.

Miguela.
......

La felicidad interior que yo sentí ni tan siquiera hoy os la podría expresar.

Justo después de esta carta suya, en los días siguientes, comencé a tener “extraños sueños”, eran tan intensos que en ellos yo era consciente plenamente de “estar soñando”. Es difícil de describir y sé que algunos me comprenderéis.
Después de tan solo un mes y medio después de entablar esta correspondencia con ellos, estando en mi habitación, en casa de mis padres en el pueblo, tuve un “sueño” muy especial que me marcó definitivamente, y me confirmó lo que me había sido dicho.

EXPERIENCIA DE LA NOCHE DEL 26 DE ABRIL DE 1.981 (ESTADO DE SUEÑO CONSCIENTE). (Dibujos realizados en 1981).

Era de noche y estábamos sentados. No hacía frío.
Creo que mis amigos estaban hablando de algo, pero yo estaba como evadido, no atendía a sus palabras y estaba como autómata sentado.

Mis amigos charlaban animosamente. Recuerdo de estar sentado en dirección este o noreste, pero más aproximado al este.
Pasó un rato, y al pasar ese tiempo vi salir de una “estrella fija” (que estaba en el lo alto del cielo, hacia el Este),  un “puntito blanco”, y luego otro y otro y se lo dije a mis compañeros.

Ellos se volvieron y se quedaron como atolondrados, fijos en lo que veían. Yo, también estaba absorto mirando aquello.

Nadie hablaba, no se oía nada, si siquiera respirar.
Al rato se puede decir que reaccioné (aún salían más luces), y hacía comentarios como: “¿no es realmente precioso? ¿A que es bonito?”, pero no obtuve respuesta de mis amigos.

Recuerdo como alguien me miró como extrañándose de lo que decía yo, y de súbito dos de mis compañeros que recuerdo vagamente y dudo de que fueran ellos, salieron corriendo, puede decirse que en dirección hacia la “estrella”.

No se si corrían por miedo, por curiosidad u otra cosa. Lo primero que pensé es que estaban asustados.

Al poco rato seguíamos mirando, y poco a poco, fue apareciendo una nave de esta forma más o menos parecida. Exactamente no era así realmente, pero era muy parecida. (Yo la interpreté como una Cruz que estaba de lado en el cielo).

Pensando en el estado que me encontraba, deduje que era la misma nave de la cual salieron las demás, porque estaba en el mismo cuadrante (si se puede decir así) de donde salieron las otras, pero muchísimo más cerca.

Su luz me llamó mucho la atención. Era de un color azulado pero muy suave, casi gustaba mirar allí por el color y la sensibilidad del mismo. Era para la vista de los ojos, como un dulce caramelo para la boca de un niño.

Después de esto desperté, paso un periodo de descanso dentro del estado en el que me encontraba.

Inmediatamente después, me encontraba plenamente consciente del “estado” en el que me encontraba. La consciencia era plena, y dentro de ese “estado” tome consciencia de todo lo que me estaba sucediendo.
No sé el porqué, pero empecé a correr. Quizá llevado por el miedo de los demás.

A penas recorridos unos 2 o 3 metros entré en una especie de “rayos tubulares de luz” amarillos sin darme cuenta. Eran tres rayos que se entrecruzaban.

En ese instante comencé a elevarme del suelo.
Veía a mis compañeros por debajo de mis pies, y un impulso rápido me llevó a agarrarme de la mano de uno de ellos. Creo que lo subí un poco, pero la fuerza me atraía más y más y tuve que soltarlo.


Estuve ascendiendo un rato y mi cuerpo estaba en tensión (porque pensaba que me podía caer). Pero yo quería subir más y más. Al pasar un tiempo me relajé totalmente el cuerpo y me di cuenta que también ascendía. Todo esto era viéndome a mí mismo. Creo que en todo este estado fue así.

Más tarde recuerdo que había entrado en una especie de habitación muy luminosa pero no molestaba a los ojos (supongo que sería la nave) pero no recuerdo nada más.  Recuerdo, muy, muy, muy vagamente, o me parece haber visto a uno de Ellos, de nuestros Hermanos, pero no me acuerdo de nada más.

Luego y creo que esto fue como una cosa aparte, como algo especial, recuerdo haber visto una Cruz con la parte de arriba puntiaguda, como una indicación, que no comprendo qué podía ser.

Ésta, indicaba el norte y estaba muy adornada de luces, muy bonita, era preciosa.

Cuando me “desperté” lo primero que hice fue escribir todo, dibujarlo todo y después busqué rápidamente la brújula de mi padre, salí a la calle, al balcón que da a la plaza.
Recuerdo perfectamente dónde vi esta Cruz  toda reluciente, luminosa, con una “N” en su centro.
La vi sobre la caseta de la luz, de la energía eléctrica, de la plaza de mi pueblo.
Cuando comprobé la dirección en la que la vi, me di cuenta que esta parte de mi experiencia era una confirmación de toda esta vivencia.
En la cruz estaba grabada una enorme “N” en relieve dentro de un círculo, y la dirección hacia donde señaló la brújula era el “N”orte.
Como queriendome decir, este es el Norte de tu existencia, de tu vida”.

El impacto de todo esto, sentido en lo más profundo de mí ser, sigue hoy, igual de imborrable. Y el recuerdo permanece claro y cristalino, a pesar de los años transcurridos. Es como si lo hubiese soñado esta misma noche.

Bien, yo en este tiempo ya sabía quiénes eran las personas que había en Madrid que conocían a Eugenio realmente y charlaba con ellas...

Yo estaba estudiando en Madrid. Después de un tiempo, un día pasando el fin de semana con mis padres en el pueblo, yo me encontraba hablando con mi madre sobre diversas cosas, y entre estas salió el tema de la Virgen María, hablamos del Secreto de Fátima, de la importancia que la Virgen representa para todo el género humano, etc... En un momento de esta conversación, era de noche, estabamos sentados en la mesa del salon con las piernas tapadas por las faldas de la mesa, cerca del brasero eléctrico que había debajo de la mesa porque era invierno, entonces en un determinado momento yo siento de contarle un “secreto” a mi madre, Paz:

-. Mamá, ¿sabes? yo tengo un recuerdo en mi cabeza que siempre se me repite como si lo hubiese vivido ayer mismo.

Ella entonces me dice:

-. ¿De qué se trata? ¿Qué es eso que te pasa? Cuéntame.

Yo entonces le conté:

-. Yo me veo a mi mismo, con una edad de 5 o 6 años que entro en una casa, pero no es esta. Es otra casa, que al entrar tiene un pequeño pasillo, a la derecha hay una escalera que lleva a las habitaciones de la planta de arriba, y de frente continúa y tiene tres escalones largos, pero de piedra. Yo me veo bajando estos escalones, y al final de este pasillo que baja gradualmente hacia abajo, hay una puerta, la abro y es una habitación que es una pequeña taberna.  A la derecha está la barra donde se sirven las bebidas, hay alguna mesa y sillas, de frente hay una estufa de leña que tiene sus tubos hacia la pared por donde sale el humo.
Luego en la parte izquierda de esta habitación hay una puerta que sale a una especie de corral.  (Mientras yo le estoy contando esto, a mi madre se le cambia la cara. Comienza a tener un semblante como de sorpresa, pero seria).
Pero lo que más me llama la atención es el hecho de que yo me veo a mi mismo en todo esto, me veo de pequeñin, y luego veo a un señor que siempre va vestido con un traje de pana negra, chaqueta y pantalon de la misma pana, que se acerca a mi, y me agarra con los dedos de la mejilla, y me dice: “Holaaaa perillán”. Al mismo tiempo que me lo dice, me mueve la mejilla. Yo sé que me lo hace con cariño, pero me duele la mejilla del pellizco que este hombre me da.
Es bajo, no muy alto, regordete, y con la cara redonda, como decimos nosotros “cara de pan”. Lleva una boina negra sobre la cabeza. Me parece como si fuera calvo.

Cuando terminé de contarte todo esto a mi madre, ella estaba sorprendida y con la cara blanca, como por una fuerte impresión.
Entonces me dice:

-. ¿Y cómo es que tú te acuerdas de todo esto?

-. No sé, -le respondo yo-, es como una imagen, como una película que tengo en mi cabeza que siempre la recuerdo con la misma nitidez. ¿Pero que te pasa mamá, que te has puesto tan seria?

Ella entonces me responde, ahora ya más normal y con cierto consuelo en su mirada.

-. Me acabas de describir una casa en la que tu padre y yo vivimos hace muchos años, antes de venirnos a vivir aquí. Es imposible que tú recuerdes nada de esa casa porque tú todavía no habías nacido. Entonces solo estábamos tu padre, tu hermano Antonio, Anita que acaba de nacer poco antes de mudarnos, y yo.
(Antonio es el hermano que yo no conocí porque murió cuando tenía solo 12 años).

Yo le respondo:

-. Pues no sé pero yo me veo siempre así.

Entonces ella me dice:

-. Mira, te voy a contar algo.
Ese señor existió y era familiar de “los politos” (creo recordar) y era muy bueno y simpático, y siempre a tu hermano Antonio, cuando él venía al bar que teníamos en esa habitación de la casa le hacía lo que tú me has descrito. Era muy buena persona, y siempre vestía de negro, con traje de pana, tal como tú has dicho, pero el hecho es que tú, no puedes conocer todo esto porque ya te he dicho que no viviste en esa casa. Tú naciste después de dos o tres años de habernos mudado a esta. Después de que tu hermano muriese.
Es raro que toda la gente del pueblo, siempre nos haya dicho que tú te pareces físicamente mucho a Antonio, tu hermano muerto.
(Y es cierto porque recuerdo que de pequeño muchas mujeres del pueblo me decían siempre: “Eres igual que tu hermano Antonio. Tienes su misma cara, sus mismos ojos, sus mismos caminares”).

Mi mamá, continuó contándome, ahora tenía el semblante serio pero su mirada era extraña, un poco como de alegría:

-. Nosotros te pusimos el nombre de tu hermano, porque nos acordábamos mucho de él.
Tu padre lo pasó muy, muy mal cuando murió tu hermano. Y de hecho, como tú sabes bien, tiempre te hemos llamado “nene”, nunca te hemos dicho por tu nombre, porque nos recordabas a tu hermano muerto Antonio.
Escucha lo que ahora te voy a decir, porque te voy a contar algo más que a nadie se lo he contado, y que ni siquiera tu padre conoce.
Cuando tu hermano Antonio estaba muy enfermo, le molestaban los ruidos, y tu padre tenía la costumbre de poner un altavoz del tocadiscos en la ventana para animar a la gente, a tu hermano le gustaba la música, pero cuando se encontraba muy mal le dolía mucho la cabeza, lloraba, y lloraba, y le decía a tu padre: “Papá, papá, por favor quita la música”.

Un día cuando tu hermano estaba ya muy mal, tuvimos que salir rápidamente con el taxista de Huete para el hospital. Ibamos la tía Satur, tu hermano y yo. Él estaba ya muy mal, iba como dormido, y al pasar por el pueblo de Paredes yo rezaba a la Virgen de aquel lugar, pero no logré acordarme de su nombre, yo rezaba y rezaba intentando pedir un milagro: “Virgencita mia salva a mi hijo, salva a mi hijo Virgencita mia de.......”. Pero no lograba acordarme de su Nombre.
Cuando de repente la tía Satur, me dice:
“Paz, Paz, Paz, el niño ha muerto”.
Justo entonces me acordé que era La Virgen de la Cueva.
Comprendí entonces que no me podía acordar de Ella porque Ella no podía salvar a mi pequeño. Y de hecho yo sentí dentro de mí como si mi dijese: “Hija mía no podía salvar a tu hijo, y por eso tú no te acordabas de mi nombre”.

(La cara de pena que ahora tenía mi madre, nunca la olvidé. No os la puedo describir).

La pena que se quedó dentro de mi corazón y mi alma fue enorme, no se puede describir. También la tuvo tu padre. Yo siempre estaba con depresiones, muy triste, todo había perdido su valor para mí y a pesar que teníamos también a Anita, (mi hermana Ana) algo faltaba en mi vida, y la tristeza era grandisima. Por eso yo siempre vestía de negro.
Era una pena enorme, incluso cuando estaba embarazada de ti, aunque no tanto. En aquellos tiempos no existían las cosas que ahora existen, y no sabíamos si sería niño o niña.
Yo me puse de parto, y salimos con el taxista de huete, y es cuando tú naciste. Cuando naciste y vi que era niño, toda esa pena de mi corazón desapareció de golpe. No sé como explicártelo, pero de nuevo me sentía bien, tranquila y en paz.

También porque comprendí bien el hecho de que tu hermano Antonio muriese en el taxi de camino al hospital, y tú nacieses también en el taxi camino del hospital.
O sea que Antonio murió en el coche y tú naciste en el coche.
Y bueno esto es lo que nadie conoce y que ahora te he contado, porque lo que tú me has contado a mi me dice mucho.

Yo me quedé emocionado por lo que me contó.
Ahora su rostro no era de pena sino de inmensa felicidad. Nos dimos un abrazo y ya nos despedimos para irnos a dormir.


Todo esto quedó grabado a fuego en mi corazón y en mi mente, como os podéis imaginar y me abrió un horizonte sobre mi persona que nadie más que mi madre me podía haber abierto.


Regresé a Madrid, para continuar con mis estudios. En aquel entonces los estudios yo los realizaba en el horario nocturno de la Politecnica de Parche Aluche. Durante el día tenía tiempo de leer y releer los boletines que se editaban desde Barcelona y todos los meses me llegaban a través de la delegada en Madrid. Los maravillosos Mensajes de estos Seres estupendo y fraternos que le daban a Eugenio. En muchas ocasiones, yo aprovechaba y me marchaba cuando hacia buen día, a leer a algunos de los parques grandes y tranquilos que Madrid tiene. Leer todo aquello, llenaba como hoy llena mi espíritu de una paz que no se puede explicar. Era, y es como si me sacaran de este mundo para navegar en otro mucho más bello, mucho más real, lleno de belleza y felicidad.

Claro, no todos los mensajes eran así, había muchos que advertían claramente de cambiar, cambiar, cambiar antes de que fuese tarde.


Un día (antes aún de realizar un viaje muy especial e importante para mí en 1982) caminaba por una calle, en Madrid, cerca de un parque muy bello que se llama “El Retiro”. Eran las primeras horas de la mañana, pero el sol ya resplandecía fuerte, entre las 8 y las 9 de la mañana.

Me encaminaba hacia una calle llamada, Sainz de Baranda, y camino (no recuerdo bien el motivo por el que lo hice), después de un instante de caminar, me para una señora toda vestida de negro, pero con una cara tierna, era anciana, pero dulce y los ojos como de felicidad, bellos, era mucho más baja que yo, y me dice:

-. ¿Qué piensas de cómo va la vida?...

Yo un poco sorprendido por esta inesperada pregunta, y un poco desconcertado, le respondo:

-. Es triste, pero se debe vivir.

Ella me mira, ahora seria, pero con esos ojos tan tiernos, y me dice:

-. Es necesario orar mucho, pero mucho para que esta humanidad se pueda salvar...

Yo me quedo sin palabras, sin saber qué decir sobre ello.
Y añade:

-. Debéis orar mucho, actuar mucho, mucho para que la Guerra Nuclear no ocurra nunca...
Dios y la Virgen están muy tristes.

Yo tan solo digo.... “Sí”.... sin poder añadir nada más.
Estaba desconcertado e impactado por esta señora, tan extraña.

Después, mete su mano en su bolsillo y toma después la mía y me deposita en ella una medalla de la Virgen. (Luego supe que se trataba de la Virgen del Carmelo).
Una medalla pequeña, humilde, era (todavía la conservo) en aluminio, y dijo:-. No lo olvides nunca, ¿de acuerdo?

Y con una sonrisa tierna pero firme, me dice, mientras se aleja, “no lo olvides, ¿eh?”.

Yo por un momento no reacciono, y que quedo parado... después de un instante comienzo a caminar mientras veo como se aleja, doblo una esquina y tomo otra calle, y después de unos segundos, reacciono y vuelvo hacia atrás para preguntarle más cosas que llegaban a mi cabeza, para interesarme de quién es, si podía ayudarla en algo, .... saber donde vive, etc... tres metros había caminado, y tomo nuevamente la larga calle para buscarla pero... ni tan siquiera coches circulaban por la calle, nada, nadie, miro por todas partes pero no la encuentro, camino corriendo en la dirección que se marchó, para ver si tomó otra calle, pero no la encuentro, continúo buscándola y no logro comprender como una mujer tan anciana podía caminar tan rápidamente...


Regreso a casa sin hacer aquello que tenía en mente de hacer, y os digo que ni siquiera hoy recuerdo el porqué yo salí a la calle... Me quedo muy conmocionado, y en mi mente, solo había un pensamiento referido al Tercer Secreto de Fátima (en este tiempo yo no conocía el Mensaje de la Virgen de Garabandal-España), era el pensamiento que me ha acompañado después de este extraño encuentro... la medallita me lo recuerda siempre...
Hoy creo de comprender un poco...


Otras experiencias, del género, me han mostrado reminiscencias, recuerdos de un pasado remoto que resurge en todos, a través del tiempo, antes o después, y si estamos predispuestos a ello. Gracias a una Benevolencia que no se puede explicar de donde viene, me fueron dadas evidencias, o pruebas demostrativas sobre todo ello, y entiendo perfectamente que tenga valor para mí, personalmente, y que puede no ser correspondido, compartido y comprendido por los demás.

En 1982, alguien desde lo alto me concedió un favor celeste.
Pude ir a visitar a Eugenio Siragusa y su familia. Por fin podría ver y escuchar, e interiormente sentir, para poder separar lo real de lo no-real. Realicé el viaje tan importante para mí.
Podría en primera persona disfrutar de la viva voz de aquel que se había encontrado con los ángeles del ayer.

De esta manera me dirigí en tren a Barcelona, para allí tomar otro tren: El Trasalpino. Eran tres días consecutivos de ida, y otros tres días de vuelta incluidas las noches, para estar tan solo día y medio con ellos, pero esto para mí no tenía importancia.

Era mi primer viaje fuera de España, entonces me di cuenta de que los distintos idiomas son un verdadero inconveniente.
Pensaba con firmeza que debería de haber un solo idioma mundial, porque esto facilitaría mucho todas las cosas.

El viaje lo viví tal como lo escribí en aquel año:

(Carta dirigida a unas amigas en el año 1.982 que estaban de vacaciones en Falces).

Bueno no sé qué deciros respecto a Eugenio, Miguela, Eli y todos los hermanicos de Italia que vosotros ya no sepáis; simplemente diría que he conocido la Armonía, el Amor y la Paz Espiritual más simple que he sentido nunca.

También debo deciros que tengo un poco de desencanto, no espiritual, porque espiritualidad era lo único que encontré; me refiero a no haber tenido la posibilidad de haberme encontrado con mucha gente, al mismo tiempo, y disfrutar así de la dinamicidad de una gran reunión vibrando todos al unísono. (En aquellos días sólo fui yo de visita).

Por lo demás todo fue bellísimo, simple y altruista al máximo, y sé también que he encontrado un preciado tesoro, en la medida que merezco y que debo desarrollarlo lenta y pausadamente con Paz, Amor, Tolerancia y todos los dones que por Ley y nacimiento recibimos cada uno de nosotros de la LUZ del PADRE.

Estoy en PAZ, porque he conocido al Hombre más sencillo, más justo y más dinámico de los pocos que hay en la Tierra. He de deciros también y resaltar, que encontré a Eugenio bastante cansado físicamente pero totalmente dinámico en espíritu.

Bueno os voy a contar más o menos cómo fue el viaje. Espero ser lo más fiel y explícito posible para así evitar confusiones.
Salí el viernes de Madrid como sabéis y todo el viaje fue muy ajetreado, me manera que llegué a Sicilia (Catania) totalmente embotado mentalmente y cuando llegué a Nicolosi no encontraba la casa de Eugenio, porque me mandaron a su antigua vivienda (la gente a la que pregunté como pude) y allí no había nadie. En fin estuve un poco desmoralizado y encima el cansancio del viaje me derrotaba más y más. (Yo llevaba una mochila naranja con provisiones y con una tienda canadiense para acampar, y lo cierto es que pesaba lo suyo).

En esta situación estuve alrededor de 3 o 4 horas; agotado físicamente y embotado mentalmente, hasta que por fin encontré una carpintería, muy sencilla y allí pregunté por Eugenio. Solo entonces me dijeron dónde vivía exactamente.

Lleno de esperanza fui, a donde me habían dicho y me contestó por el portero automático la mamá de Miguela. Al salir creí que era Miguela porque estaba y está muy joven y dinámica.
En fin, qué os puedo contar. Me recibió con los brazos abiertos y el espíritu lleno de PAZ y HERMANDAD, y me dio de comer y de beber, porque todavía no había comido. Todo esto en un ambiente de total armonía recíproca.

Mientras yo estaba comiendo ella se ocupaba de Eli, puesto que no está solo ni un momento. Después de comer, me llevó a las habitaciones, o la habitación donde ellos están normalmente, junto a un pequeño patio. También me dijo donde estaba la ducha por si quería ducharme y me duché porque estaba sucio, sucísimo del humo del tren y del ambiente húmedo que con el humo del Etna creaba una especie de vapor. Así me relajé un poco físicamente.
Lo cierto es que cuando llegaron Miguela y Eugenio (porque estaban dando un paseo) no supe reaccionar y me quedé con una tranquilidad y relajación increíble. Fue una situación en la que no esperaba reaccionar así.

Todo lo que os cuento, fue de lo más normal y simple sin excesos de emoción, ni nada de nerviosismo.
En vista de que no reaccionaba, Miguela me dijo que fuera a descansar y que si tenía sitio donde dormir; le dije que no y se preocupó encontrándome una cama, habitación, “casualmente”, en el hotel blanca nieves. De modo que me fui a descansar. Dormí desde las 6.30 aproximadamente hasta los 10 de la mañana siguiente, hora en la que Miguela me dijo que subirían a buscarme, ya con Eli.
Al día siguiente me levanté, desayuné y al cabo de un rato llegaron Ellos, con Eli, una joya de niño, un ángel. Tengo que decir que tampoco reaccioné, pero ya estaba mejor, ya dije algunas palabras y preguntas que más tarde os pondré en el papel.
Como no reaccionaba todavía en perfectas condiciones, marcharon porque tienen mucho, muchísimo trabajo en todos sus planos, de modo que nos hicimos unas fotos, Eugenio, Eli y yo, concretamente 2; Miguela las sacó.

Ellos marcharon, y quedamos en que yo bajase a las 5 de la tarde a su casa, y que reaccionase ya, que aprovechase el poco tiempo que tenía, al máximo.

De modo que me subí a la habitación del hotel, empecé a pensar en dudas posibles, (aunque realmente me conformaba con contemplarlos y estar a su lado).

Digo que empecé a pensar dudas, porque la verdad es que no soy ningún sabio. Estuve leyendo un opúsculo, el último, buscando dudas y preguntas, para poder hacérselas a ellos, y las encontré; también tenía un papel escrito de antes que podía preguntarle, pero la verdad, todo me parecía absurdo y yo solo quería verlos y estar con ellos.

Después de comer, descansé un poco, y después inicié el camino a su casa, a mi casa, a la casa de todos los que son. Llegué con media hora de adelanto, cosa que no debe extrañaros tratándose de Eugenio, de Miguela, de Eli, de la Mamma y de todos los hermanos. Me contestó Miguela por el portero automático y me dijo que pasara al estudio del jardín que ellos ya bajarían. Pase a la habitación y salí al patio a sentarme en el sofá-columpio que tienen fuera.
Estuve un rato solo y después apareció Miguela y dijo que Eugenio no bajaría hasta más tarde. Lo cierto es que cuando bajó, llevaba un olor fuertísimo a esencias de “algo”, que podría ser incienso, sándalo,.....Más tarde llegaron otros hermanicos italianos, concretamente, Antonio “el chofer”, Luigi y Massimo.

Bueno y aquí empezaron las preguntas:

-Antonio, “el chofer”,  planteó así una pregunta-.

-. Se ha publicado en la prensa, o se ha dado un caso de que iba un padre con su hijo de varios meses, y este llevaba una cadena de oro, entonces otra persona intentó robarle esa cadena al niño de un tirón. El ladrón me parece que era un niño de corta edad, entonces el niño al tirar de la cadena le cortó el cuello al bebe, muriendo éste desangrado.
El padre al ver esto intentó matar al niño ladrón. (Antonio aclaró que él habría hecho lo mismo si le hubiera pasado lo mismo con alguna de sus hijas. Entonces, preguntó): ¿HUBIERA SIDO JUSTO QUE EL PADRE HUBIERA MATADO AL LADRÓN? ¿HABRÍA CONTRAÍDO KARMA?

Eugenio-. YO HUBIERA HECHO LO MISMO SI LE OCURRIERA UNA COSA ASÍ A ELI. PERO NO CABE DUDA DE QUE NO TENEMOS NINGUNO LAS LLAVES, O EL PODER DETERMINAR SI LA VIDA DE UN SER DEBE ACABAR, O, NO, PORQUE ESO SOLO LO POSEE EL PADRE.
YO DIGO QUE HUBIERA HECHO LO MISMO COMO SER HUMANO, SIN EMBARGO NO SERÍA CORRECTO Y ADEMÁS DEBERÍA DE PAGAR POR ELLO, PORQUE HAY UNA LEY INMUTABLE QUE ES JUSTA, LA LEY DE CAUSA Y EFECTO. ADEMÁS, TAMPOCO EL PADRE SABÍA SI SU HIJO HABÍA NACIDO PARA PASAR ESA EXPERIENCIA POR ALGUNA CAUSA ANTERIOR.

Entonces, yo, pregunté. ¿CONTRAERÍA KARMA UNA PERSONA QUE VA EN UN AUTOMÓVIL Y SUFRE UN ACCIDENTE POR IMPRUDENCIA MATANDO A ALGUNOS DE LOS VIAJEROS?

Me contestó Miguela diciendo. SI ES POR FALLO SUYO, SÍ CONTRAE KARMA.

-. Eugenio, quisiera que me explicaras lo que significa LA ACEPTACIÓN O RECHAZO DE LOS MUNDOS PARALELOS.

Eugenio-. CUANDO NOSOTROS EXPERIMENTAMOS EN VIDA, POR EJEMPLO, UNA SENSACIÓN, AL MORIR, AUTOMÁTICAMENTE EL SER SE SIENTE ATRAÍDO POR EL POLO OPUESTO PARA COMPLETAR EL CONOCIMIENTO.

-. Entonces, ¿si nosotros experimentamos en esta vida, por ejemplo, el AMOR en la próxima experimentaríamos ODIO? ¿No?

Eugenio-. SÍ, PERO TÚ PUEDES HABER EXPERIMENTADO YA EL ODIO E IR A EXPERIMENTAR EL AMOR.
MIRA ANTONIO, SI AQUÍ EN EL MUNDO HAY PERSONAS QUE PERSIGUEN Y QUE ASESINAN A LOS ANIMALES, NO SIGNIFICA QUE EN OTRO MUNDO NO SEAN ELLOS LOS PERSEGUIDOS Y ASESINADOS POR LOS ANIMALES.

-. La 7ª dimensión compenetra a la 6ª, la 6ª a la 5ª, la 5ª a la 4ª y la 4ª a la 3ª dimensión. ¿De qué manera, cual es el proceso, cómo sucede esto?

Eugenio-. ¿TÚ CÓMO DOMINAS A LOS ANIMALES?......BAJANDO A SU FRECUENCIA, ¿NO?; PUES ASÍ ELLOS COMPENETRAN Y DIRIGEN LA 3ª DIMENSIÓN. TEN EN CUENTA QUE EL HOMBRE TODAVÍA ES UN ANIMAL, INTELIGENTE, PERO CON INSTINTOS ANIMALESCOS EN COMPARACIÓN CON LA 4ª DIMENSIÓN.

-. ¿Para la inteligencia de la 7ª dimensión el cosmos es finito, o es infinito?

Eugenio-. NOSOTROS SOMOS LAS ENZIMAS DE UNA CÉLULA, DE UN SISTEMA SOLAR, QUE SE ENCUENTRA EN UNA GALAXIA, DE UN UNIVERSO QUE ES UNA CÉLULA DE UN ÓRGANO DEL CUERPO MACROCÓSMICO, SIN EMBARGO PARA NOSOTROS ESTO ES INCONCEBIBLE, O SEA, INFINITO.
ES LO MISMO QUE SUCEDE EN NOSOTROS.  UNA CÉLULA NUESTRA PENSARÁ QUE EL CUERPO QUE LA CONTIENE ES INFINITO, PORQUE ES INCONCEBIBLE PARA ELLA LA GRAN INMENSIDAD QUE LA CONTIENE, SIN EMBARGO ELLA NO PUEDE PENSAR QUE FUERA DE ESE SER MACROCÓSMICO EXISTAN OTROS, COMO PUEDES SER TÚ, YO, ANTONIO, LUIGI, MIGUELA, ETC....
LO QUE QUIERO DECIRTE ES QUE PUEDE HABER OTROS   C O S M O S.

-. Tú diriges a los Zigos (los elementos de la naturaleza Agua-Fuego-Tierra-Aire), ¿quiere decir esto que en el día de la mutación final, tú dirigirás las riendas?

Eugenio-. SÍ, ME GUSTA MUCHO DIRIGIR A LOS ZIGOS. EMPIEZA AHORA EL FRÍO, CUANDO ACABA EL FRÍO EMPIEZA EL CALOR, LUEGO EL AGUA Y CUANDO ACABA EL AGUA, LA TIERRA, Y ASÍ SE SUCEDEN PROGRESIVAMENTE, ALTERNÁNDOSE.
QUEDA POCO TIEMPO, MUY POCO TIEMPO Y DEBEMOS ACLIMATARNOS A LA NUEVA METODOLOGÍA OFRECIDA. ESTA NUEVA METODOLOGÍA ES QUE CADA UNO CAMINE CON SU PROPIA CRUZ, ES TIEMPO DE AUTORREALIZACIÓN INDIVIDUAL.

-¿Por qué en el saludo fraternal figura el número de tres besos? ¿Tiene alguna significación particular? ¿Por qué tres besos precisamente?

Eugenio-. LA SIGNIFICACIÓN ES QUE REPRESENTA LA TRINIDAD Y EL NÚMERO CONCRETO DE 3 BESOS, PORQUE ESTE NÚMERO TIENE EL PODER DE AHUYENTAR LA NEGATIVIDAD.

Miguela-. El saludo real es, 2 besos en la mejilla y uno en la boca, pero se optó por esta otra forma para evitar las críticas que pudieran levantarse; de hecho, a Eugenio muy pocas personas le saludan así, sólo las que han alcanzado el DISCIPULADO.

-. ¿En aquel momento final, el que sea será llevado en cuerpo o en espíritu?

Eugenio-. UNOS EN CUERPO, OTROS EN ESPÍRITU, Y OTROS CON AMBAS COSAS.

-. ¿Qué es el macrocosmos y el microcosmos?

Eugenio-. PARA NOSOTROS EL MACROCOSMOS SERÍA EL COSMOS, Y A LA VEZ NOSOTROS SERÍAMOS EL MICROCOSMOS DE ESE COSMOS O MACROCOSMOS.
SIN EMBARGO VISTO A NIVEL CELULAR, NOSOTROS SERÍAMOS UN MACROCOSMOS PARA LA CÉLULA Y LA CÉLULA PARA NOSOTROS SERÍA UN MICROCOSMOS.
REALMENTE NOSOTROS COMPARADOS CON EL COSMOS SOMOS UN MICROCOSMOS, PERO COMPARADOS CON LAS CÉLULAS SOMOS UN MACROCOSMOS.

-. ¿Qué es el plexo solar?

Eugenio-. ESTÁ SITUADO A LA ALTURA DE LA PARTE BAJA DEL ESTERNÓN, ENTRE EL ESTÓMAGO Y EL ESTERNÓN.
ES EN ESE “SITIO” DONDE SURGEN TODAS LAS EMOCIONES QUE LUEGO SE TRANSMITEN AL CEREBRO, QUE SIMPLEMENTE ES UN INSTRUMENTO FÍSICO AL SERVICIO NUESTRO.

-. Eugenio, quisiera que me hablases del Hidrógeno.

Eugenio-. HAY POCO QUE DECIR RESPECTO A ESO, PORQUE EL HIDRÓGENO ESTÁ EN TODOS SITIOS Y TODO ES HIDRÓGENO EN DISTINTO GRADO DE VIBRACIÓN.
DONDE NO HAY HIDRÓGENO NO PUEDE EXISTIR VIDA.
Después de estas preguntas, todo lo demás son vivencias cotidianas de personas que sienten de la misma manera. Yo, viví intensamente todos los breves momentos.

Bueno y aquí me despido de vosotros, deseando que vuestra ansia de encontrar PAZ, AMOR y FRATERNIDAD que ya la tenéis, en aquellos parajes tan preciosos, os eleve infinitamente hacia los espacios externos mentales, para así recibir la LUZ PURÍSIMA que nos alimenta a todos en el ESPÍRITU, esperando y añorando la venida gloriosa y potente de AQUEL que reinará sobre la Tierra en PAZ, AMOR, y FRATERNIDAD para dar GLORIA AL PADRE y BENDECIR SU EXCELSA CREACIÓN.

Y ya sin más se despide un hermano vuestro que sabe de haber recibido “algo maravilloso” y que por su naturaleza física se siente un poco “ciego” y no percibe claramente, sino que el tiempo le dará la medida de sus posibilidades y que intentará por todos los medios, “acomodar y amueblar su templo para, esperanzadamente, esperar ser merecedor de la vida eterna y compartir con todos vosotros ese preciado don del cielo, conscientemente y sin cegarse, que es el AMOR”.

Os saludo en la PAZ de mi ESPÍRITU y os beso tres veces en las mejillas en señal de Fraternidad.

        Antonio.

(Nota-. Por desgracia, actualmente. –década de 2010-, algún Diablo (no puede definirse de otro modo a una persona que actúa así) ha tomado mis fotos y ensuciado mi nombre, pero me ha sido dicho: “Pagará por ello duramente”).


Esta es la crónica de mi primer viaje que en aquel año, escribí. Hay “detalles” que solo unos años después fui consciente de ellos.

Recuerdo especialmente entre otras muchas cosas, como en un momento en el que estando con ellos, con Eugenio y Miguela, salió de mi camiseta la medalla que yo llevaba colgada. Eugenio se percató del hecho pero no lograba ver bien que representaba, que era. Entonces preguntó a Miguela, y Miguela con una enorme sonrisa le dijo: “Lleva una foto del Consolador colgada al pecho”.

Eugenio entonces solo me miró con unos ojos que no puedo describir, y con una infinita ternura se acerca a mí, la toma entre sus manos y después de mirar atentamente, la deja de nuevo colgando en mi pecho.
Luego, me dijo: “Mira Antonio, los metales son muy importantes en la vida, y veo que la cadena que llevas es de hierro, y los metales bajos en vez de donar energía lo que hacen es robarla”.

Yo le contesté: “Si, Eugenio pero yo no tengo dinero para otra cosa. Lo siento mucho”.

Él sencillamente con una sonrisa indefinible me dijo: “Va bene, no te preocupes. Sé que una cadena de oro cuesta mucho. Intenta al menos si no puedes pagar el oro, que sea de plata que no es tan negativa como el hierro”.

(Justo al regresar del viaje lo primero que hice fuè encargar una cadena de plata con un portafotos).

Cuando me despedí de ellos, al salir de su casa hice una pregunta al “cielo”, (una pregunta que me la reservo).... pero la respuesta que sentí, y escuché en mi cabeza fue: “SACA UNA FOTO DEL CIELO”.
En esta fotografía, después de unos años, me di cuenta con gran asombro interior que se puede observar, el perfil de “un crucificado”, con sus largos cabellos cayendo sobre los hombros, y un “gorro de espinas”, y al tiempo la misma imagen muestra “la cara de un cordero”.

Esta es una de las “respuestas” que han determinado mi existencia, y la dirección de la misma, en este mundo.


El viaje de regreso fue agotador, y comencé a comprender que las “pruebas” aumentaban a medida que uno se acerca a la Luz de lo positivo, de lo bueno, de lo justo. Mi satisfacción era plena, y jamás pensé en encontrar a un “contactado” tan normal, corriente, sin extravagancias, ni comportamientos sectarios.
Comprendí realmente la sencillez de Eugenio, y al mismo tiempo la firmeza de sus palabras, que parecían brotar de una “fuente desconocida” y que hablaba a través de él. Entendí realmente que Eugenio, era “mucho Eugenio”, y que realmente se podía considerar como uno de Ellos entre nosotros. 

Sucedió que al llegar a la Estación de Atocha, en Madrid, y repasando todo mi viaje, sólo pensaba en revelar el carrete de fotos, de las que solo gasté 5 o 6, no hice más.

Para gastar el carrete y llevarlo a revelar, cogí un filtro y lo puse delante del objetivo, y tiré las últimas fotos al sol del mediodía. Al revelarlas comprobé la foto que anteriormente he dicho del “cielo” y luego estas últimas, eran muy bonitas, con el filtro que puse delante.


Dos años después (1984) me di cuenta que mirando detalladamente el negativo de ellas se puede ver con claridad los Vehículos de los Seres de Luz, con los que Eugenio está en contacto.
 Esta fue mi segunda “respuesta” sin buscarla a través del tiempo. 

En el año, 1983, un “pulso interior” me empuja a enviar los mensajes que estas inteligencias celestes conceden a E. Siragusa, a los Poderosos del Poder Político y Religioso.

Mensajes que amonestan seria y justamente sobre el indecente comportamiento del Oscuro Poder que domina la mente, de la gran mayoría de los Políticos del mundo. Teniendo la aprobación de Eugenio, tomo conciencia de que no se puede permanecer en silencio, ante tantas injusticias, abusos, y explotaciones en el nombre de la “democracia”, que permite que muchos no tengan lo necesario para vivir, mientras que unos pocos tienen lo superfluo y no lo reparten equitativamente.

Esto acrecienta dentro de mí, la seguridad de la intervención de una Voluntad Superior que se manifiesta según un Plan Divino Libertador.

Con mi pobre cultura, pero con mucho tesón, esperanza y fe, junto a otros auténticos amigos, (Gloria, Dámaso, Ana, Julián, y muchos otros), comencé, comenzamos a dar a conocer esta Verdad que los potentes mantienen oculta a todo el Género Humano.


Muchas conferencias se realizaron, acompañado por otros, programas de radio, televisión, y todo gracias a la intervención de una Voluntad Superior sin la cual, nada de esto yo podría haber ni tan siquiera pensado el realizar; al igual, muchos otros, han realizado, realizan y realizarán este “personal sentimiento” que inunda de felicidad el alma, y el espíritu. Nunca he pedido nada, y con seguridad afirmo que, nunca pediré.

El ejemplo lo tuve de Eugenio y su familia, que me hospedaron y pagaron todos mis gastos mientras estuve en su casa.


Mi único objetivo es honrar y glorificar al Creador hablando de la existencia de Seres de otros Mundos que son Hermanos nuestros que nos quieren ayudar, y promover a pesar de mi humana condición, (si las personas lo acogen dentro de sí mismas), el Re-Conocimiento de unas Leyes Eternas que el ser humano está olvidando, y que estos Seres Superiores nos recuerdan siempre.

No en vano, ELLOS son los Ángeles del Ayer, llamados hoy “Extraterrestres”.



Aún era un jovencito (22 años) que poco a poco iba adquiriendo madurez. Llevaba colgada del pecho con infinita devoción una imagen, como si fuese un escapulario, en el cual estaba la foto del Consolador Prometido, y luchaba por difundir una Gran Noticia a todos, una Noticia Estupenda que yo había descubierto para sí mismo y me había abierto una Gran Puerta, que podría llamarse, “Cósmica”.

Recuerdo hoy en día con infinito agradecimiento a mis hermanos y hermanas de entonces, con los que interiormente se estableció una Comunión Espiritual y de Amistad verdadera, que lamentablemente el tiempo a relajado pero no ha hecho desaparecer de mi corazón.

Todos eramos unos jóvenes que comenzaban a caminar en la Autopista de la Vida y que alimentabamos una especial devoción por estos Seres infinitamente más buenos que nosotros, y que se veían en todos los cielos del planeta en los “Discos de Luz” o como se diría en el pasado: “Seres que viajaban en Escudos Ardientes”.

Pasaron un par de años. Todos mis hermanos y hermanas en la Verdad, llevaban ya el “Sol” en sus pechos, y los hacía replandecer, pero yo ni tan siquiera llevaba aún el “sol” “el Sincronizador Magnético”; llevaba con todo el Amor de mi Alma y de mi Espíritu un Círculo de oro que yo pedí al joyero que hacía los sincronizadores (Felix) que me lo hiciera y dentro de este circulo puse la foto en color de ADONIESIS.  Lo llevé hasta después de mi regreso del segundo viaje a casa de Eugenio en el 1985..

Para mi el “sincronizador” era una cosa muy seria, y la decisión merecía una gran meditación. Era entonces y soy ahora (un poco más cambiado) uno que solo pretendía dar a conocer una Gran Verdad que me había cambiado la vida, la visión del mundo, y que estaba convencido, como aún lo estoy hoy y estaré siempre, que es una Verdad que LIBERA de la ignorancia y de cualquier sentimiento apegado al mal de los valores puramente humanos.

Nunca me consideré “siervo” de ningún grupo, yo me consideraba un libre pensador aunque ciertamente colaboraba con todo mi corazón en todo aquello que mi interior me decía que era correcto, honesto y justo.
Por este tiempo operaba en España, una agrupación llamada “Asociación “Adonay” para la fraternidad cósmica”. Divulgaba los comunicados que Eugenio recibía, hasta que su director, L. Moreno, rompió relaciones con Eugenio por desacuerdos en la metodología y en el espíritu de los mensajes. (En otra ocasión hablaré más detalladamente de todo el proceso).

Yo, sin embargo y siempre en contacto epistolar con Miguela y Eugenio, continué haciendo lo que sentía honestamente de hacer, encuentros públicos, conferencias, emisiones de radio, siempre que me era posible y era requerido para ello, en los que en numerosas ocasiones participaba también telefónicamente Miguela y Eugenio, Eugenio y Miguela, el orden de los factores no altera el producto. Lo cierto es que ellos estaban siempre disponibles para todos aquellos que difundían esta realidad, y que ellos conocían bien.

Es el año 1985, poco después de mi 23 cumpleaños, junto a unos amigos y hermanos en la Verdad, programamos un nuevo viaje a casa de Eugenio y Miguela. Lógicamente con su previa aceptación, de este modo viajamos en coche desde Madrid, a Nicolosi, alternándonos para conducir Dámaso y yo, hasta llegar a Sicilia.
Fue un viaje intenso y agotador.
Básica y concretamente este es un resumen del viaje.


Del 15 al 30 junio de 1985-
Visita a Eugenio y su familia.

Estando en el hotel era ya de noche, recién llegados del viaje en coche desde España, Eugenio, Miguela y Eli nos dan la grata y emocionante sorpresa inesperada de presentarse en el Hotel Biancaneve donde nos albergamos.
Aprovechamos mientras charlan animosamente y con alegría, entre broma y broma, para darles los obsequios enviados por muchas personas de España, con motivo de este viaje para él y toda la familia. Especialmente para el pequeño Eli Paolo.

Tantos fueron,  y de todo tipo, desde una pirámide de cristal hasta miel de la alcarria española, pasando por diferentes obsequios que él quiso hacer un agradecimiento particular para todos aquellos que, desde España, les envían sus más bellos pensamientos, también escritos en forma de poemas.
Después de ver que hemos llegado y que nos encontrábamos bien se despiden Eugenio, Miguela y Eli, hasta el día siguiente.

Como siempre han hecho en determinadas ocasiones, bajan para decirle al encargado del hotel que ellos se encargarán del pago del hotel, pero el encargado del hotel le dijo: Tengo orden expresa de los clientes, de no cobrarle nada. Todo está concertado. 

La cosa no le gusta mucho a Eugenio, pero acompañado por uno del grupo (Dámaso) que bajó para ayudarles con tantos regalos y poderlos meter en el coche,  le confirmó que no se tienen que preocupar, que ellos no  quieren ser un gasto añadido para ellos.
A regañadientes, Eugenio y Miguela lo aceptan.

Al día siguiente lo primero que quiere decir y grabar Eugenio es lo siguiente:

Lo primero que quiero grabar es este agradecimiento a para todos los de España:

“Queridos míos, preciosísimas Almas:

Vuestra generosidad ha conmovido mi Alma.
Vuestras muestras de afecto nos han llegado, a través de quienes se encuentran aquí cerca de nosotros, y que nos dan la alegría de ser una única cosa con nosotros, nosotros os estamos constantemente cercanos.

Os queremos mucho, y sabemos que también vosotros nos queréis y nos seguís.
En realidad nosotros somos una Única cosa con Aquel que nos quiere y nos sigue, y esto vosotros lo sabéis.

Tened Paz en vuestros corazones, y tened siempre la Alegría que el Cielo concede a quien se mantiene íntegro en el Alma y en el Espíritu.

Os abrazo con ternura fraterna, y os digo: Os queremos mucho.
Eugenio y familia”.

Luego añadió:
¿Sabéis?, hoy mismo vienen del Canal 5 de la televisión para realizar una entrevista. No os preocupéis está todo ya organizado.
Haremos la entrevista y luego iremos a comer todos a un restaurante, “la Guercia”.

Al poco de encontrarnos, estando en su casa, llega todo el equipo de grabación y mientras ellos dentro de casa graban el programa, los demás estuvimos fuera en diversas partes del jardín y el patio.

Una vez en el restaurante sentados y ya comiendo y demás, están también 3 o 4 hermanos de Italia, entre ellos Orazio Valenti,  se inicia una conversación entre el entrevistador y Eugenio.
Mientras se come le pregunta:

-Señor Siragusa, nos ha hablado de un nombre muy extraño de una foto que usted sacó. Adoniesis. ¿Qué nos puede decir más?

El nombre Astral de ADONIESIS es (...), pero Él no es Adoniesis.
Él es tutelado, directamente, por ADONIESIS.

-Señor Siragusa, ¿podría aclarar un poco más sobre lo que nos ha contado de los Mutantes?

Supongamos dos vasos.
Uno de vino, y el otro de agua.
El vaso de vino es Eugenio, y el vaso de agua es el Mutante.

Desde que nace el “vaso de vino”, el “vaso de agua” que está sobre él, levita sobre él, lo está sondeando, cuidándolo, observándolo, sondeándolo y dirigiéndolo por el camino que Él, quiere que se dirija y en un momento dado le sirva y realice su labor.
Lo instruye, lo prueba y lo criba hacia un determinado camino, cuando está listo el “vaso de agua” se superpone al “vaso de vino”, quedando anulado el “vaso de vino” y realizando el “vaso de agua” lo que tiene que realizar. En ese momento, tutela y opera, completamente el Mutante.

Después el Mutante puede separarse de nuevo del “vaso de vino” y el “vaso de vino” mantiene su personalidad, y continúa con su labor.
Esto mismo sucedió cuando Jesús, fue bautizado por Juan Bautista.

-Sr. Siragusa nos gustaría poder subir al lugar del encuentro, pero con la niebla que hay hoy, con tan poca luz, no podremos grabar aceptablemente.
Es una lástima.

Eugenio se queda un momento pensativo y después le responde:

Yo le digo que habrá luz suficiente.
Podemos subir perfectamente.

-. Pero Sr. Siragusa, ¿se da cuenta de la niebla tan espesa que hay?

Sí, sí, y le digo que no habrá problema.
Habrá luz suficiente y condiciones para grabar en la zona.

Se termina de comer, y nos disponemos todos a subir al Monte Manfré.
Una ver allí. La niebla era espesísima.

El entrevistador dice a Eugenio:

-“Así no podremos grabar, Sr. Siragusa”.

Eugenio le dice:

“Tenga un poco de paciencia. Solo un momento”.

¡Al poco rato, la niebla empieza abrirse creando un círculo perfecto en su parte superior, como un tubo que deja pasar perfectamente los rayos del sol, hasta el punto de tener que utilizar las gafas de sol!

Los periodistas, y todos, quedamos impresionados por el hecho de que a medida que la niebla va haciendo el círculo mayor, la misma niebla se arremolina en el borde del circulo, y crea una especie de turbulencias hacia atrás, como no queriendo invadir la zona central.

Comienza ante la sorpresa de todos, la segunda parte de la grabación.
Las típicas preguntas sobre el contacto y el
encuentro con los Hermanos del espacio le son hechas a Eugenio, y como siempre él las responde.
Se acerca al lugar donde tuvo el encuentro para señalarlo y que sea filmado para la entrevista.

Orazio Valenti, por parte suya realiza una grabación paralela de todo lo que le es preguntado.
Al final de la grabación, todos nos quedamos más impresionados aún, porque igual que la niebla se fue, una vez terminada la entrevista comenzó a cerrarse a una velocidad inusitada, sobre todos nosotros.
El entrevistador muy impresionado, le hace la observación a Eugenio, sobre ello, y Eugenio le dijo:


Usted ahora, debería grabar y preguntarme esto mismo.

Dicho y hecho, a un gesto rápido del entrevistador, que era el director del equipo, el cámara se pone frente a Eugenio y junto al entrevistador, y le pregunta:

-Señor Eugenio, usted me tiene que responder a una pregunta.

Usted antes en el restaurante nos ha dicho que no habría niebla y que habría luz y efectivamente ha sido así, esto estaba completamente cubierto de espesa niebla, hemos llegado y la niebla se ha abierto misteriosamente,  pero una vez terminada la entrevista de nuevo ha caído la niebla cerrándolo todo. ¿Qué nos puede decir o explicar?

Amigo mío. Los Zigos son mis amigos. Yo los sirvo y ellos me sirven a mí.
Los Zigos son mis amigos y me sirven: El Agua, la Tierra, el Fuego y el Aire.

Una vez dicho esto, el entrevistador queda un momento en silencio, y sin saber qué más preguntar, despide la emisión.

Al regreso a casa, me dijeron de ir de nuevo en el coche de Eugenio tal como subí al Manfré, una vez dentro y ya en viaje le pregunté:


·    Eugenio, te puedo hacer una pregunta.

Claro.

·    Pues resulta que, me impresionó mucho y me dejó pensativo cuando vi que Ali Agca ante todo el Tribunal italiano y que salió en la televisión internacional dijo: “Yo soy Jesucristo. Os anuncio el fin del mundo”.


En ese momento no era Ali Agca, sino la Entidad Crística que había utilizado el “instrumento” Ali Agca para manifestarse al mundo.

En realidad era la Entidad Crística.



·    ¿Pero él era consciente de esto?

No, no lo era.
No era consciente de ello.

Cuando ya estuvimos en el estudio, y después de haber visto la vitalidad y dinamismo de Eugenio, (a pesar de sus 66 años), Eugenio se quita las gafas de sol y su rostro había cambiado radicalmente.
Se muestra cansado, como agotado, con unas ojeras grises en los ojos de mirada cansada que antes no tenía. 
Comprendimos “lo que había ocurrido”, y nos despedimos para que él, y todos pudieran descansar.

Al día siguiente después de saludarnos, Eugenio y Miguela nos dicen:

Miguela-. Mirad. En lugar de estar en el hotel que está un poco lejano, ¿por qué no os bajáis a una casa que Orazio tiene cerca de nosotros, y que está desocupada?
Allí podéis estar tranquilamente y también os ahorráis un dinerillo. ¿Qué os parece?
Además estáis aquí al lado de nosotros y en un rato podéis acercaros, ¿eh?

Decidimos entonces de dejar el hotel y marcharnos a la casa de Orazio con las llaves que Eugenio nos dio.
Eugenio entonces nos dijo algo que nos llenó de intriga:

E-. Vosotros ir ahora a cambiar todas las cosas a casa, y luego seguramente tendremos que subir al Etna, al monte manfré.
No os puedo decir nada, solo que subiremos. 


Mientras subíamos al hotel, alguno de nosotros en su pensamiento, le daba vueltas a lo último dicho por Eugenio... Una vez llegados al “Biancaneve” pagamos la cuenta y cambiamos todas las cosas y maletas a la casa y no fue por casualidad porque allí precisamente desde la terraza que domina el horizonte del Etna pude fotografíar y todos lo vieron, una extraña “nube oval” que no se movió del lugar en muchos minutos, mientras que la nube de humo procedente del Etna y el resto de nubes eran arrastradas por el viento.

Después de haber dejado todo colocado volvimos  a casa con ellos.

Eugenio se encontraba en el patio, haciendo arreglos en la base de la pirámide biodinámica y hermanos italianos que están con él le están ayudando.
Dejaron de hacer puesto que era hora de comer y  todos juntos en su casa fuimos al comedor.
Una riquísima pasta cocinada por la mamma y Miguela. Macarrones con pollo, filetes, melón, adornaban la enorme mesa en la que nos sentamos para, literalmente, engullir la estupenda pasta hervida, con pollo, aceite y demás.

Mientras comemos Eugenio comenta:

En realidad no se debería comer con cubiertos de metal.
Bueno los platos pueden servir porque no descargan energía.
En realidad se debería de comer con las manos, como siempre se ha hecho, o en todo caso con cubiertos de madera, que no absorben la energía de los alimentos, porque el metal absorbe la energía del alimento, y los alimentos descargan su energía en el metal, por lo que la nutrición no es como debiera de ser. No es tan efectiva.

La conversación también gira entorno a las noticias que el telediario italiano estaba dando, y a la precaria situación mundial.

No se puede vivir en Paz, así de este modo. Oyendo lo que se oye y viendo lo que se ve todos los días es imposible. Es profundamente injusto todo lo que está pasando.

Todos escuchábamos con avidez los comentarios de Eugenio y Miguela con los hermanos italianos que nos acompañan; realmente el mundo se está volviendo loco.

¿Sabéis por qué hemos arreglado, recientemente, así la casa?... Prácticamente ya la tenemos terminada.
Mientras nos miraba a todos, todos nos mirábamos sin saber qué responder. Entonces continuó diciendo.

Espero una visita muy especial. Una visita muy importante. Es la visita de Jesús. Jesús me ha prometido que me visitará personalmente muy pronto.

Después de la comida, y habiendo escuchado atentamente las noticias, Eugenio se marcha a descansar.

Los demás, unos bajan al estudio a charlar, otros a pintar la fachada de la casa y los exteriores. Y otros nos quedamos con la mamma y Eli jugando con ellos en el patio.

Después de una hora más o menos, nos reunimos en el estudio de Eugenio para responder a las preguntas que los hermanos de España, habían escrito, para que Eugenio les diese respuesta.
Antes de comenzar con ellas Eugenio nos dice a todos:

 “Estad siempre muy atentos. Escuchad a vuestro corazón, porque en el momento que estéis haciendo algo por la Verdad, seguramente algo llamará vuestra atención, y requiera de vuestro apoyo y sostén.
Estad atentos de manera que las diferentes atenciones que envuelven al entorno no pasen desapercibidas ante vuestros ojos”.

Se levanta del sofá de su estudio donde estamos todos y camina hacia una esquina del estudio;  sin darse cuenta, se le cae un pequeño papel que tenía en la mano.
Entonces estando en pie, dice a uno:

“Ven, levántate, quiero hacerte leer una cosa que tengo aquí colgada en la pared”.

Se trata de la Tabla Esmeralda de Hermes Trismegisto.
Dámaso se levantó, y fue hacia donde se hallaba Eugenio, que lo observaba atentamente mientras se acercaba a él.
Todos, Ana María, Gloria, José Miguel y yo, mirábamos antentamente.
Eugenio, le dice:

“Lee”.


Comenzó a leer en italiano.
Después de algunos momentos, le dice:

“Está bien, es suficiente. Te puedes sentar”.

Mientras tanto Eugenio de forma enigmática seguía con su mirada a Dámaso. Atento a lo que hacía.
Entonces, dijo a otro:

“¿Quieres leerlo tú también? ¿Me haces ese favor?”.

Yo le respondo que sí.
Me levanto, y antes de llegar donde él está al lado del póster en verde que contiene el texto de la Tabla Esmeraldina, recojo el papel que se le había caído a Eugenio  y lo depositó de nuevo en la mesa frente al sofá.
Eugenio al ver el gesto, dice:

 “¿Veis? ¡A eso me refería!
Él se ha dado cuenta del pequeño papel que yo he dejado caer antes, y antes de venir a leer, lo ha tomado y dejado en su lugar.
A eso me refería cuando os he dicho antes de estar atentos y escuchar a vuestro corazón.
Acércate y lee”.

Como un acto reflejo me llevo la mano derecha sobre el corazón y comienzo a leer:

 “Basta. Es suficiente. Sentémonos.
Hay cosas que, aparentemente, no tienen importancia pero que la tienen, porque nada en el Universo pasa sin un motivo.
Nosotros tenemos que hallar el motivo y actuar en consecuencia”.

-. ¿Nos puedes hablar más del Mutante?

“Muchos podrán volverse instrumentos de un “Mutante” si se predisponen positivamente.
Vosotros pensáis que yo ahora sea Eugenio, pero yo no soy Eugenio”.

Se hizo un prolongado silencio ante sus palabras.
Me acerqué instintivamente, desde mi silla, (está cerca de la mesa de su escritorio donde él esta sentado), y le pregunto en voz baja:

·    “Eugenio, ¿me puedes decir quién eres tú realmente en este momento?”.

Él en el mismo tono bajo, me mira intensamente a los ojos y me dice:

“Soy, (nombre) ÉL es Un Amigo del Hombre.
Yo no soy Eugenio, Eugenio ahora duerme. Adoniesis es de séptima dimensión, y tutela y dirige, directamente, a (...nombre..).

(Me reservo el nombre que dijo, porque lo considero oportuno. Disculparme).


·    ¿Si Adoniesis es de Séptima Dimensión de qué dimensión es ÉL?

No os lo puedo decir.

Toda vez pasado este pequeño lapsus, se vuelve a la conversación y a las preguntas.

Se comienza entonces leyendo todas las preguntas, una a una, esperando la respuesta de Eugenio. Las preguntas escritas por los hermanos de España comienzan así.  


·    Las preguntas que te hago hoy, no las podría haber hecho ayer, pero estoy segura que no serán las mismas de mañana si cuento siempre con tu enseñanza, tu conocimiento y tu Amor. Eugenio, ¿en el tiempo de la Llamada todos seremos despertados, todos estaremos despiertos? ¿Todos los Llamados se han despertado actualmente?

No. Aún no.

·    ¿Es posible que algunos Llamados se abandonen, no quieran oír su Llamada, que estén muy atrapados por la materia?

La Llamada, no es la Señalación.
Cuando se es Llamado, la responsabilidad es mucho más grave.
Con la Señalación, no. Se puede volver atrás.
Durante la Llamada no se está dormido porque se esté atrapado por la materia, esto puede ocurrir con la Señalación.
Con la Señalación, puede ser que se duerman de nuevo, pero con la Llamada, no, porque ya se está Despierto.
Luego está la Elección, y ha sido dicho: “Muchos los Llamados y pocos los Elegidos”, porque incluso entre los Llamados, en los momentos difíciles habrá Llamados que renuncien de ser Elegidos.

·    Entonces, ¿pueden tener un retroceso evolutivo en su próxima dimensión, en su próxima encarnación?

Cierto, muy cierto. Esto es inevitable.
Es un efecto de una Causa no realizada.


·    En nuestras enseñanzas, ¿es suficiente con dejarnos guiar, o ha de acompañar una voluntad de acción?

Miguela-. Eeeh, hermanita esto ya nos ha sido dicho, ¿eh? Nos ha sido dicho que no es suficiente la enseñanza, que es necesario ponerlas en práctica. Las acciones son las que valen ante los Ojos de Dios.

E-. Predicar bien, y no obrar bien, no es hermoso.

M -. Ante los Ojos de Dios, son las acciones las que cuentan.

·    ¿Cómo se puede ser más operativo?

E-. Empeñándose todo sí mismo, sin límites y sin condiciones.

·    En relación a las enseñanzas, ¿somos instruidos en el Astral por nuestro guía?

E-. El Guía está dentro de nosotros.
Es la Luz que llevamos dentro, esta es la Guía.
Se puede ensombrecer o se puede se puede hacer más luminosa.
Podemos tenerla buena o la podemos transformar en mala, en negativa.
Nosotros somos, mitad hombres, y mitad ángeles.
Ángeles y demonios: Está en nosotros hacer prevalecer a uno o al otro.
Por lo tanto la Guía somos nosotros.

·    Nuestras experiencias con los Hermanos Superiores, ¿tenemos que comunicarlas con los demás? ¿No sería esto vanidad?

No es un acto de vanidad.
Se puede comunicar a los demás, pero siempre con aquellos que pueden comprender este discurso, este razonamiento.

·    Pienso que sobre ello no se debe presumir, sino aprender con ello a ser humildes de corazón y solo así acercaremos al ser necesitado de nuestra palabra, ¿no?

Sí, es lógico.

M -. Porque es una enseñanza que Ellos comunican, a uno individualmente, pero si se hace participar a los demás, esta enseñanza es también válida para los otros.

·    ¿Podría ser que, en algún momento, todos seamos tentados en nuestra vanidad? De la misma forma que pienso que a los mismos Ángeles nuestro Alto Adonai, los ha de probar, porque también en esto sirve el dicho de “Cómo es arriba es abajo, y como es abajo es arriba”.

¡No!, porque los Ángeles no pueden ser vanidosos.
Ni tan siquiera Jesús era vanidoso cuando dijo de ser el Hijo de Dios, y enseñaba.
¿Es que enseñaba por vanidad o para conceder Conocimiento?

M -. En este punto es Conciencia, no es vanidad. Y quien tiene Conciencia no puede ser vanidoso, es humilde.

E-. Un profesor nunca es vanidoso cuando enseña a sus propios alumnos sus Conocimientos.

·    Eugenio, yo en mi condición de mujer y de casada, me limita y me quita libertad, no obstante me gusta enseñar y lo hago cuando puedo, pero me pregunto, ¿sin ser varón, la mujer puede ser operativa?

M -. (En tono simpático) ...Oúuu, eehhh, pero qué es esto, aquí hay protestas. (Risas de todos). ¡Cierto que se puede!


E-. ¡¿Qué es lo que tiene de menos la mujer en relación al hombre?! Tiene sus deberes y sus derechos.

M -. Ciertamente el Espíritu no es que es hombre o es mujer, ES ESPÍRITU, y es el Espíritu el que obra.

E-. El Espíritu no tiene sexo.

M-. Ya lo dijo Adoniesis: “cuando nosotros encontramos a una mujer, vale como 10 operadores hombres”.


·    Eugenio, se ha dicho que la Genética G.N.A. se tiene desde el nacimiento, pero si no es alimentada se puede perder, ¿cuando se ha perdido ya no se puede recuperar?

M-. La Genética G.N.A. se tiene desde el nacimiento, pero se puede perder, y cuando se ha perdido ya no se recupera. No se puede recuperar porque se tiene que alimentar según el crecimiento del niño, y así los padres deben alimentar los Valores de esta Genética, si estos Valores no son alimentados, la Genética se pierde y ya no se recupera.
¡Ojo!, porque solo un hijo puede heredar la Genética.
¿Lo sabíais esto?
Luego los demás hermanitos o hermanitas, pueden estar predispuestos, pero la fuerza de arrastre, la que empuja a los demás es el que lleva o la que lleva esta Genética G.N.A.

E-. Antiguamente, la recibía solamente el primogénito; ahora puede ser recibida por el segundo o el tercero, pero solo uno. Y este es la Fuerza de arrastre de los demás, evidentemente de aquellos que desean dejarse llevar.


Hablamos de los tres Reinos Subterráneos, de que trabajo realizan cada uno de ellos, también hemos hablado de la Oquedad de la Tierra, de los Seres Astrales, de los Elohim, de la Serpiente Emplumada Dorada que es el Primate del Hombre, y de infinidad de cosas personales.
(La conversación fue muy muy extensa e enriquecedora. Sería demasiado largo ahora exponerla toda. Por ello resumo aún más todo con estas últimas preguntas. Quizás en otra ocasión).

·    ¿Entonces debemos pensar que fundirse con un Mutante que a su vez depende directamente de los Elohim es Evolucionar? O sea, ser una gota de agua que sin perder su Conciencia Individual es consciente de ser una gota y de estar en el océano.


No. Este no es el concepto.
El concepto de la PERSONIFICACIÓN es entrar en simbiosis con un Querubín, un Mutante, por lo tanto entrar en Simbiosis significa adquirir los Valores Conscientes del Mutante, y también Sus Particulares Características.
Mientras que un Querubín que viene a la Tierra por una Misión concreta, debe necesariamente, ser creado por el Elohim.
Así ha sido Jesús con Cristo.

No se pueden explicar así estas cosas.
Yo me pongo nervioso cuando debo explicar estar cosas que han sido escritas y vueltas a escribir, dichas y vueltas a decir.
¿Por qué se deben de repetir cien mil veces las cosas?...

Eugenio está molesto porque son preguntas escritas que ya han sido contestadas muchas otras veces.
Uno de los representantes en España, le dirige unas preguntas de las cuales remarco por último la siguiente.

·    ¿Si el Sol es un planeta frío, la energía vital y astral de dónde la emana?

En este momento la cara de Eugenio cambia totalmente. Si pudieseis ver la cara, y escuchar su voz os daríais cuenta que cuando Eugenio se enoja, todo realmente tiembla a su alrrededor. Después de escuchar esta pregunta se muestra como sorprendido y al mismo tiempo muy enojado dice:

¡¡No es un Planeta el Sol!!
¡¡El Sol es un ASTRO!!
¡¡El Núcleo es frío, pero no es un planeta!!
¡No confundamos la lana con la seda! ¡¡¡Mamma mía!!!..... ¡¡¡Yo no continúo con esto!!!
(Se apaga el grabador)...


Muy enojado Eugenio se levanta del sofá y se marcha, enfadado por todas estas cosas que deberían de haber sido ya asimiladas, porque han sido repetidas muchísimas veces........
Todos quedamos impactados. Una nueva lección.
Resulta verdaderamente una lección para asimilar y comprender cómo Eugenio es completamente auténtico y genuino en todo lo que expresa y más en relación a lo explicado por Hermanos del Cielo.

Esa misma tarde, ya tarde noche, saliendo a la terraza de la casa de Orazio, a pensar un poco sobre lo vivido con Eugenio, Miguela y familia y en todos los detalles que por ser pequeños contienen más importancia y significado, desde la misma terraza que fotografié la “nube oval”,  tomo una fotografía del Etna, mientras pienso no sin preocupación en el final que tuvo la serie de preguntas que nos habían dejado escritas para preguntar a Eugenio.

Una fotografía que habla por sí misma en la que claramente la presencia y  manifestación de los Hermanos Extraplanetarios queda siempre presente.


Al día siguiente:

En esta noche anterior tuve un sueño que me impresionó. Un sueño sencillo, corto.
La conversación giró normalmente, y más distendida, después de tomar unos helados y de bromear en el salón de su casa. Les acompañan una pareja de Navarra que estaba pasando sus vacaciones en Sicilia y se acercaron a conocer a Eugenio y la familia.

Esta pareja de Navarra, el marido se llama Efrén, y Eugenio le dijo:

Un nombre muy especial y poco común el tuyo.
No entiendo como lograron ponértelo tus padres, pero me recuerda mucho a Kefrén que es un nombre típico de los antiguos egipcios. Como la Pirámide de Kefrén que lleva tu nombre.
No solo por el nombre sino por el semblante de tu cara me recuerdas a los primeros egipcios.


Charlamos mucho, estas son algunas de las preguntas.

·    Eugenio, yo quisiera comprender mejor el hecho de que he oído que comiendo las vísceras de los animales, se dice que se asimila su karma.

No, no se asimila el karma de los animales, porque los animales no tienen karma tal como se entiende. El hecho de no comer las vísceras es por cuestión de salud, porque todas las vísceras son órganos que filtran, hacen de filtro orgánico y por lo tanto acumulan muchas impurezas, como el hígado, la vejiga, el intestino,  y otros, que tienen la función de purificar el cuerpo a nivel físico y mantenerlo en un estado óptimo.
Por esto no se deben comer nunca las vísceras, porque se cargan cada vez más de suciedades. Los más contraproducentes y dañinos son los embutidos que se hacen. 

·    Eugenio, ayer hablaste de los agujeros negros. ¿Nos puede decir algo más sobre ellos? ¿Qué función realmente en la Economía del Cosmos tienen?

Bueno, es suficiente con saber que se trata de una re-absorción de Energías Cósmicas.

·    ¿Qué nos puedes contar sobre la foto que está en la casette de música de Sangri-Lah que se ve tras de ti otro rostro como si fueras tú con los ojos cerrados?

Mira.
Eugenio cuando tiene que operar el Mutante, sale del cuerpo, y orbita entorno al cuerpo hasta que el Mutante termina de operar, de trabajar. Entonces Eugenio, regresa de nuevo y controla completamente su instrumento físico, su cuerpo.
Cuando Eugenio sale, orbita, se sumerge, completamente, en el Plano Espiritual.

·    ¿Cómo ves la situación actual, Eugenio?

El hombre parece que ya no tenga salvación.
Está completamente perdido, y no queda otra cosa que esperar la autoeliminación. Es inevitable.
Satanás mismo se ha marchado del planeta porque en lugar de tentar Satanás al hombre, es el mismo hombre quien tienta a Satanás. Porque Satanás, tentando al hombre no hace otra cosa que obedecer a Dios, pero el hombre ni siquiera ya obedece a Dios, ni tan siquiera lo tiene en consideración.

·    Eugenio, me preocupa muchísimo el problema de los jóvenes con las drogas. Realmente se me rompe el corazón cuando los veo o leo las noticias. ¿Me puedes decir algo que yo pueda hacer para ayudarlos y quitarlos del infierno?

Mira, escucha. Esto no es tu cómputo.
Tú no tienes los medios necesarios ni la organización para ocuparte, no tienes las posibilidades de que lo que yo te pueda decir, lo puedas llevar a la práctica. Debes estar tranquilo de todos modos. ¿Eh?
Esto es tarea, es cómputo de la sociedad. Tú estate tranquilo.

·    Eugenio, en las conferencias que realizamos, ¿qué nos aconsejas especialmente?

Mirad esto es muy importante.
No deben ser cambiados los conceptos que los Hermanos del Espacio nos dan. Esto es fundamental.

Yo, jamás, he cambiado un concepto Suyo, y yo os aconsejo que cuando os pregunten sobre un tema en concreto que leáis íntegramente y simplemente sus comunicados como respuesta, porque en realidad son Ellos los que hablan.
Solo de este modo se podrá evitar la confusión y la interpretación equivocada de los conceptos espirituales.
Tal como ayer ocurrió y que se definió el Sol, como “planeta frío”.
Yo, nunca, jamás me he permitido modificar un concepto expresado por los Hermanos. Esto no se debe hacer.

Hay que estar muy atentos porque es de este modo tan sutil que el mal, que Satanás confunde, haciendo ver lo que en realidad no es.
Por lo tanto es importante leer los comunicados para dar una exacta medida de lo que es.
Quien está preparado para comprender, comprenderá.

Luego os aconsejo de remarcar bien, cuando decís algo por vuestra parte. O sea, dejar constancia que esa es una vuestra opinión particular.
Solo de este modo se podrá evitar la confusión, y la intervención de las frecuencias negativas.
Tenéis que estar muy atentos porque el futuro de España puede ser bastante malo. Tenéis que regresar pronto a vuestros lugares de origen y estar muy atentos.
Puede ser que haya un golpe de estado, o una guerra civil. Ciertamente será una reprimenda, un castigo.

Tenéis que saber que las pruebas que ahora se están pasando, que todos estamos pasando, son “rosas” en comparación a lo que se deberá afrontar en los próximos tiempos.
Cuando lleguen “los cardos”...
Tenéis que estar muy atentos porque muchos hermanos, en momentos críticos, en períodos determinantes se pueden desviar, o perder.
Veréis derrumbarse “murallas”.


·    Eugenio quisiera contarte un sueño particular que he tenido ayer por la noche contigo. Me da un poco de vergüenza contarlo pero lo contaré. Creo saber de qué se trata pero deseo contártelo aunque es un poco embarazoso para mí. Resulta que soñé que estabas enfermo y .....

Miguela-. Y de hecho anoche Eugenio tuvo un conato de infarto de miocardio. Sin embargo los médicos que lo han mirado y estudiado, le han dicho que el corazón lo tiene bien, que para la edad que tiene, el corazón está bien.

E-. Evidentemente si tengo que marcharme, da igual que tenga cardiopatía o no. Lo que será, será.

·    Bueno pues resulta que soñé que estabas enfermo y que luego tú te levantas te acercas a mí, y me besas intensamente en la boca. Yo entonces me desperté. ¿Qué significa exactamente?

Significa la transmisión del Conocimiento.
Yo te he dado una parte de mí en el Astral.
Tú la debes de custodiar bien.

·    Eugenio, sabiendo lo que sabemos de ti, en todos los sentidos. ¿qué podemos hacer para ayudarte?

AUTORREALIZAROS.
Autorrealizaros siempre más.
A mí me queda, quizá, poco por hacer.
Pero no os preocupéis porque si yo me voy, luego vuelvo.


He escrito esto para que lo llevéis a España y lo publiquéis:

“A VOSOTROS PRECIOSOS ESPÍRITUS DE ESPAÑA

Cuidad de vosotros y de los Parvulitos que a través vuestro han venido sobre este mundo para ser los preseñalados del Reino Prometido.

Tened cuidado de vuestra Integridad Moral y Espiritual y prestaros recíprocamente las ayudas y las atenciones con Fraterna solercia y con altruista Amor.
A mi queda poco por hacer; cuanto debía hacer he hecho y cuanto debía decir he dicho. Los Grandes Eventos están cercanos a manifestarse y cada uno de vosotros será Testigo de cuanto el Cielo dará a luz.
Recordaros de cuanto ha sido dicho, escrito y transmitido: “MUCHOS LOS LLAMADOS, POCOS LOS ELEGIDOS”.

Sed silenciosamente perseverantes y cautelosos. Las Pruebas y las Tentaciones intentarán disuadiros.
Sed fuertes y valerosos.

Os exhorto a amaros los unos a los otros y de conservar en perfecto orden la Armonía y la recíproca Comprensión.
Sed humildes y simples de corazón, buenos y misericordiosos.
Recordaros aún: “SED PUROS COMO LAS PALOMAS Y ASTUTOS COMO LAS SERPIENTES”.
No temáis y consideraros TOCADOS POR EL ESPÍRITU OMNICREANTE.

Os abrazo con Fraterna Ternura, a mi se unen Miguela, Eli e la Mamma.

Vuestro Eugenio.
Junio (1985)”.

De este modo luego de hablar algunas otras cosas, y de guardar los textos que él nos había confiado para entregar a los hermanos, nos despedimos sin querer hacerlo. Las obligaciones nos reclamaban y el tiempo, por ahora, se había terminado. 
El viaje terminó.

Retornamos a España, tres días consecutivos dentro del coche, nos turnábamos para conducir, mientras uno dormia o descansaba el otro conducía. Una experiencia agotadora pero muy bella, especialmente a nivel fraternal porque tuvimos tiempo suficiente para hablar de todo aquello que nos ocurrió durante el viaje. Muchas, muchas cosas bellas como cuando encontramos por casualidad mientras estábamos en el coche, de noche, una estatua de la Virgen en plena carretera, nosotros cuatro, Dámaso, Ana, Gloria y yo.
Una vez llegados a Madrid, yo me encaminé hacia casa de mis padres, en Vellisca.
El verano estaba por llegar de lleno.

Algunos meses después de haber visitado por segunda vez a Eugenio y Miguela, y de continuar manteniendo una regular y fructífera correspondencia principalmente a través de Miguela, su compañera eterna de camino, después del verano, “algo inesperado” me ocurre mientras estoy en mi habitación, en Vellisca, escribiendo textos de Eugenio, y haciendo correcciones porque ya había comenzado a traducir al castellano las cintas de audio-cassettes que se grababan con preguntas y respuestas de Eugenio llenas de Cordura y Sabiduría que no eran de este mundo.

Yo me encontraba en mi habitación haciendo todo esto, cuando de repente escucho una voz en mi cabeza: “Alguien” “Alguno”, me habla y se presentó a mi, con un nombre imborrable que permanece en mi Espíritu, y que no revelaré, y que yo he llamado por consejo Suyo: “Delhoal” ( Y ). Un Nombre que respeto con celo, y que cada vez más me ha ayudado, aconsejado, reprendido, (en ocasiones con severidad), y me ha permitido realizar cosas que nunca podría haber imaginado.

En el momento de oír esta voz en mi cerebro, quedé completamente impactado con una impresión de felicidad espiritual tan fuerte y al tiempo tan asustadamente feliz, que no sabría como expresarlo.

Solo puedo decir que a partir de entonces, me encontré más feliz y dichoso que nunca, aunque completamente sorprendido y pensando que podría ser yo mismo, mi propia cabeza la que hablaba, como si me estuviese volviendo loco, lo cual aumento enormemente mi sentido individual de la RESPONSABILIDAD, porque en realidad yo escuché claramente cómo desde fuera de mí, aunque “dentro de mi cabeza”, esa Voz en el silencio de mi corazón me habló.

Así como también me habló de la Astronave que el comanda y que se llama “ES” , (ESQUILO-ESCHILO) y que por motivo de evitar confusiones con la abreviación “ES” me fue dicho de definirla como “Squilo”, o sea el nombre en Español (ESQUILO), pero sin la “E” delante. (También este nombre ha sido insultado por el Demonio Humano terrestre que me persigue).

ÉL, este Ángel del Padre, me pidió discreción y silencio hasta el día que Él mismo me dijera de otro modo. Un Nombre, al cual yo, tal como siempre he sido, he demandado humildemente pruebas de su real presencia e intervención positiva, creativa, y dentro de la Eterna Ley de Dios.

Todo esto para aclarar esa sensación de estar “volviéndome  loco” y de evitar no llegar a comprender lo que en realidad me había ocurrido. Siempre con una Paz Interior que no puedo expresar, me he dirigido a ÉL no sin un respeto temeroso, pero con confianza y con inmensa felicidad llena de devoción. El conocido como el necesario “Temor de Dios” nunca me faltó, ni me falta.
Él quiso desde entonces honrarme concediendo, no todas, pero si numerosas pruebas de ello.

Dando un salto en el tiempo.
En el año 1988, algo que solo pocos Hermanos y Hermanas míos conocen es una “extraña carta-postal” que Eugenio me dirigió expresamente a mí, y que contenía “algo” que me reveló que Eugenio ya sabía lo que estaba ocurriendo en mi vida, a pesar de que yo nunca le dije nada, ni a él ni a Miguela, ni a ninguno de mis hermanos y hermanas en la Verdad. Era “algo” breve, pero revelador.
Me dijo, o mejor dicho, me escribió “Algo” que me reservo como un luminoso tesoro y que solo he hablado con aquellos y aquellas que saben que la Luz del Espíritu es quien domina la materia. No puedo decir más.

Seguramente algunos y algunas de éstos que conocen tal escrito de Eugenio, leerán estas líneas, y ellos son testigos de que lo que digo es veraz.
Con esto no pretendo crear “misterio”, sino simplemente no echar perlas a “determinados cerdos”.

A pesar de todo yo siempre, he pedido las pruebas, las evidencias, las he pedido siempre con confianza, respeto y humildad hacia esa Inteligencia que decidió concederme el inmerecido don de hablar conmigo con Su Voz Silenciosa; unas de las pruebas eran para mi personalmente, otras también para todos aquellos que deseen verlas.

Muchas de ellas las envié para que las conocieran a Eugenio y Miguela, solo para que las conocieran sencillamente. También las compartí con muchos hermanos y hermanas que me han conocido, y que aún me conocen.

Ahora, permitidme si doy un salto en el tiempo, para concluir antes, porque sería larguísimo completar todo este largo trayecto de los años. Quizás, con el tiempo, complete poco a poco, el período entre 1985, hasta el año que ahora paso.
Estamos ya en el 2005, Su “voz” siempre desde ese día de 1985, ha resonado dentro de mí, pero yo he guardado silencio, discreción sobre ello, porque Él así lo ha querido y me lo pidió, hasta el día que me dio consentimiento para poderlo decir y hablar abiertamente (año 2005); recuerdo que en este año una de las últimas cartas que le envié a Eugenio decía así:
Tarancón, 15 Mayo 2005
Querido Eugenio:

Sabiendo que, sin ninguna duda, este sistema está destinado a perecer me llega el tierno recuerdo de nuestro anterior y breve encuentro, en donde no faltó “ese alimento” que sólo alguien como tú sabe donar.  (Nos habíamos encontrado por última vez en el 2002).

Tu recuerdo siempre acompañará eternamente nuestra breve existencia actual, y con plena seguridad, todas las que el Padre nos conceda.
Como bien sabes, el tiempo solo es apariencia, es volátil, y no he olvidado el día en el que celebras tu humana onomástica, pero el tiempo es también “caprichoso” y ha sido hoy, (quizás porque debería de ser así) cuando te hago este sencillo y simbólico envío, a pesar de tenerlo preparado desde hace más de 55 días.

Siempre estás en mi pensamiento; como una inextinguible luz de la Pura Verdad y te agradezco todos los consejos de Vida y Verdad que nos das para nuestra mejora interior.

Ruego al Creador que sirvan de Luz y Faro para las generaciones futuras, que son  “nuestros” hijos, y que tan faltas están de Luz y de Verdad, en una sociedad tan tenebrosa, terrorífica como ésta, llena de males materiales y espirituales que ahogan y asesinan los altos valores.
Quiera el Cielo escuchar mi ruego para “aquellos”, que han nacido para hacer perdurar los valores del Espíritu en esta terrible cloaca en la que se ha convertido la sociedad humana.
Quedo a vuestra disposición en todo aquello que pueda serviros de apoyo y ayuda.
Lo que sí es cierto, es que siempre lucharé contra el mal. Aunque la vida humana me vaya en ello.
Te envío una “Gota Divina” de alegría que estas Divinas Inteligencias siempre nos dan para nuestro consuelo. En Semana Santa del 2002 nos diste la alegría de poder vernos nuevamente, espero que esta muestra de Su Eterna Presencia en la Semana Santa del 2005 sirva de alegría también para todos vosotros.
(Nota-. Les envié un CD con una filmación de una gran esfera luminosa palpitante que descendía del cielo a tierra).

Te beso, profundamente en el Espíritu Eugenio, deseando que el tiempo y el espacio, gracias a la Voluntad del Padre, nos pueda conceder algún momento de fraterno intercambio.

Tuyo siempre en Cristo, Antonio.

Igualmente escribí una carta, para toda la familia que respeto y amo.

Estas son algunas imágenes de la filmación de esta Astronave, que le envié.


Más tarde a finales de este año, estando yo viviendo en Tarancón, el 21.11.2005, este Ángel del Padre, me dictó un texto de enviar a Eugenio, yo me quedé impresionado por lo que en el texto decía.
Realmente era una fuerte prueba para mi enviarle este texto a Eugenio y he de reconocer que hasta que lo hice tuve que hacer un gran ejercicio de discernimiento y de lucha interior; en mi cabeza solo estaba esta gran responsabilidad, pasaron los meses, y solo yo sé lo que tuve que superar interiormente, hasta que en abril del siguiente año de 2006, determinado con firmeza y con temor al mismo tiempo, solicité humildemente: “Hermano del Cielo ( Y ) yo necesito una prueba clara. Te ruego que atiendas mi petición porque necesito completamente saber. Si no la tengo esta evidencia entonces habré comprendido que NO tengo que enviarlo”.


He de aclarar que ÉL, “Delhoal” ( Y ), nunca jamás me ha obligado a nada, me ha dejado siempre completa libertad de determinación, de decisión, incluso si yo me equivocaba. Me enseño que era mi responsabilidad reparar el error.

En este caso, yo necesitaba una prueba clara e inequívoca de que debía realizar el envío, porque no podía quitármelo de mi cabeza. Era un texto muy significativo, muy principal, solo para Eugenio, y para mí representaba gran responsabilidad.
La respuesta fue inmediata en ese mismo instante que yo estaba sentado ante el ordenador y le dije a Él de ese modo. Fue claro y preciso lo que escuché: “Sal al balcón y haz tres fotografías”.

Sin dudarlo salí al balcón de mi casa, e hice tres fotos, ni una más, que son las que muestro aquí. El sol caía por el horizonte tras una nube.
En el momento de hacerla yo no ví, nada, salvo la nube que ocultaba el sol, pero después de hacerlas, las descargué inmediatamente al ordenador, y entonces tuve confirmación de la seriedad de lo que debía enviarle.

Debía enviárselo.


El texto que le envié,  me lo reservo completamente.
Solo puedo decir que  era y es el más bello, dulce y fraterno, al tiempo que revelador, texto que yo podía enviar a mi querido Eugenio.

Después de esta dura prueba de superar para mi (cada uno tiene las suyas), la fluidez y frecuencia en escuchar la Silenciosa Voz de mi Hermano Mayor del Cosmos, claramente como habla dentro de mi, aumentó, hablándome de cosas que pueden resultar increíbles para la gran mayoría, pueden parecer para algunos fantasías o imaginaciones, pero que yo transcribo con la mayor fidelidad y dedicación, sabiendo que yo, Antonio Pastor L., soy solo y únicamente un transmisor y nada más.

Me habló de Plutón de la civilización que lo habita, me habló y me explico su función en la Economía del Sistema Solar, además de explicarme detalladamente como ocurre el intercambio dinámico entre los Cometas y los Soles, ampliándome conceptos que yo no era capaz de pensar nunca. Principalmente el sentido Espiridual de sus discusos quedan claramente reflejados en los textos que he transcrito, y su carácter aconsejador y de advertencia queda evidenciado y no es necesario que yo aclare nada. 

Se ha dignado explicarme, y yo con extrema humildad se lo he agradecido, sobre el Comienzo del Cosmos y sobre las diferentes transiciones evolutivas Macrocósmicas explicándome el indisoluble NEXO que une a todo en este Infinito Maravilloso.
Conceptos y nociones impensables para mi, que completan el concepto de la Partida y el Retorno al Creador, que completa de una forma impensable lo que realmente significa SER ETERNOS, y SER INFINITO.
La Tierra, los Planetas, las Galaxias, Quasars, Sistemas Solares, Seres Inteligentes Macrocósmicos que contienen Seres Inteligentes Microcósmicos y la Verdadera Función que desarrollan en el Destino y Origen del Todo: EL ESPÍRITU.

Con sublime paciencia me enseñó primeramente a darme sinceramente a los demás, lo que sinceramente sentía de dar, o decir. Respetando ante todo la opinión del prójimo, sea cual fuere, sin dañar a nadie.

Y siempre cada vez más me fue descubriendo la Verdadera y Real “personalidad” del Estandarte de la Verdad Solar, o sea, aquel que se llama Eugenio Siragusa.

Por hoy, no puedo, ni debo añadir más, más aseguro que Aquel que me habló y aún se digna de hablarme, es un buen amigo del género humano y especialmente de “una parte” del género aparentemente humano.

Él, este Ángel del Dios-Señor-Dios,  ha sido quien me puso en el Camino del Eterno Estandarte Solar, solo ahora lo comprendo completamente.
Yo, humilde pero conscientemente me he ofrecido sabedor de la Ley Justa del Padre, ser su amigo y considerarlo tal como me ha sido enseñado por Él, Mi Hermano Mayor del Cosmos.

Hasta aquí, lo que he debido escribir. Más no puedo ni debo, por ahora, hacerlo.
Os quiero, amo mucho a todos, porque sé cuánto sufrís en este injusto mundo. 
Es poco, muy poco lo que yo puedo daros y mucha es la consolación fraterna que nace en mi hacia vosotros aunque resulta muy poca, pero lo hago con toda la fuerza de mi luminoso corazón que palpita de felicidad esperando que, todo, completamente todo, cambie y que la Luz que fue rechazada de la superficie de la Tierra, regrese con toda la Potencia y la Gloria del Padre Glorioso y Eterno.

Vosotros, amigo-hermanos y amigas-hermanas, seréis, si os predisponéis a ello, los Descubridores de vuestra Auténtica Esencia con la Ayuda del Padre; así os Descubriréis a Vosotros Mismos, en el reconocimiento del Creador.

Vuestro amigo, hermano y compañero de camino.
Antonio Pastor L.
Tarancón,..... horas del 2 de enero de 2009-.

Dice uno a otro:
-. "Ciertamente no es fácil navegar".
Y el otro contesta:-. "¿Pero tienes Timón?"
El uno quedó pensativo y luego dijo:-. "Me fabricaré un Timón Firme e indestructible, y cuando lo habré logrado, daré gracias a Mi Padre y con Su Permiso, lo compartiré con todos los demás".

(Trozo de la historia "Los Navegantes del Eterno".


De "mis" recuerdos.
A.p.L.





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Ante todo me gusta la sinceridad. Pienso que es la base de la confianza y logra el conocimiento pleno de aquellos a los que conozco y me conocen. Mi edad es de 48 años y mis experiencias vitales me han llevado, imparablemente, hacia un pleno conocimiento de que Seres Inteligentes de otros mundos, nos visitan para aconsejarnos, amonestarnos, y ayudarnos, siempre y cuando estemos predispuestos a ello. La VERDAD (con mayúsculas) representa para mí la certeza de un camino común, compartido, y evolutivo; por tanto no concibo la negación de las "verdades" que envuelven la existencia de todos los seres humanos, y de las condiciones a las que estamos obligados a existir y sobrevivir; tan solo por una mala gestión de los recursos positivos que la Naturaleza y la Inteligencia han puesto a nuestra disposición. (Si queréis contactar podéis hacerlo a traves de: antoniopastor555@gmail.com o si estáis registrados en Facebook, podéis buscarme en http://www.facebook.com/profile.php?id=100001326303864)